Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mag./giu. 2006, n. 3
I CAPOLAVORI DEL FEC  

I MONUMENTI DI DIO

La chiesa di Santa Croce a Firenze
di Bruna Condoleo



"Il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno (FEC) rappresenta l'espressione più significativa delle esperienze storico - culturali succedutesi nel nostro Paese nel corso dei secoli.
Un patrimonio ricco e variegato amministrato dall'apposita
Direzione Centrale per l'Amministrazione del FEC, inserita nel Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, in sede centrale, e dagli Uffici Territoriali del Governo, le Prefetture, a livello periferico.
Il FEC, che nell'attuale organizzazione ha come suo legale rappresentante il Ministro dell'Interno coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione, è una realtà del tutto particolare nella Pubblica Amministrazione, sia per storia e origine del suo patrimonio, proveniente dagli enti religiosi disciolti dalla cosiddetta legislazione eversiva di fine 800, che per i compiti cui è preposto a svolgere: garantire una gestione attenta volta alla conservazione, restauro, tutela, salvaguardia e valorizzazione degli edifici sacri, aperti al pubblico e concessi in uso gratuito all'Autorità Ecclesiastica, di grandissimo pregio storico, artistico e culturale, dislocati su tutto il territorio nazionale e delle molteplici opere d'arte in essi custodite e universalmente conosciute.
Tra le oltre 700 Chiese più importanti del FEC basta citare: San Domenico, Santa Maria dei Servi e la Chiesa del Corpus Domini a Bologna; Santa Croce, Santa Maria Novella e San Marco a Firenze; Santa Maria in Aracoeli, Santa Maria del Popolo, Sant'Andrea delle Fratte, Santa Maria della Vittoria, Sant'Ignazio, Santa Francesca Romana, Santa Maria sopra Minerva, Sant'Andrea della Valle e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l'annesso monastero, San Domenico Maggiore e San Gregorio Armeno a Napoli, la Chiesa del Gesù e Santa Maria dell'Ammiraglio o alla Martorana a Palermo . Michelangelo Buonarroti, Guido Reni, Paolo Veneziano, il Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, il Cavalier d'Arpino, Bernardino Luini sono alcuni degli autori più illustri e rappresentativi dei più grandi capolavori della storia dell'arte internazionale le cui opere sono conservate nelle chiese del FEC.
Insieme alle Chiese, il Fondo annovera nel suo patrimonio anche importanti aree museali ed un interessante fondo librario antico, custodito nella biblioteca della Direzione Centrale e costituito da circa trecento volumi editi dall'anno 1552.

Prefetto Francesco La Motta
Direttore Centrale per l'Amministrazione
del Fondo Edifici di Culto

Ministero dell'Interno

Si ringrazia il Prefetto Francesco La Motta per la presentazione della rubrica.




“.. Te beata gridai...”


E' con questa celebre invocazione poetica foscoliana, dall'eloquenza luminosa, che vogliamo rendere omaggio alla chiesa di Santa Croce a Firenze, uno dei monumenti religiosi più splendidi tra quanti il FEC possegga e tuteli. Firenze è considerata da Ugo Foscolo doppiamente beata, non soltanto per aver udito per prima il canto di Dante e per aver dato i natali e la lingua al Petrarca, ma anche perchè possiede nella chiesa di Santa Croce "le urne dei forti", come recita il poeta nei famosi versi dei Sepolcri :“..più beata che in un tempio accolte serbi l'itale glorie..”.
Da Lord Byron a Stendhal, poeti, letterati, viaggiatori del Gran Tour hanno visitato questo suggestivo luogo dello spirito, dedicando scritti e pensieri alle illustri sepolture che la Chiesa custodisce da secoli: le tombe di Machiavelli, Michelangelo, Galilei, il cenotafio di Dante, i monumenti funebri di Leon Battista Alberti, Gioacchino Rossini, dello stesso Foscolo, le cui ceneri furono qui traslate nel 1871. Una potenza arcana sprigiona dalle mura dell'edificio sacro, eccezionalmente ricco di opere d'arte, divenuto il simbolo stesso della genialità italiana!
Il progetto della chiesa, risalente al 1295, si deve ad un famoso scultore ed architetto toscano, Arnolfo di Cambio, che in piena fioritura gotica, fu autore anche del Duomo di Santa Maria del Fiore e del Palazzo della Signoria, due dei più significativi monumenti fiorentini. Egli ideò per Santa Croce una grande navata centrale, divisa dalle due laterali da poderosi pilastri ottagonali, collegati tra loro da una lenta ed armoniosa sequenza di arcate a sesto acuto.
In linea con i canoni dell'architettura francescana, la pianta è a croce commissa, detta anche egizia, ovvero a forma di T: la lunghezza della chiesa, di 115 metri e quella del transetto, di 73 metri, creano un vasto respiro di spazi e di articolazioni prospettiche; l'abside poligonale, fiancheggiata da cappelle rettangolari, affrescate da Giotto e dai suoi allievi, ed arricchita da finestre con vetrate cloisonnés, conferisce all'interno una mistica atmosfera colorata. Il soffitto ligneo, a capriate scoperte, e le cornici delle membrature architettoniche in pietra serena accentuano una spazialità ariosa, tipica delle chiese paleocristiane, mitigando gli elementi gotici, mentre il grande arco ogivale che immette nell' abside, memore degli archi trionfali romani che Arnolfo potè studiare a Roma, aggiunge solennità all'interno, evidenziando con la sua verticalità, la zona più sacra del tempio cristiano.
Pittura e scultura si coniugano in questo crogiolo di capolavori di tanti secoli: agli affreschi che Giotto dedica alla vita di S. Francesco nella Cappella Bardi ed alla vita dei santi nella Cappella Peruzzi, fa riscontro la serie di dipinti degli allievi del Maestro toscano, affrescati nelle altre cappelle. Il grande Polittico giottesco dell'Incoronazione della Vergine ed il Crocefisso di Cimabue (gravemente danneggiato nell'alluvione del '66 e poi restaurato), conservato nel Museo dell'Opera di Santa Croce, rappresentano gioielli d'età mediovale, mentre l'arte del ‘400 è testimoniata dal Crocefisso ligneo di Donatello e dall' originalissima “Annunciazione”, un altorilievo in pietra con dorature, dove la maturità dell'artista si rivela nella sua pienezza.
Tra le tombe dei Grandi, oltre a quella del Buonarroti, progettata da Giorgio Vasari alla fine del ‘500, spiccano il monumento sepolcrale di Leonardo Bruni, scolpito alla metà del '400 da Bernardo Rossellino e la tomba dedicata a Vittorio Alfieri, realizzata da Antonio Canova nel primo decennio dell'800, con la figura allegorica dell'Italia che piange la scomparsa di un paladino della libertà patria, secondo la suggestiva immagine che Foscolo ci ha lasciato nei suoi versi sublimi.
Consacrata nel 1443 alla presenza di papa Eugenio IV, Santa Croce era in origine interamente affrescata sulle pareti interne laterali, tanto da far ritenere ai più intransigenti dell'Ordine un lusso esagerato la sua decorazione e dunque un castigo divino l'inondazione dell'Arno del 1333! Purtroppo, alla metà del XVI secolo, il Vasari fece imbiancare gli affreschi per motivi igienici, nonchè rialzare il pavimento, in origine ricoperto di lastre tombali.
Malgrado i diversi interventi, nulla ha potuto alterare il fascino della chiesa: se la facciata tricuspidata, compiuta alla metà dell'800 da Nicola Matas, ed il campanile ripropongono in forme neogotiche lo stile primitivo, l'aspetto complessivo è solenne ed il luminoso prospetto di Santa Croce svetta sul lato orientale dell'ampia piazza omonima, dove nel '500 i fiorentini giocavano al calcio!
Attiguo alla chiesa è il convento, con un insieme di ambienti, sagrestie interamente affrescate, cappelle e porticati, che completa l'eccezionale complesso monumentale: il Chiostro Grande di sapore albertiano, ma soprattutto la celeberrima Cappella Pazzi, sono esempi di raffinata eleganza. Quest'ultima, costruita nella prima metà del ‘400 in forme classiche da Filippo Brunelleschi, il geniale architetto della cupola di S. Maria del Fiore (ritenuta da Michelangelo modello insuperabile di bellezza e perfezione), è un vero gioiello di purezza architettonica e di semplicità strutturale.

Le foto, a corredo dell'articolo, gentilmente concesse dall'Archivio del Fondo Edifici di Culto, sono di Sandro Pisello

 

La facciata di Santa Croce a Firenze


Arnolfo di Cambio:interno di S. Croce



Sepolcro del Buonarroti
(fine XVI sec)





Donatello: Annunciazione, 1433






statua di Dante (sagrato),1865

        Giotto: Polittico Baroncelli, 1330 c (part.)  
 
Santa Croce e la sua piazza