Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.27 - Gennaio-febbraio 2011
L'ARTE NEL MIRINO 


Mario Cresci. Forse fotografia, attraverso l'Italia
di Francesca Pardini




Il 2011 è scandito da tre tappe ben distinte di un progetto ideato dal fotografo Mario Cresci insieme al curatore Luigi Ficacci, che percorre l'Italia dalla città di Bologna, per scendere a Roma e infine a Matera. Cresci ha ideato con estrema cura e attenzione l'intero progetto chiamato Forse fotografia, attraverso l'arte, come una personale ed originale retrospettiva che si presenta in un corpus di base uguale per le tre sedi scelte (la Pinacoteca di Bologna, L'Istituto Nazionale per la Grafica a Roma e il Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Matera), comprendente circa 80/90 fotografie dell'artista dagli anni '60 ad oggi, ed una esposizione di opere nuove ed inedite create appositamente per ciascun luogo: dei siti peraltro non casuali, che tessono un immaginario filo conduttore della ricerca fotografica dell'artista.
La Mostra intende esporre l'eccezionale rilevanza complessiva della sua opera. Cresci è infatti, al momento, noto soprattutto per il lavoro realizzato negli anni Settanta sulla figura umana, realizzato nell'ambito di campagne di ricerca socio culturale nel Meridione. Per contro, nel contesto della fotografia contemporanea risulta soprattutto attuale la sua curiosità nei confronti della varietà dei linguaggi artistici operativi con tecniche fotografiche, delle innovazioni tecnologiche, della vivacità nella messa in discussione delle definizioni acquisite. All'inizio e fino alla metà degli anni sessanta, il suo lavoro è prevalentemente di ricerca formale sui modi della visione, conseguentemente con la sua formazione di grafico designer, per poi affrontare la tradizione dell'Arte, indagata attraverso gli strumenti della sua didattica e incentrata sull'esperienza dell'Accademia di Belle Arti. Ecco che ciascuno di questi aspetti emerge nelle tre sedi, il confronto con l'arte, con la traccia e con l'umano, che diventano per Cresci materia d'ispirazione dei lavori originali, realizzati dopo aver fatto esperienza dei luoghi espositivi ed essersi appropriato artisticamente dei loro caratteri e problematiche.
Andando con ordine, la prima mostra visitabile dal 20 novembre fino al 31 gennaio, ci offre un Cresci a confronto con l'essenza dell'Arte della scuola pittorica bolognese ed emiliana in epoca trecentesca. Una fotografia che pone l'accento sull'estetico e sulla possibilità di guardare “fotograficamente” i dipinti della collezione: la loro discendenza dall'Accademia di Belle Arti, le incongruenze dell'apparato attuale del museo, il rito tradizionale e ogni volta nuovo che il visitatore attiva con la sua contemplazione, sono le varie facce ideali e reali della Pinacoteca che hanno ispirato l'inventiva artistica di Cresci e prodotto la disseminazione dei suoi interventi installativi lungo il percorso espositivo.
Per la sede di Roma (dal 25 marzo al 22 maggio) il nucleo sarà coerente con l'attività di studio e promozione della fotografia contemporanea e delle ricerche sul segno e sull'immagine derivata da matrice, propri dell'Istituto Nazionale per la Grafica ; inoltre, la tappa romana sarà l'occasione per la presentazione della serie “Il Percorso” (1968), di recente acquisizione. Qui, il lavoro specifico di Cresci sarà ispirato dal motivo linguistico della traccia, affrontato e indagato nei suoi legami con la pratica dell'incisione e della stampa.
Per la sede di Matera (da giugno a settembre), al nucleo retrospettivo si aggiungono ulteriori e nuove opere costituenti un'originale riflessione dell'Artista sul soggetto antropologico delle sue cicliche iniziate negli anni Settanta, questa volta ispirandosi all'attività di restauro del laboratorio della Soprintendenza, suggestivamente colto come il luogo della cura dell'arte, con un riflesso umano proposto quale versione trasfigurata e post moderna dell'indagine precedentemente dedicata alla configurazione sociale lucana. Se il Forse fotografia attraverso ..del titolo appare quasi come una sfida iniziale del fotografo di fronte alle tematiche affrontate, si può già dire, dopo la prima mostra di questo percorso, che è attraverso Mario Cresci che ogni pura intenzione diventa certezza.






Mario Crsci. Enviroment, Roma 1968





Vedo e non vedo (b), Bologna 2009





Casa di Annita (a), Bergamo 2002

Francesca Pardini, laureata in Storia dell'Arte Contemporanea, é specializzata in Fotografia contemporanea
francespardini@hotmail.it

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