Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Irene Tedesco

















 



Walter Morgenthaler, Arte e follia in Adolf Wölfli , Alet, 2007, pp. 233, 20 euro

Sconfinare nella follia, immergendosi in essa fino a trovare lo spunto per creare al di là di ogni riferimento stilistico e culturale preso a modello.
È il caso di Adolf Wölfli, che internato nell'ospedale psichiatrico di Waldau, in Svizzera, all'età di 31 anni vi rimane fino alla morte nel 1930, scopre inconsapevolmente nell'azione continuativa del gesto che crea disegni, poesie, prose e composizioni musicali, un'attitudine alla fantasia colorata e tormentata, tale da avere un valore estetico e poter essere tranquillamente chiamato artista.
L'indagine psichiatrica condotta da Walter Morgenthaler, suo medico curante dal 1907 al 1920, è adesso ristampata con un saggio introduttivo dello scrittore Michele Mari e 25 tavole a colori molto belle. Mari offre una visuale completa della personalità di Wölfli, inquadrando in un contesto più ampio il primo dato che emerge: la coincidenza tra alcune sue opere e quelle di alcuni artisti successivi. Meraviglia quindi vedere l'immagine pubblicitaria della lattina di zuppa Campbell in un collage del 1929 che precede quella strafamosa di Andy Warhol, i volti disegnati simultaneamente di fronte e di profilo come Picasso e ancora le radiografie trattate proposte anche da Man Ray.
È accattivante l'immagine di un Wölfli come “artista precursore” o “genio maledetto” visto che gli ingredienti sono tutti sul tavolo – schizofrenia, propensione per la violenza, raffinatezza della forma, rigore compositivo – ma il disegnatore internato non ha bisogno di tali confronti per avvalorare un'opera di per sé autonoma. È Morgenthaler per primo a riconoscere quest'aspetto, conservando la maggior parte della sua produzione formata da ben 45 volumi e 16 quaderni. Opere elaborate tra il 1899 e il 1917, di cui però mancano le prime essendo state regalate dall'artista ad infermieri e gente di passaggio in cambio dei suoi strumenti preferiti: matite colorate e carta da imballaggio.
Wölfli vive fin dalla nascita (Brema, 1864) in una costante condizione di disagio, divenendo un soggetto violento – finisce infatti due anni in prigione per tentato abuso sessuale ai danni di due bambine -, e sfocia nella schizofrenia. Questo vissuto si ritrova sempre nei disegni di grande formato, fitti di parole e immagini come la madre, le bambine, le torri e alcuni animali, in particolare il serpente, la lumaca, l'uccellino, tutti fortemente simbolici.
Per Morgenthaler le opere nascono improvvisamente nel momento di maggiore sofferenza, quando Wölfli asseconda l'istinto sottostando all'azione contrastante di due tipi di pulsioni. Proprio per questo non c'è un momento di pace quando disegna, ma da lettori grazie a questo volume si scopre la figura originale di un artista di nicchia, senza quegli stravolgimenti pulp che purtroppo hanno alterato altri più celebri come Vincent van Gogh.
















 





Andrea Camilleri, Il colore del sole, Mondadori, 2007, pp. 122, 14 euro

Senza Montalbano, commissario tanto affascinante quanto determinato, Andrea Camilleri non smette i panni dell'investigatore, anzi in prima persona porta avanti una misteriosa indagine sulle orme del Caravaggio nei suoi due ultimi anni di vita. Nato come racconto richiesto all'autore di Porto Empedocle in occasione di una mostra sul pittore bergamasco tenutasi presso il museo Kunst Palast di Düssendorf alla fine del 2006, la storia ha in seguito preso corpo sottoforma dell'attuale romanzo in cui Camilleri fantastica sul periodo maltese-siciliano dal pittore.
Accade allora che il racconto svolto al presente da Camilleri si intrecci con la narrazione semi-quotidiana del manoscritto “autografo” dell'artista. Sapore di vernici che si asciugano sulla tela paiono emanare nell'aria direttamente dal passato, insieme al profumo di gelsomini e limoni che accompagnano lo scrittore durante il subitaneo soggiorno in un baglio sperduto nella campagna siciliana. Il brogliaccio di fogli consunti dal tempo, ingialliti e le leggere macchie marroni d'inchiostro, scritto da Caravaggio, racchiude i pensieri e gli avvenimenti che lo colpirono, come l'accusa che subisce dal Cavaliere di Giustizia dell'Ordine di Malta per una vendetta dai contorni sessuali e spiegano la storia delle commissioni avute a Siracusa e a Palermo. Camilleri capita quasi per caso davanti alla vita dell'artista inconsapevolmente rivoluzionario, poiché Carlo, un mafioso latitante e vedovo di Maria -antenata di Mario Minniti-, amico di Caravaggio nei suoi tempi trascorsi nel meridione, esaudisce l'ultimo desiderio della moglie facendo conoscere allo scrittore queste carte.
Un Caravaggio inedito emerge dai brevi flash che il romanziere riesce a copiare, il mistero di quel sole nero che gli disturba la vista fino a fargli avere delle strane visioni, minacciose, soffocanti. Quella che per il pittore è damnatio de la vita mea, rincorre Caravaggio anche a Palermo, dove trova un inaspettato sollievo nella cantilena araba sussurratagli da frà Giuseppe, superiore del convento di San Francesco, per il quale realizzò la –tristemente- nota Natività rubata nel 1969.
















 






Rosalind E. Krauss, L'originalità dell'avanguardia ed altri miti modernisti , Fazi editore, 2007, pp. 356, 44,50 euro

Non un testo nuovo, ma un'inedita traduzione in italiano è la notizia da evidenziare con tanto di punto esclamativo accanto per questo corposo volume. Una raccolta di saggi sull'arte contemporanea scritti da Rosalind Krauss, dopo che i più attenti avranno visto sugli scaffali le versioni nell'italica lingua di Teoria e storia della fotografia , Passaggi. Storia della scultura da Rodin alla Land Art , e ancora Reinventare il medium , suoi fondamentali studi per chi si occupa del vasto quanto multiforme mondo del contemporaneo, una fucina mai paga di nuovi artisti, nuove teorie e soprattutto nuove mode.
La studiosa americana è – tanto per essere all' avanguard anche noi - “militante” in questo settore, anche se in realtà più che usare toni belligeranti supertrendy , si preferisce indirizzare l'attenzione sul suo tipo di critica, soggettiva sì ma non influenzata da diktat prestabiliti dalla consuetudine dei ricercatori precedenti. Anzi come dichiara Elio Grazioli - docente d'arte contemporanea all'Università di Bergamo e all'Istituto Europeo di Design di Milano, nonché responsabile della traduzione – la Krauss mette apertamente in discussione e senza mezzi termini i miti dell'avanguardia, intendendo quindi le correnti del primo Novecento, e del modernismo per giungere a innovative conclusioni e, perché no, a qualche punto di domanda.
Scritti e pubblicati tra il 1977 e il 1984 sulla rivista October , fondata insieme ad Annette Michelson, questi sedici saggi spaziano da Rodin a Richard Serra, Sol LeWitt, la Land Art, passando anche per Alberto Giacometti e Picasso.
Testi autonomi ma che affrontano trasversalmente tutto il campo, molto lungo in verità, dell'arte con l'aggiunta di note e immagini per ulteriori approfondimenti. Il ruolo della fotografia è il perno su cui ruota per la Krauss l'arte del Novecento ed è la piattaforma ideale per l'unione e la sperimentazione di due suoi concetti basilari: la “griglia” e l' “indice”.
Due parole che celano un complesso significato essendo la prima ereditata dal modernismo, diviene nell'ottica della Krauss lo spazio dove si ripete il gesto artistico, che può assumere diversi aspetti e riguardare senza presenze sia il gesto, che il corpo o la materia. Si manifesta sottoforma di “finestra” nell'arte simbolista, come si vede nel dipinto Le jour di Odilon Redon, ma è in Mondrian e nei suoi Composition che si compie “una continuità teorica tra l'opera d'arte e il mondo”. L'indice è invece il segno fisico, che concretizza il passaggio del processo artistico, ed assume numerosi contorni se, come accade, si manifesta tanto nella Video Art che nelle spirali in ferro di Richard Serra e nelle pareti percorse da infiniti punti, linee, spazi geometrici di Sol LeWitt.
Un testo, in conclusione, non proprio da affrontare prima del sonno notturno, o forse si…a seconda dei punti di vista!
















 




Gaia Servadio, Il Rinascimento allo specchio , Salani editore, 2007, pp. 300, 17 euro

Girlpower in un'epoca di risvegli intellettuali e di grandi scoperte scientifiche in questo saggio dalle improvvise frasi ad effetto che rendono la lettura rapida, rapportandola al contesto attuale. Un Rinascimento europeo, che dalla Spagna incontra Francia e Inghilterra, ma puntando la sua lente d'ingrandimento specialmente sulla situazione in Italia, si riflette nello specchio di Gaia Servadio, scrittrice e giornalista, autrice di numerosi testi tra lo storico e il romanzato.
Il Rinascimento della Servadio parte dal 1456 quando con l'invenzione della stampa le donne dell'aristocrazia possono avere più facilmente accesso alla cultura. Quell'élite femminile diventa portatrice del nuovo pensiero, grazie anche alla Riforma di Erasmo da Rotterdam e di Lutero che danno un nuovo valore alla donna riconoscendola come mente pensante, caratterizzata da una propria sensibilità. Una rigenerazione della figura femminile che assume un nuovo corpo anche nell'immaginario artistico, magra e androgina, come si vede ad esempio nelle numerose tele con Venere di Lucas Cranach (non a caso un artista tedesco) e muta successivamente divenendo più corposa, per essere la fattrice di figli, l'immagine sponsorizzata dalla Controriforma.
Le protagoniste in questo periodo vivono nelle corti di Napoli, Siena, Lucca, Ferrara, e si interessano di poesia, musica, letteratura componendo spesso sonetti, impreziosendo le loro dimore con oggetti d'arte e soprattutto reggendo le difficili sorti di regni tenuti spesso insieme da matrimoni politici, figli illegittimi e cercando di dribblare pericolose cortigiane colte e astute.
Tutto sommato una situazione che, pur mutati i costumi e le organizzazioni sociali, resiste ancor oggi quando negli antichi nomi di Giulia Gonzaga, Vittoria Colonna – che molto spazio occupa nel testo della Servadio - e Tullia D'Aragona, autrice un Dialogo sull'infinità dell'amore e una raccolta di Rime , ritroviamo le nostre donne: scienziate come Rita Levi Montalcini, poetesse come Grazia Deledda, vincitrice del premio Nobel. Non manca purtroppo l'altro lato di questa medaglia, se le vittime di un'Inquisizione non più religiosa, ma politica, non vengono mandate al rogo come una Giovanna d'Arco ma vedono minata la propria libertà individuale come accade oggi in terre non troppo lontane nella Birmania di Aung San Suu Kyi.

 

Irene Tedesco è dottoressa in Conservazione dei Beni Culturali. Collaboratrice alla Cattedra di Storia dell'Ate Medioevale e Moderna, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli.










A. Menaglia con il giornalista Fulvio Stinchelli






 


LIBRI OGGI è una rubrica di informazione e cultura letteraria trasmessa dall'emittente TELEVITA (canale 65) che copre la regione Lazio. La rubrica, ideata e condotta dal giornalista Andrea Menaglia, fornisce ai telespettatori un settimanale aggiornamento sul panorama letterario attuale. Vengono infatti recensite le ultime novità librarie ed il salotto di “Libri oggi” ospita gli autori, italiani e stranieri, dei più recenti successi editoriali con interviste esclusive. In questo spazio si sono succeduti negli ultimi anni i più prestigiosi nomi della narrativa e della saggistica italiana, da Piero Angela ad Alberto Bevilacqua, da Dacia Maraini a Francesco Alberoni, da Roberto Vacca ad Antonio Spinosa, da Folco Quilici a Mary Higging Clarck, per citarne solo alcuni. Alle recensioni di riviste culturali, di cataloghi d'arte e di eventi cinematografici ispirati ad eventi letterari, si aggiungono i servizi esterni relativi a manifestazioni culturali ed artistiche: mostre, premi letterari, convegni.
Una trasmissione interessante, dunque, condotta piacevolmente ed in modo serrato, che stimola la riflessione sui temi storici, filosofici ed esistenziali ed approfondisce i contenuti attraverso il rapporto diretto con le personalità della cultura; insomma un forte stimolo alla lettura da una trasmissione che copre il vuoto lasciato da altre reti televisive su argomenti di grande rilevanza culturale.

LIBRI OGGI, condotta da Andrea Menaglia
giovedì ore 23,25 e domenica ore 22,45 TELEVITA- CANALE 65;
martedì - ore 22,30 canale satellitare ROMASAT 851.


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright