Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno III - Mar./apr. 2007, n. 8
FRAMMENTI 

PILLOLE DI NARRATIVA

Lucrezia e Camilla, a Mixia
di Dejanira



Questa semplice dedica si trova al di sotto di una deliziosa scultura , raffigurante una gattina di razza certosina con occhi verdi, screziati di ambra, con il pettorale a tre cuoricini bianchi, che spiccano sul manto grigio vellutato. per il suo realismo sembra venirti incontro ed i suoi occhi sfidano il giorno e la notte: Mixia è il suo nome e la sua scultura è situata in un delizioso giardino del '700, all'interno di un palazzo nobiliare romano, vicino ad antichi scavi archeologici.
Ero stata invitata alle nozze d'argento di una nipote del marchese, Lucrezia, figlia di un generale e di Marianna: mi trovavo in questo meraviglioso palazzo che mi aveva sempre affascinato, fin da quando mio padre mi portava a passeggio nel giardino o lungo i suoi corridoi. I sotterranei misteriosi mi incutevano spavento, come le stanze fredde e buie, poste una dentro l'altra, cui si accedeva tramite porticine e passaggi segreti, simili a gallerie profonde, che certamente esistevano sin da tempi antichissimi, poi dal '700 divenuti nascondigli per politici e dissidenti. C'era perfino una cappella rotonda in tufo, al cui centro era posta una Madonna in pietra, appena abbozzata, con il suo Bimbo in braccio.
Esisteva una storia accaduta alla nobile famiglia: fu la vecchia “tata” dell'attuale padrona che mi raccontò cosa fosse successo quando Lucrezia era bambina. Lucrezia e Camilla erano le protagoniste di questa commovente avventura: due gemelle, figlie del generale, tutte e due amanti di una gattina portata loro appena nata, dentro un grazioso cestino di vimini. Fu amore a prima vista: da allora non se ne separarono più. Erano gelose dell'amore che Mixia nutriva nei confronti dell'una e dell'altra ed a volte la povera gattina era contesa e non sapeva come dividersi. Proprio questa gattina divenne un'eroina, perché fu lei a “salvare” Lucrezia da un episodio terrificante.
Le gemelle erano molto piccole: era d'estate, verso le nove di sera, la luce del giorno non era ancora calata, si preparava la cena ed in casa c'era subbuglio.
Le bambine erano identiche e forse qualcuno pensò che Lucrezia fosse Camilla e che Camilla fosse Lucrezia. Giocavano a rincorrersi: ad un certo punto si sentì chiamare per la cena, ma solo Camilla rispose all'appello, poiché nel frattempo Lucrezia era caduta in un vecchio pozzo di tufo, così stretto da non consentirle neppure di urlare. Fra la disperazione di tutti e la confusione generale, l'intera notte Mixia non fece altro che miagolare vicino a questo pozzo, che era nascosto dal verde e della cui esistenza nessuno si era accorto: solo Mixia lo percepiva. Fu veramente commovente! La gattina cercò Camilla, la attirò verso il pozzo, facendole capire che qualcuno fosse lì. Poco dopo tutti compresero ed iniziarono l'opera di salvataggio della bambina. Così fu scongiurata una tragedia: la bimba, cianotica e svenuta, uscì dal pozzo, che fu poi murato.
Per gratitudine e per affetto, Lucrezia visse tutta la vita con Mixia, la sua salvatrice e decise di immortalarla per i posteri con la preziosa scultura, proprio come si fa per i veri eroi!
     
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