Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.33 - Luglio - settembre 2012
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Onofrio Annese





GEORG FRIEDRICH WILHELM HEGEL, ESTETICA - SECONDO L'EDIZIONE DI H. G. HOTHO CON LE VARIANTI DELLE LEZIONI DEL 1820/21, 1823, 1826 - Testo tedesco a fronte - Saggio, traduzione, note e apparati di Francesco Valagussa - Bompiani, Milano 2012, pp. 3000 - 50.
Rizzoli, Milano 2010

MANCATA OCCASIONE PER RENDERE UN SERVIGIO AL MAESTRO E ALLA SCIENZA


Premetto che l’opera in sé, così come era stata a suo tempo presentata (A. Gnoli, la Repubblica , 13.02.2012) e offerta sul mercato editoriale dalla rispettabile Casa Editrice Bompiani, sembrava avesse tutti i requisiti per essere apprezzata nella sua interezza, principalmente perché il testo tedesco risultava integrato dalle varianti delle lezioni del 1820/21, 1823, 1826, anche queste riportate a piè di pagina e tradotte dallo stesso curatore.
Nella mia precedente recensione sull’ultimo numero della Rivista, incentrata quasi esclusivamente sulla questione inerente alla cosiddetta “morte dell’arte”, dichiaravo che <lo studioso ha fornito agli addetti ai lavori uno strumento estremamente prezioso … con l’aggiunta delle varianti e trascrizioni degli studenti, che meglio chiariscono il pensiero del Maestro>. Ma mi sbagliavo, e perciò ho il dovere di fare pubblica ammenda, chiedendo venia ai miei lettori.
Infatti, data la mia scelta di circoscrivere l’argomento, focalizzando la mia attenzione sulla “morte dell’arte”, mi ero limitato a leggere il saggio introduttivo e le parti dell’Estetica riguardanti la questione, servendomi delle utili indicazioni fornite in un rassegna dei luoghi pertinenti dallo stesso curatore a pagina 84-85. Ovviamente, libero da qualsiasi preconcetto, non avevo esercitato alcuna attività filologica sul testo, in quanto non ne sospettavo la necessità, in vista dell’obiettivo primario da me perseguito in quel momento. Comunque, per correttezza e spirito di collaborazione, segnalai subito alla Casa Editrice e, p. c., al prof. Valagussa <la presenza di refusi tipografici, ricorrenti qua e là nell’opera>, che non mi erano sfuggiti (circa un centinaio nelle prime 380 pagine, saggio introduttivo compreso).
A distanza di due mesi circa, non avendo avuto il benché minimo cenno di riscontro alla mia richiesta di autorizzazione a procedere nella revisione e correzione dell’intera opera, la cui lettura mi interessava molto, ho eseguito per mio conto contemporaneamente la verifica del testo italiano e tedesco insieme, per una maggiore comprensione e per accertarne l’esatta lezione, la correttezza della traduzione, della stampa e della lingua italiana. Dopo due mesi di fatica e di assidua applicazione, il risultato è stato molto deludente sulla validità di un’opera, che avrebbe meritato ben altro trattamento, di rigoroso riguardo e di rispetto nei confronti dell’Autore dell’Estetica.
Per farla breve, dico che ho potuto e dovuto registrare circa 950 errori dalla prima all’ultima pagina del testo italiano (le note comprese), sorvolando alquanto sull’uso di una punteggiatura non sempre puntuale e su alcune forme di traduzione più vicine alla lingua tedesca che a quella italiana. Ne ho tratto l’impressione che il curatore si sia servito di un improbabile e inaffidabile traduttore, ricorrendo all’aiuto di un software certamente incapace di interpretare testi filosofici soprattutto e di cogliere le necessarie sfumature del lessico settoriale.



 
A riprova di quanto mi permetto di asserire, avendolo constatato personalmente con la dovuta acribia, riporto in calce alla presente recensione un ERRATA-CORRIGE parziale di alcuni ‘svarioni’ figuranti dalle prime alle ultime pagine del testo, la cui responsabilità non saprei proprio a chi ascriverla. Mi dispiace soltanto del fatto che in tempi di crisi molte copie andranno al macero, come credo, anche perché qualsiasi lettore esigente, professionista o studente, avrebbe difficoltà a capire un testo così malconcio di filosofia dell’arte, quale risulta dalle Lezioni di estetica di Hegel, tramandateci dai suoi allievi, che, per quanto bravi e diligenti, ci hanno fornito degli appunti, la cui esattezza potrebbe essere messa in dubbio.
Non mi addentro nella valutazione dell’opera sul piano delle idee, non avendone la competenza specifica in qualità di lettore dilettante di opere filosofiche non solo, ma anche perché molto è stato detto e si continuerà a dire. Tuttavia mi riservo il diritto di commentare genericamente l’opera nella sua struttura, dicendo che essa, per la sua complessa caratteristica risulta composita, in quanto tocca necessariamente diversi settori delle espressioni artistiche (dall’architettura alla scultura, alla pittura, alla musica e a tutti i generi letterari), analizzate attraverso tre momenti cronologici, tre fasi rese canoniche da Hegel (arte simbolica, arte classica, arte romantica); ma composita soprattutto perché essa si presenta come un trattato sia pur breve di teoria e tecnica dell’arte, una storia dell’arte, una storia e critica della letteratura e della musica, ora tedesca, ora italiana, ora francese, ora spagnola, oltre che orientale, greca e romana; ma soprattutto come filosofia dell’arte, estetica appunto, per non parlare di linguistica e di prosodia e metrica: il tutto in una visione comparata.
Una tale impostazione può apparire a un lettore frettoloso e superficiale impropria, prolissa e talvolta ripetitiva, dal momento che di filosofia dell’arte si sarebbe dovuto trattare; però non dimentichiamo che l’opera è la risultante di una trascrizione del parlato, sebbene quale insieme delle ‘Lectiones magistrales’, e tuttavia soggette a qualche negligenza involontaria o fraintendimento.
Secondo il mio modesto parere, l’opera non poteva essere concepita diversamente quanto a dimensione e struttura. Solo che, per quanto concerne il lavoro portato a termine dal prof. Valagussa, credo che si sia persa una buona occasione per restituirci l’esatto pensiero hegeliano in una lezione emendata, più dignitosa e coerente, direi anche quale capolavoro del Maestro.
Significative sono le parole conclusive di Hegel riferendosi all’intera opera: “Nell’arte entriamo in rapporto (…) con la liberazione dello spirito dal contenuto (…), con il dispiegarsi della verità che (…) costituisce il migliore compenso (…) dell’ingrata fatica della conoscenza. Per questo la nostra trattazione non poteva consistere in una critica di opere d’arte o nello specificare la maniera di realizzarle (…). Auspico che la mia esposizione vi abbia soddisfatto (meglio: soddisfatti), e se il legame che si era costituito tra noi in generale e in vista di questo scopo collettivo ora è disfatto (sic! Un’altra chicca offerta dal curatore per dire “soddisfatto”), mi auguro (…) che si sia creato un nesso più elevato, ossia quello dell’idea del bello e del vero (…), capace di mantenerci stabilmente uniti …” (cfr. pag. 2913).
In virtù delle suddette nobili parole del grande idealista Hegel, per rendere, a lui prima e alla scienza dopo, un buon servigio, mi sarei aspettato dal prof. Valagussa, più che un lavoro inutile di pessima traduzione, priva di un adeguato commento, forse dettato da ambizione oppure vanità, un breve saggio propedeutico a un più ampio disegno da portare a compimento con una équipe di esperti, mossi dal proposito serio di disciplinare e ordinare un copioso e prezioso materiale, attraverso la collazione di testi e l’analisi degli stessi, togliendo ‘il troppo e il vano’; progetto che, riferendomi alle capacità del curatore, mi porterebbe a ripetere con il Poeta: ‘ma non eran da ciò le proprie penne’.


ERRATA-CORRIGE
Ecco alcuni errori corretti, preceduti dal numero delle pagine seguito dal numero delle righe:
72,18: prendere/prende – 103,1: al posto la/al posto della – 251,19: per alla quale/per la quale – 373,18: dei aspetti/degli aspetti – 435,36: una concorrere/un concorrere – 539,13: ha sotto in mente/ha in mente – 651,23: preda per gli uccelli/preda degli uccelli – 765,5: nei scopi/negli scopi – 845,26: dal momento ha/dal momento che ha – 891,19: privo immagine/privo di immagine – 987,8: per messo della/per mezzo della – 1047,5: rispetto gatto/rispetto al gatto – 1083,27: assenza gusto/assenza di gusto – 1223,18: è si addice/si addice – 1321,4: all’interno tale/all’interno di tale – 1423,14: rispetto contenuto/rispetto al contenuto – 1523,24: uno procedere/un procedere – 1569,12: delle idee/delle dee (divinità) – 2913,21: scopo collettivo ora disfatto/scopo collettivo ora soddisfatto.



Onofrio Annese, già Dirigente scolastico in alcuni licei di Roma e poeta satirico.


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