Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.30 - Ottobre-dicembre 2011
ARTE e DIRITTO  

"Ubi Ius, ibi societas”

Il Codice del consumo così come modificato in ultimo dal D.lgs.79/2011
e la sua applicabilità all’acquisto di opere d’arte.

di Vittorio Largajolli





Il decreto legislativo n. 206 del 2005 ha finalmente raccolto una serie di norme volte a tutelare i cd. consumatori, ovvero sia quella parte contraente più debole in una determinata vendita (l'altra parte, il venditore, di regola è denominato “professionista”).
L'origine di questa tutela sui contratti di vendita deriva, come spesso accade, da norme di diritto comunitario. Recentemente il Codice del consumo è stato modificato ed aggiornato dal decreto legislativo n. 79 del 2011.
Cerchiamo ora di capire se, e come, detto codice si applica all'acquisto delle opere d'arte, tutelando quindi in maniera ultronea l'acquirente di esse.
Originariamente si dibatteva se l'opera d'arte potesse considerarsi un bene di “consumo” in quanto essere palesemente un bene infungibile.
Ritengo che la conclusione è in re ipsa nel testo del codice stesso, quando all'articolo 14 (Campo di Applicazione) comma 5 lettera c) afferma come: “(….) Al fine di migliorare l'informazione del consumatore e di agevolare il raffronto dei prezzi, i prodotti offerti dai commercianti ai consumatori recano, oltre alla
indicazione del prezzo di vendita, secondo le disposizioni vigenti, l'indicazione del prezzo per unità di misura, fatto salvo quanto previsto all'articolo 16.
2. Il prezzo per unità di misura non deve essere indicato quando è identico al prezzo di vendita.
3. Per i prodotti commercializzati sfusi è indicato soltanto il prezzo per unità di misura.
4. La pubblicità in tutte le sue forme ed i cataloghi recano l'indicazione del prezzo per unità di misura quando è indicato il prezzo di vendita, fatti salvi i casi di esenzione di cui all'articolo 16. 5. La presente sezione non si applica: a) ai prodotti forniti in occasione di una prestazione di servizi, ivi compresa la somministrazione di alimenti e bevande; b) ai prodotti offerti nelle vendite all'asta; c) agli oggetti d'arte e d'antiquariato. (…)”

La norma quindi parla espressamente di oggetti d'arte relativamente all'esclusione degli stessi dall'obbligo di indicazione del prezzo, e pertanto de facto sembra includere gli stessi nella più generale tutela del codice stesso.
Importante, affinché trovi applicazione il codice in questione, che: 1) l'acquirente sia una persona fisica per poter essere definito un consumatore e cioè uno che acquista non per motivi professionali (emerge chiaro quindi come il mercante d'arte non possa invocare le tutele offerte dal codice del consumo essendo un professionista che acquista per lavoro); 2) la parte venditrice deve essere considerata un professionista, ovvero un soggetto che vende nell'esercizio di un'attività imprenditoriale



Salvatore Giunta, Soqquadro
e/o professionale. Sorge un dubbio ma l'artista come potrebbe essere collocato? A mio avviso la norma parla di cd. “professionalità ed imprenditorialità” nella vendita, quindi l'artista sembrerebbe escluso da detta tipologia con la conseguenza che chi compra direttamente da lui non troverebbe tutela nel codice del consumo, di fatto però, un artista che vende sempre direttamente le sue opere diventa un “professionista” della vendita e quindi si rimette in gioco la copertura del codice.
Dunque andiamo ora a vedere quali sono allora le tutele offerte al consumatore acquirente di oggetti d'arte.
In primis una tutela relativa alle garanzie per la conformità del bene acquistato di portata maggiore rispetto a quelle generali offerte dal codice civile (artt. 1490 e ss.).
E poi le norme relative alle cd. clausole vessatorie, le norme sulle televendite, quelle sul commercio elettronico e quelle sull'accesso alla giustizia (attraverso associazioni di consumatori) e individuazione del Foro competente.
Torneremo sull'argomento che merita un approfondimento delle singole fattispecie di tutela per l'acquirente di opere d'arte e antiquariato.

Vittorio Largajolli è avvocato del Foro di Roma ed esperto in Diritto amministrativo.
studiolegalelargajolli@yahoo.it




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