Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno IV - n.17 - Inverno 2008
I MONUMENTI DI DIO 

 

Giovanni Michelucci e la Chiesa dell'Autostrada
di Bruna Condoleo




Giovanni Michelucci: la chiesa di S. Giovanni Battista, sull'Autostrada del Sole (Firenze, 1963)


Era il 1963 quando l'architetto pistoiese Giovanni Michelucci portava a termine il progetto della chiesa di S. Giovanni Battista, definita la chiesa dell'Autostrada del Sole, che si eleva dinamicamente nell'area adiacente alla stazione di Firenze Nord. Un progetto questo che, dopo soli 7 anni dalla realizzazione della Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp (Francia) da parte di Le Corbusier, cui in qualche modo la chiesa di S. Giovanni può collegarsi, dota l'Italia di una nuova ed affascinante tipologia architettonica sacra, superando il costruttivismo razionalista del XX secolo. La chiesa di Michelucci è, infatti, un organismo fluido e vitale, che sembra “farsi” sotto i nostri occhi e mutare grazie alle sue forme in bilico tra ritmi ascensionali e poderose



esterno nord della chiesa di S. Giovanni
   

strutture di sostegno; a poca distanza dal simbolo architettonico di Firenze, la cupola del Brunelleschi, la chiesa di S. Giovanni Battista sembra l'antitesi dell' architettura rinascimentale, salda e definita, espressione di una cultura che esprime con l'arte l'estrema fiducia nell'uomo e nel messaggio universale di cui egli si faceva portatore.
Definita architettura di percorso, la chiesa è ideata come la tappa di un cammino umano che, suggerito dalla “strada”, possa continuare anche all’interno della chiesa, modulata in itinerari alternativi, spazi da scoprire e da percorrere a seconda dello stato d’animo di chi la visiti, fedele o laico che sia. “ Mi sono reso conto che una tale costruzione- dice l’architetto Michelucci, quando accetta dalla Società Autostrade l’incarico - avrebbe potuto costituire, per se stessa, un luogo d’incontro tra uomini

di ogni paese quando, provenuti da ogni parte del continente, percorse le nostre autostrade, sostano per una tappa quasi sempre inevitabile e necessaria, a Firenze”. Dialogo interculturale, dunque, auspicava l’architetto, in uno spirito di grande libertà creativa, con l'intento di realizzare una chiesa che rispondesse alle esigenze interiori dell'uomo comune, prima di ogni problema estetico, tecnologico o formale.
L’esterno è concepito come un’immensa “tenda”, ovvero uno spazio provvisorio, aperto e mosso dal vento, immerso nel paesaggio, un luogo in cui ognuno possa fare una sosta al suo vagabondare per guardare dentro di sé, restare in solitudine, sentire la voce dell’anima, oppure unirsi agli altri nella preghiera, secondo il tradizionale significato di ecclesia (comunità di fedeli).


L'interno suggestivo della chiesa di Michelucci, con il dinamico soffitto a vela







il mosaico di L. Montanarini, dedicato alle Madonna, sull'altare est
 


Il crocefisso di J. Vivarelli sull'altare ovest

“La forma generale è quella di una tenda - asserisce Michelucci - che può significare, analogicamente, il “transito”, e non la dimora definitiva degli uomini sulla terra”. Le curve scoscese, le elevatezze come di rocce emergenti, i poderosi tiranti, i materiali nostrani, come la pietra di San Giuliano, il cemento bianco di Sardegna e la copertura in rame, regalano alla chiesa un aspetto articolato, di forte espressionismo materico. Le forme esterne preannunciano, del resto, un interno ugualmente inedito per struttura e concettualità, concretizzato nella gigantesca “vela” rigonfia, poggiata sulla teoria dei pilastri a forcella che si elevano nell'unica vasta navata, posizionati in modo irregolare, quasi a simulare delle ramificazioni fantastiche o delle strutture organiche, come fossili vegetali preistorici.

I poderosi pilastri a forcella che sorreggono la copertura della chiesa


Lo spazio interno, per quanto ampio, è frazionato da questi ritmi verticali e da una luminosità non omogenea, capace di creare atmosfere suggestive in un organismo che appare simile ad “una scultura” informale e che pone Michelucci tra gli antesignani delle tendenze architettoniche più attuali.
La chiesa di S. Giovanni Battista, come già detto, è un'aggregazione di spazi diversi, ad iniziare dal sagrato e dal nartece, concepito come un lungo atrio parallelo in senso verticale al vano basilicale, che viene scandito dalle sculture di Emilio Greco e Venanzo Crocetti, narranti la storia delle città toccate dall'Autostrada. La galleria battesimale conduce invece al mistico Battistero circolare ed attraverso un altro percorso, che include anche un piccolo giardino verde, si giunge alla ampia prospettiva della navata della chiesa.










Il nartece, arricchito dai pannelli di E. Greco e V. Crocetti
 


Il portale bronzeo di Pericle Fazzini

Ognuno di questi percorsi ha una sua autonomia estetica e psicologica che permette al fruitore di instaurare con quello prescelto un rapporto singolare. Se la navata della chiesa è contrassegnata da poche ma significative opere d'arte (per non sviare con la prolissità delle immagini la meditazione sui temi fondamentali dell'esistenza), come il colorato mosaico di Luigi Montanarini nell'abside ad est od il tragico crocefisso di Jorio Vivarelli sull'altare opposto ad ovest, il portale bronzeo del nartece, che immette nel complesso chiesastico, è un'emozionante quanto frenetica opera di Pericle Fazzini, dove sono scolpiti i due momenti cruciali della storia umana: il passaggio del Mar Rosso ed il viaggio dei Magi.



Il vano del Battistero con il fonte battesimale, visti dall'alto



L'originale copertura del Battistero


Dunque la tematica del “cammino” che ha ispirato la realizzazione dell'intera struttura architettonica, si riflette e si articola anche nelle opere scultoree e nei mosaici dell'interno, senza enfasi alcuna, anzi con la stessa calibrata ed essenziale espressività che suggella la progettazione della chiesa. Sull'altare maggiore, a nord, una grande finestra rettangolare interrompe il muro perimetrale della chiesa con una vetrata, sorretta da un'impalcatura di ferro, in cui Marcello Avenali ha raffigurato una toccante e primitiva immagine, circondata da un'aureola colorata, di S. Giovanni Battista, il santo cui la splendida chiesa dell'Autostrada del Sole è dedicata.



La parete nord e la vetrata dipinta con l'immagine di Giovanni Battista, opera di Marcello Avenali




Si ringrazia la Società Autostrade d'Italia per l'autorizzazione a pubblicare il materiale fotografico, esclusivo e coperto da copyrigth, dello "Studio Frank"


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