Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Lug./ago. 2006, n. 4
FRAMMENTI 

PILLOLE DI NARRATIVA

La buganvillea.
di Dejanira




“Sono libero- diceva Paolo- amo la libertà, nessuno mi può imprigionare!”. Paolo era un uomo di bell'aspetto, accattivante e spigliato, il tipo che piace al gentil sesso; naturalmente con la situazione classica: sposato e con prole. Ciò, a suo dire, era ininfluente, dal momento che per lui la libertà era il valore più grande. In effetti la sua vita si svolgeva tra ufficio e casa, ma tra i vari impegni c'era sempre un piccolo posto per l'amante di turno, cioè un gioco che poteva alleggerirlo dal peso della routine matrimoniale.
Luisa era una donna graziosa, impegnata nel lavoro, nubile ed innamorata di Paolo, fiduciosa che un giorno il rapporto con lui avrebbe potuto ribaltarsi a suo favore. Purtroppo, senza esserne cosciente, viveva la solita e banale relazione clandestina, fatta di bugie, imbarazzi, omissioni e qualche volta vigliaccate da parte di lui.
Gli atteggiamenti di Paolo, infatti, erano spesso ambigui: si viveva tra alti e bassi, tra fughe e ritorni. Lui si professava libero, ma in realtà non lo era affatto e neanche voleva esserlo sul serio, o meglio gli faceva comodo crederlo. Sua moglie appariva la vittima, ma non era così: tutte le situazioni, insomma, apparivano all'esterno diverse dalla verità.
Tuttavia dopo ogni litigio con Luisa, Paolo le prometteva di uscire dall'ambiguità e lei sperava e soffriva in nome dell'”amore”!
Il giorno della “buganvillea” fu, però, l'inizio della fine: era uno di quegli incontri frettolosi con chiusura di cellulare, ore contate, condite da nervosismo latente e provocatorio da parte di lui. Tutto ciò era un'offesa all'intelligenza ed alla sensibilità di Luisa che cominciava a sentire tutta la fatica di una situazione umiliante e spesso squallida.
Quel giorno d'estate, precisamente i primi di agosto, periodo fatidico da dividere con difficoltà enormi in due fasi, la prima (più cospicua) per la moglie, l'altra per l'amante, si dovevano stabilire i giorni da sfruttare per le “loro” fantomatiche ferie. All'appuntamento Paolo si presentò tutto graffiato, dalla testa ai piedi. Vedendolo così conciato - “Cosa ti è successo?- chiese Luisa agitata ; “Nulla -rispose Paolo, visibilmente turbato - è stata la buganvillae. Stavo innaffiando le piante quando all'improvviso, non so come, ho inciampato e ci sono cascato sopra”. Con un'intuizione immediata Luisa si rese conto della situazione ridicola in cui si era cacciata e chiaramente capì che “la libertà” ostentata da Paolo non era mai esistita: ora egli era spaventato, non più spavaldo come sempre; la moglie, benché mai menzionata, era la vincente.
Finalmente Luisa poteva vederlo nella sua vera luce: un bambino che aveva ricevuto le botte e che aveva bisogno di essere ripreso per mano……
Ma non da lei!