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Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.34 - Ottobre - dicembre 2012
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Onofrio Annese





F. FIORETTI, IL QUADRO SEGRETO DI CARAVAGGIO – Romanzo – New Compton, Roma 2012 - € 9,90



Ecco gli immancabili giudizi lusinghieri di un giornalismo orientato alla promozione gratuita di opere letterarie, spesso neanche sfogliate, giudizi che si riferiscono all’opera precedente dell’Autore Francesco Fioretti (IL LIBRO SEGRETO DI DANTE), ma riportati in IV di copertina dell’ultimo suo lavoro, con annuncio ambiguo e ingannevole, secondo me, forse nell’intento di accreditarlo ulteriormente:
CORRIERE DELLA SERA: “Exploit del dantista Fioretti che gioca con gli enigmi della Commedia.
IL GIORNALE: “Fenomeno letterario dell’estate.
IL VENERDl DI REPUBBLICA: “È un giallo tutto da godere, senza mai dimenticare il grande originale che lo ha ispirato.
VANITY FAIRE: “Tra segreti e colpi di scena potrebbe essere Il Codice da Vinci di quest’estate.”
PANORAMA.IT: “Dopo Il Codice da Vinci, eccoci pronti a trascorrere l’estate sotto l’ombrellone con un altro rompicapo.
Ovviamente la mia è solo una provocazione, perché non voglio affatto denigrare la classe dei giornalisti e ancor meno stroncare un libro che, a giudizio degli eventuali lettori, potrebbe meritare molto di più di tutte le banalità solitamente espresse. Potrei continuare a segnalare vezzi giornalistici in cui sono più che evidenti le sviolinate paradossali o le esagerazioni pubblicitarie, come quando la Repubblica (reverenda madre di tutte le mistificazioni), ha pubblicato (venerdì 6 luglio 2012 in prima pagina, sotto a destra) una inserzione che recita testualmente: “IL LIBRO CHE FA TREMARE IL VATICANO – SUA SANTITÁ – LE CARTE SEGRETE DI BENEDETTO XVI – 250.000 COPIE – (con il bel faccione di un certo) GIANLUIGI NUZZI”, autore del ‘misfato atroce’, che, in una trasmissione su LA7 - PIAZZA PULITA, invitato a parlare della sua ‘bravata’, si lasciò sfuggire un lapsus (?): ‘appèndice’ (parola erroneamente sdrucciola) invece di ‘appendìce’ (parola correttamente piana). Ma non ho intenzione di infierire e lascio ‘Ai posteri l’ardua sentenza’.



 
Prima di affrontare un’analisi, sia pur breve, dell’ultimo libro di Fioretti, desidero intrattenermi brevemente con i miei lettori sulla questione inerente all’opportunità o meno di stravolgere la personalità umana e artistica, come in questo caso, di Caravaggio, per farne un best-seller. Non so se per rendere omaggio alla verità dei fatti o per la presunzione di ‘veder tutto’, ci si ostina a perseguitare un uomo in fuga dal mondo e persino da se stesso. Una cosa è certa però: Caravaggio ha sempre destato interesse e si è attirato su di sé ammirazione, curiosità, invidia, nonché rivalità, da parte di colleghi, accademici, collezionisti e mecenati.
Francesco Fioretti, senz’altro cultore e ammiratore dell’Artista, sfidando forse lo scetticismo e le riserve di quelli come me, arditamente ci offre il suo nuovo romanzo, ‘grande thriller’, dal titolo IL QUADRO SEGRETO DI CARAVAGGIO, manipolando notizie e congetture sulla tormentata esistenza di Michelangelo Merisi. Dovrei fare osservare che ormai si sprecano iniziative ed eventi di ogni genere su Caravaggio, per i motivi più vari, certo non quello di restituirgli la vera identità, come invece ha tentato di fare giustamente Francesca Cappelletti (ne abbiamo già trattato in questa rubrica). Parlare e scrivere di Caravaggio o anche semplcemente offrirlo in mostra rende molto, in un’epoca di massificazione della cultura. Si fa e si escogita di tutto per evitare un calo di attenzione con l’aiuto degli insostituibili mass media; per esempio, venerdì 6 luglio c. a. abbiamo letto nella pagina dell’Attualità di Repubblica la sensazionale notizia: “IL GIALLO DEL GIOVANE CARAVAGGIO – Trovati cento disegni inediti – “È un patrimonio inestimabile”. Ma l’annuncio di due storici dell’arte divide gli esperti”.
Io non intendo addentrarmi nella questione circa l’importanza o meno e la veridicità o autenticità della scoperta, anche perché non voglio togliere spazio alla illustrazione dell’opera di F. Fioretti; ma mi preme commentare la notizia di fronte a tanto clamore con l’osservazione conclusiva dell’articolo di Claudio Strinati sulla stessa pagina del summenzionato giornale: “Forse qualcuno (leggasi: disegno) lo avrà anche eseguito Caravaggio, non dirò di no, ma cosa ci rivela di lui? Niente che non sapessimo già”.
Nel campo della critica non è facile essere unanimemente obbiettivi, perché diversi fattori giocano a favore o contro; d’altronde il buon Quintiliano amonisce: De gustibus non est disputandum, osservazione che considererei affine al più antico: Quot homines (o capita) tot sententiae, per questo sarò più circospetto nel riprendere la mia breve analisi del libro di F. Fioretti. Ho l’impressione che l’Autore abbia visto qualcosa di nuovo sul personaggio preso in considerazione, compulsando le numerose carte e rielaborando le notizie dei biografi, con la sola licenza di servirsi di pochissimi personaggi inventati (un sacerdote e una novizia), come egli stesso ci fa sapere nella sua Breve nota bibliografica. La novità dovrebbe consistere nella possibile individuazione di quel Quadro segreto di Caravaggio da parte di un lettore, che si improvvisi perspicace detective: io sinceramente non ne ho le attitudini e perciò non ci sono riuscito, anche se avrei una mezza idea, che però non oso dichiarare, per non privare i lettori del piacere di un’indagine personale e della relativa scoperta.
Un’altra novità, a mio avviso, potrebbe consistere nella soluzione dell’enigma Caravaggio, inerente alla sua sparizione, dopo la presunta morte, secondo l’ipotesi avanzata da Peter Robb, soluzione che Fioretti rende probabile e assai convincente, anche se vagamente fatta intuire, com’è nel suo stile, quando parla di un viaggio del pittore a Siviglia, maggio 1618, dove, sotto mentite spoglie, svolge tutt’altra attività, donde successivamente partirà alla volta di... lasciandovi tracce della sua ripresa attività artistica: la diaspora delle sue numerose opere la dice lunga, e qualcosa in proposito potrebbe suggerirci. Ma forse mi sbaglio: non ho capito bene, per cui per me resta il doppio enigma. Provateci voi a risolverlo: qual è il quadro segreto di Caravaggio individuato dall’Autore e dove effettivamente alla fine l’Artista poté approdare?
Comunque vi assicuro che la lettura di questo libro sarà piacevole per la chiarezza espositiva e il ritmo incalzante, senza caduta di tono e di stile.



Onofrio Annese, già Dirigente scolastico in alcuni licei di Roma e poeta satirico.


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