Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.35 - Gennaio - marzo 2013
NOTIZIE ed EVENTI


"Prime donne pucciniane " a Milano
a cura di Marina Turco


Manifesto della mostra milanese


Gli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala espongono a Milano la ricostruzione accurata dei costumi storici delle eroine di Giacomo Puccini, in una mostra dal titolo “Prime donne. Le donne di Puccini”, promossa da Fondazione Bracco, in collaborazione con il Centro Diagnostico Italiano, dove si tiene l’esposizione. Il bellissimo progetto ha coinvolto per un anno, sotto la guida di Maria Chiara Donato, oltre 40 allievi di alcuni corsi dell’Accademia, provenienti da Europa e Asia: i sarti, che hanno riproposto i figurini delle prime rappresentazioni delle opere pucciniane, gli allievi del corso di effetti speciali per l’elaborazione dei manichini, i fotografi di scena per le immagini del backstage e gli scenografi, che hanno disegnato i costumi delle eroine pucciniane, dalla Manon Lescaut, a Mimì, a Musetta, a Tosca, a Madama Butterfly, fino alla principessa Turandot.
”Quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori sulla grande tradizione italiana dell’alto artigianato, che è una vera eccellenza del made in Italy”, afferma Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco. Giuseppe Fraizzoli, consigliere delegato del Centro Diagnostico Italiano, sottolinea : “Con questa e con le precedenti mostre ospitate al CDI intendiamo essere più vicini ai nostri pazienti, non solo offrendo le migliori cure ma anche aprendo i nostri spazi alla comunità e a iniziative culturali di valore. Crediamo, infatti, che anche la bellezza sia parte di quel benessere e salute che, nella nostra mission, ci prefiggiamo di trasferire loro”.
Il pubblico che visita la mostra non soltanto potrà vedere i figurini disegnati da Adolf Hohenstein alla fine dell’800 per le opere di Puccini, ma soprattutto la realizzazione puntuale e altamente specializzata degli abiti di scena, attuata dai sarti, che si sono imposti una restituzione rigorosamente storica della linea originale e di tutti i dettagli, preziosi e non, che caratterizzano i costumi delle diverse epoche.
In mostra si possono apprezzare anche le parti più nascoste di quegli antichi costumi, come busti, sottogonne, mutandoni, che mostrano il rigore di questa ricostruzione. Inoltre il realismo dei manichini atti a indossare gli abiti, fa sì che questi "indossatori" impeccabili, muniti di visi, capelli, acconciature, parrucche…, rendano ancora più viva e affascinante l'immagine delle "Prime donne" pucciniane. Un'operazione, dunque, veramente lodevole e fededegna di ricreazione di abiti che dal '700 giungono fino alla fine del 1800, non esclusi costumi di terre lontane, come quelli di Madama Batterfly e di Turandot.
 


La gonna ricamata dell'abito di Musetta
Nelle immagini qui riproposte, tratte dalla mostra, si può notare la bellezza e la perfezione della manifattura di alcuni di questi abiti: le applicazioni dell’abito di Musetta nella Bohème; la splendida tunica ricamata, stile impero, di Tosca; il costume settecentesco di Manon, dai toni delicati, ricco di trine e merletti, con un corpetto rigido prezioso come un gioiello!
“Questo progetto – sottolinea il direttore generale dell’Accademia Teatro alla Scala, Luisa Vinci - ha permesso ai ragazzi di vivere un’esperienza diretta ‘sul campo’, dando loro la possibilità di sperimentare in prima persona il lavoro in equipe che costituisce la base dell’attività in campo teatrale, dove ciascun professionista contribuisce alla migliore riuscita della messa in scena”.
Vogliamo plaudire a un’iniziativa tanto interessante, che intende mostrare le eccellenze italiane in tutti i campi dell’artigianato artistico, settore che andrebbe valorizzato in maniera adeguata e finalizzato a far ancor meglio conoscere le abilità e la preparazione tecnico-culturale delle nostre maestranze e dei nostri giovani.
La mostra “Prime donne. Le donne di Puccini”, visitabile gratuitamente presso il Centro Diagnostico Italiano da lunedì a venerdì dalle 7 alle 19, e il sabato dalle 7 alle 12, si concluderà il 31 marzo 2013.




Il raffinato abito di Manon Lescaut
La tunica stile impero di Tosca





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