Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.22 - Novembre-dicembre 2009
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Artemisia


XII
Ara l’orto prima del sole
quand’anche il primo gallo freme la notte,
stanco del suo duro da fare:
odiato chiacchierone sveglia l’aia al

traballante barlume,
quando il contadino dimentica i sogni
nell’acido odore del risveglio.
La nuova piantagione è ormai sterile,
ma le dita spoglie della massaia
raccolgono laboriose la verza
all’eremo del suo campo:
ella, china sulla terra di muschio e ghiaccio, si confonde oltre lo scialle gravido di bora, intanto invidia il pollaio in festa
e l’alba vergine al di là dei monti.





























XXVIII
Si desta l’anima al lambir della luce
la sabbia fredda della notte;
e la tenda velata d’argenteo risveglio,
appare una triste anima errante
tra i pensieri della mattina.
Non rimembro sillabe care alla mia mente
più del sogno da cui provengo:
mi chiama figlia la tenera città di zucchero
e luccica di brillante eleganza
quando stringo la sua veste,
sola, di sera, nel letto.

 





Ilaria D'Ambrosi, “Pensieri erranti"
2009, Edizioni Sabinæ , Rieti, € 10,00

Presentiamo in questo numero un'opera prima, pagine nuove di poesia scritte da Ilaria D'Ambrosi, giovanissima poetessa, collaboratrice di Ars et Furor con la sua rubrica di Architettura.
Riportiamo integralmente la presentazione al testo di Onofrio Annese, già Dirigente Scolastico in alcuni licei romani, da sempre impegnato nello studio e nella composizione di versi, poeta lirico e satirico.

"Ilaria D'Ambrosi, poetessa nata o scrittrice formatasi alla scuola di esperti in un corso di scrittura creativa? Sotto alcuni aspetti si potrebbe propendere per la seconda parte dell'interrogativa disgiuntiva, in quanto, data la giovane età, talune idee, certe esperienze e soprattutto diversi esiti stilistici sembrano frutto di studio più che di spontaneo sentire e immaginare.
Tuttavia, se si pensa che i nostri giovani (direi anche ragazzi!) oggi sono veri e propri adulti in ogni manifestazione e qualsiasi atteggiamento, nel bene come nel male (la scuola massmediatica insegna, e quanto!), rispetto a quelli di ieri, molto ma molto indietro (con le dovute eccezioni di chi era più avvantaggiato culturalmente, beninteso), non si dovrebbe esitare ad affermare che l'Autrice di Pensieri Erranti, è una poetessa nata, sia pure in erba, con le sue carte in regola per essere annoverata, a buon diritto, tra i più promettenti poeti contemporanei.
E' vero che i suoi frutti sono ancora acerbi sotto il profilo stilistico, se dobbiamo parlare di poesia nel senso tradizionale e classico del termine, giacché risultano appena intravisti i ritmi e le strutture dell' ars poëtica, per cui occorrerebbe un indispensabile labor limae di oraziana memoria; ma, se vogliamo sostenere che si puo' e si deve dare ascolto agli echi dell'anima e della mente, così come avvertiti, e coglierli nella loro genuina caratterizzazione, dichiarando che ci si può anche rifiutare (come riteniamo sia il caso della nostra Autrice) di fare versi antichi su pensieri moderni, allora ci sembra più che giustificabile la scrittura della poetessa D'Ambrosi, sebbene nella sua acerbità contenutistica e formale, acerbità intesa come sinonimo di vitalità e non di precarietà quale può essere un frutto maturo ovvero già troppo maturo.
In questi versi (che ricordano talora persino il dantesco sotto il velame de li versi strani ) si respira tutta la freschezza dell'ispirazione unita all'ariosa libera espressione non diciamo di datate esperienze di vita, bensì di elaborate fantasie e soprattutto di attenta osservazione e interpretazione della realtà oggettiva e soggettiva, intima e familiare, nonché di genuine sensazioni percepite attraverso una speciale e originalissima sensibilità d'animo.
Colpiscono sul piano stilistico e formale le antitesi, le analogie e le metafore di chiara ma inconsapevole ascendenza pascoliana, laddove – sostiene il Poeta - il fanciullino è l'Adamo che mette il nome a tutte le cose; come anche sorprendono alcuni neologismi di proprio conio (verbigrazia : punzica, berghense ecc. ), e non si dica che si possa trattare di sviste o addirittura di arbitrarie e capricciose soluzioni lessicali: infatti il testo si presenta nella sua originale formulazione abbastanza sorvegliato e volutamente nuovo, sostanzialmente e formalmente".
(Onofrio Annese)

In copertina: opera di Salvatore Giunta "Voliera - Volare", scultura polimaterica (filo di nailon, legno, drakon, poliplast) 2009

 



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