Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Sett./ott. 2007, n.11
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Irene Tedesco

















 


Il Barocco, Francesco Galluzzi, Newton&Compton editori, 2005, pp. 223,
6 euro


Scaramazze come le perle dalla forma irregolare, illusori come gli inganni e dai risvolti didattici come i sillogismi: sono in sintesi, le tre etimologie del termine “barocco”, vasta congerie artistica e letteraria sulla cui origine la critica discute ancor oggi. L'incipit del saggio di Francesco Galluzzi, storico e critico d'arte (i cui interessi spaziano dal Manierismo cinquecentesco alle Avanguardie fino ai rapporti tra arte e letteratura del ‘900), è basato sull'illustrazione dettagliata della sorte contrastata del Barocco e potrebbe scoraggiare anche il più appassionato degli interessati, se non fosse che l'autore, grazie al tono veloce della scrittura, restituisce al piacere della lettura un saggio concentrato su un unico tema, con la qualità specifica del compendio.
Roma, centro incontrastato del fermento culturale e artistico nell'Europa del XVII secolo, è il punto di partenza di Galluzzi per individuare i primi accenni della grande stagione creativa barocca. Figure importanti di uomini di potere e al tempo stesso grandi intellettuali, come papa Sisto V - sua è, infatti, l'idea della cappella sistina nella chiesa di Santa Maria Maggiore, un cantiere attivo dal 1586 all'89, crocicchio di numerosi artisti – e dal 1623 Urbano VIII ridimensionano il volto della città. Mentre Michelangelo Merisi da Caravaggio ed Annibale Carracci si spengono tra il 1609 e il 1610, non senza aver dato la risposta a colpi di pennello – tra di loro diversa eppure innovativa in entrambi i casi – allo sdoganamento delle soluzioni pittoriche dettate dalla Riforma tridentina, una nuova generazione, quella del 1630, fa tesoro dei risultati raggiunti, ottenendo le commissioni maggiori.
Spetta a Gian Lorenzo Bernini realizzare gruppi scultorei vorticosi escludendo l'esasperazione manierista e configurare l'aspetto prospiciente la Basilica di San Pietro, a Francesco Borromini movimentare un'architettura statica in muratura ondulata, come si vede nell'Oratorio di San Filippo Neri, e a Pietro da Cortona affrescare con la gloria della famiglia Barberini il soffitto dell'omonimo palazzo, facendo sfidare ai numerosi personaggi dipinti la legge gravitazionale.
Galluzzi non dimentica i riferimenti agli altri centri cittadini, come molteplici sono i punti di vista negli allestimenti degli apparati scenografici approntati per celebrare il sacro e profano del potere in carica; così Napoli, Torino e Genova, (solo per rimanere in Italia) si muovono indipendentemente sulla scena artistica, grazie agli artisti-viaggiatori come il parmense Giovanni Lanfranco e il cavaliere calabrese Mattia Preti.
Se critica deve essere, si noterà allora che poche sono le illustrazioni, ma essendo a colori contribuiscono positivamente al basso costo del volume.
















 





L'anello di rubino , Diane Haeger, Sperling&Kupfer editori, 2006, pp. 434,
17 euro


Sognare non costa nulla. È quanto potrebbe aver pensato Diane Haeger, autrice californiana di romanzi storici, osservando la dama ritratta da Raffaello, più nota come la Fornarina (visibile presso la Galleria Nazionale d'arte antica a Roma), e ricamando attorno ad essa un romanzo dai toni piuttosto ridondanti.
Sono numerosi gli artisti celebri che grazie alla loro vita avventurosa, hanno favorito la fantasia di romanzieri, riuscendo in alcuni casi –positivi- a ricreare il giusto contesto storico ed artistico insieme ad una quintessenza di gusto picaresco, tale da raggiungere un vasto pubblico e perché no, anche il primo posto nella classifica dei plot cinematografici, come è il caso de "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier.
Questa novel espressamente frutto di pura invenzione su personaggi realmente esistiti –mi si passi l'espressione- ce la mette tutta per raggiungere questi obbiettivi, ma pecca di mancanza di verosimiglianza con il contesto reale della Roma nel Rinascimento. Risulta così tramortita anche da una traduzione spesso inaccettabile, come è il caso di un pavimento in “parquet” all'interno di un appartamento del primo ‘500 o del termine “test” pronunciato da Papa Leone X in merito ad alcune domande poste a Raffaello.
L'amore, quello del “fuoco della passione” che muove uomini e donne riuscendo attraverso la sua seduzione a piegarne i destini per il fine stesso di esistere, è il succo della storia narrata dalla Haeger.
Raffaello Sanzio, il pittore dalle delicate tinte e dai volti dipinti con dolci atteggiamenti, è nel 1514 al culmine della carriera. Vive un periodo di smarrimento tra le numerose committenze di papa Leone X, del banchiere Agostino Chigi e soprattutto per il vincolo che lo tiene strettamente legato al cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, avendo accettato il fidanzamento con la nipote Maria, in un momento di ambizione.
L'incontro casuale con Margherita Luti, giovane figlia di un fornaio di Trastevere, segna la svolta in una vita dove è spenta l'inventiva creativa. Raffaello, amante dell'amore facile, trova in Margherita, tracciata dall'autrice come un'elegante e splendida fanciulla, quella figura angelica che gli serviva per completare l'immagine della Madonna nella pala per la chiesa di San Sisto. Margherita si trasforma così nel cuore del pittore in donna sensuale, i cui momenti privati trascorsi insieme vengono curiosamente descritti dalla Haeger, mentre intorno la corte papale tenta di contrastare la loro unione.
Poco spazio è destinato alle opere di Raffaello, rimanendo nei termini di una descrizione essenziale, maggiore respiro è invece destinato all'indagine introspettiva sui personaggi, senza tralasciare in questo anche i comprimari, come Giulio Romano e la moglie Elena.
Il ritratto di una donna mezzo svestita diviene infine nell'immaginario narrativo un soggetto di tipo nuziale, completato dall'anello di fidanzamento dipinto (risultato dall'indagine a raggi X condotta durante il restauro nel 2002). Una conclusione drammatica si preannuncia per i due protagonisti, che ben si allinea nella vasta gamma degli amori impossibili. Si suggerisce un futuro plot , però come fiction!
















 






Roma, il primo giorno , Andrea Carandini, editori Laterza, 2007, pp. 142,
12 euro

In ogni leggenda c’è un fondo di verità e Roma, la città eterna con la sua storia millenaria, è la scatola dove cercare la parte autentica del racconto. Un grande gioco dai toni seri con vincitori e vinti, che insieme hanno lasciato il segno nella stratificazione della città, inizia da una sequenza di 13 metri che scende nel sottosuolo per capire cosa è veramente accaduto il 21 aprile del 750 a.C. Detta le regole Andrea Carandini, professore di archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università La Sapienza di Roma, dopo aver condotto per una ventina d’anni le indagini archeologiche tra la zona del Palatino e quella del Foro. Si apre così una ricerca inesauribile focalizzata sull’individuazione degli insediamenti più antichi e sulle prime forme organizzative di Roma, quel tanto che basta per entrare in un racconto “mitostorico”. Un mondo affascinante dove si distingue l’invenzione dalla realtà grazie al metodo di ricerca dell’archeologo, basato sull’indagine del territorio attraverso le campagne di scavo e sullo studio delle fonti letterarie, che Carandini cita spesso, con Varrone in pole position per rispondere alla domanda se di Roma si possa parlare effettivamente come “ab urbe condita”, cioè “fondata”, o piuttosto come “formata” gradualmente ed anonimamente tra il 775 e il 750 a. C. Spetta a Romolo, il secondo gemello del primo duo di fratelli in contrapposizione tra loro, ad agire in maniera innovativa che con un coup de théâtre passa dalla frammentazione di trenta popolazioni, i Latini, stanziate nel Lazio, ad una forma istituzionale di aggregazione tra le varie comunità, divenendo rex-augur, colui il quale avendo ricevuto gli auspici, è stato benedetto dagli dei. Carandini traccia inoltre un racconto dettagliato sul Septimontium, ossia quei nomi di monti e colli come Aventino, Esquilino e Viminale che affollano la nostra memoria dal tempo delle scuole elementari, quando insieme alle tabelline venivano recitati in coro da tutta la classe! Erano quindi luoghi abitati già da prima del 775 a.C. divisi in organizzazioni di gruppi parentali di uomini, i Quirites, ossia i Latini, più antichi dei romani. È la proto-città che precede Roma, opinione non accettata da tutti gli storici contemporanei, ma ricordata dallo storico romano Varrone. Il 21 aprile Romolo, alle prime luci dell’alba, compie i riti propiziatori per stabilire i luoghi pubblici, i primi confini e dà vita a quella che si chiama Roma quadrata, la cittadella regia e cuore simbolico dell’intero abitato, installata sul quadrangolare monte Palatino. L’avventura millenaria è appena iniziata e se in alcune parti il volume risulta ripetitivo, quella finale è però arricchita dalla presenza delle fonti letterarie (come Cicerone, Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plutarco, Varrone) curata da Paolo Carafa. Le illustrazioni sono disegnate in bianco e nero - curiosamente mancano immagini fotografiche - mentre sono numerose le piante di edifici, e non manca l’anno romuleo, il calendario, perché come dimostra l’autore, anche la divisione del tempo è un’invenzione architettata da Romolo.










A. Menaglia con il giornalista Fulvio Stinchelli






 


LIBRI OGGI è una rubrica di informazione e cultura letteraria trasmessa dall'emittente TELEVITA (canale 65) che copre la regione Lazio. La rubrica, ideata e condotta dal giornalista Andrea Menaglia, fornisce ai telespettatori un settimanale aggiornamento sul panorama letterario attuale. Vengono infatti recensite le ultime novità librarie ed il salotto di “Libri oggi” ospita gli autori, italiani e stranieri, dei più recenti successi editoriali con interviste esclusive. In questo spazio si sono succeduti negli ultimi anni i più prestigiosi nomi della narrativa e della saggistica italiana, da Piero Angela ad Alberto Bevilacqua, da Dacia Maraini a Francesco Alberoni, da Roberto Vacca ad Antonio Spinosa, da Folco Quilici a Mary Higging Clarck, per citarne solo alcuni. Alle recensioni di riviste culturali, cataloghi d'arte e di eventi cinematografici ispirati a successi letterari, si aggiungono i servizi esterni relativi a manifestazioni culturali ed artistiche: mostre, premi letterari, convegni.
Una trasmissione interessante, dunque, condotta piacevolmente ed in modo serrato, che stimola la riflessione sui temi storici, filosofici ed esistenziali ed approfondisce i contenuti attraverso il rapporto diretto con le personalità della cultura; insomma un forte stimolo alla lettura da una trasmissione che copre il vuoto lasciato da altre reti televisive su argomenti di grande rilevanza culturale.

LIBRI OGGI, condotta da Andrea Menaglia
giovedì ore 23,25 e domenica ore 22,45 TELEVITA- CANALE 65;
martedì - ore 22,30 canale satellitare ROMASAT 851.


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright