Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.28 - Marzo-maggio 2011
L'ARTE NEL MIRINO 

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE: PERCORSI FOTOGRAFICI

- Corrispondenza Elettive
- La Fotografia e il Neorealismo in Italia

di Francesca Pardini


fino al 20 marzo 2011
Paul Strand & Walter Rosemblum.
Corrispondenza Elettive



'Fino al 20 marzo è stata visibile la mostra, in anteprima europea, Paul Strand & Walter Rosemblum. Corrispondenza Elettive, al Museo di Roma in Trastevere, museo che contemporaneamente apre i battenti a La Fotografia e il Neorealismo in Italia, 1945- 1965 che si terrà fino al 25 aprile.
Riuscire a guardarle entrambi è sicuramente il modo migliore per rendersi conto di due realtà importanti nella storia della fotografia: l'una riguardante il rapporto intenso e produttivo che ha legato due tra i più grandi fotografi del XX sec., Paul Strand e Walter Rosemblum, nonostante una differenza di età di quasi trent'anni. L'altra, meno nota e ad oggi ancora poco presentata al pubblico in un contesto di studio più ampio, è uno spaccato della fotografia italiana negli anni del neo-realismo in Italia, in quel ventennio trasformato culturalmente da un nuovo linguaggio cinematografico, letterario, grafico, dunque “visivo”.
Strand e Rosemblum, la storia di un maestro e di un allievo che non seguono le sorti del Masolino con Masaccio, o del Verrocchio con Leonardo, maestri che hanno consegnato le armi del mestiere e si sono dovuti ritirare in secondo piano perché sovrastati dalle abilità superiori dei loro discepoli. I due si conobbero alla famosa Associazione americana Photo League a New York, ma dal 1950 Strand si trasferisce in Francia e scrive a Rosemblum, ancora in America. Da quel momento ha inizio una fitta corrispondenza in cui il legame tra il maestro e l'allievo andrà configurandosi come un vero e proprio scambio alla pari, nato da confronti, consigli, riflessioni non solo sulla tecnica fotografica e sui materiali, ma anche sulla vita stessa, terreno d'esperienza e d'ispirazione profonda.
Per Strand, all'inizio della sua carriera, l'incontro con Alfred Stieglitz risulta determinante per farsi conoscere ad una platea più vasta e approdare al gotha della cultura newyorchese, ma soprattutto per promuovere la battaglia contro il pittoricismo della fotografia e la rivalsa di un nuovo, oggettivo, realismo dell'immagine e della tecnica fotografica. La sua attenzione nella progettazione si riversa anche nella cura delle pubblicazioni (in mostra anche il famoso Luzzara, un paese , progetto editoriale creato con Cesare Zavattini), e di questo ne parla assiduamente anche con Rosemblum. Se dunque Strand ha l'esperienza, Rosemblum ha l'occhio più attento al contemporaneo, al mercato internazionale, alla scena politica, e dal carteggio si rivela la volontà di entrambi di valorizzarsi nelle proprie differenze e di contribuire reciprocamente l'uno all'esperienza artistica dell'altro.









Paul Strand, La famiglia Luzzara, Reggio Emilia, 1953 © Aperture Foundation, Inc., Paul Strand Archive







Walter Rosenblum, Bambina sull’altalena New York, 1938 © Rosenblum Family
Nei due corridoi dello spazio espositivo destinati ai fotografi, le immagini raggiungono lo spettatore sia esteticamente che emotivamente, e nonostante l'omogeneità di fondo delle tematiche affrontate, nei luoghi (molte immagini di New York), negli ambienti e nelle persone ritratte, si lascia comunque intendere la loro diversità stilistica. Rosemblum sembra più attento a presentare le relazioni emotive e spaziali che si creano tra piccoli microcosmi di persone, dai bambini sulle scale delle strade di New York, al famoso gruppo di soldati durante lo sbarco in Normandia. Di Strand, invece, emerge un occhio più attento alla precisione dei dettagli, alla composizione, alle luci nette che tagliano e creano lo spazio in un'assoluta chiarezza dell'immagine, al di là delle caratteristiche specifiche dei luoghi che vanno dal Messico alle riprese di Gaeta (Latina) alle terre dell' Abruzzo. Nel pieno della sua maturità Strand si sofferma invece su una ritrattistica i cui volti, caratterizzati da sguardi ed espressioni penetranti, presentano un –involontario- ritorno all'immobilità della pittura, nonostante la volontà del fotografo di rendere la fotografia un linguaggio autonomo dalle altre arti.
Il rapporto con Rosemblum sarà dunque profondamente segnato da una continua collaborazione e da grande stima reciproca fino alla fine, quando Paul Strand, divenuto quasi cieco, ebbe bisogno della mano e dell'occhio dell'amico per costruire la sua ultima fotografia, qui presente: un lavoro a quattro mani dettato ormai da una completa sintonia di intenti e di obiettivi.


12 marzo - 25 aprile 2011
La Fotografia e il Neorealismo in Italia -1945/1965
Da Luigi Crocenzi al “Gruppo friulano per una Nuova Fotografia” fino a Mario Giacomelli



A guardare una mostra di seguito all'altra, dal primo Realismo modernista ad un linguaggio neo-realista tutto italiano, il passo sembra breve. In realtà basta tornare sul già citato libro fotografico Luzzara, un paese , per trovare l'ideale punto di congiunzione tra il passato della fotografia, rappresentato degnamente da Paul Strand, e il futuro della fotografia italiana che pone le sue premesse nel neorealismo, a partire da quello cinematografico.
La mostra Fotografia e il Neorealismo in Italia, 1945-1965 propone 130 vintages provenienti dall'archivio del CRAF, datati fino ai primi anni '60, quando l'apparizione di Mario Giacomelli introdusse prepotentemente un nuovo linguaggio figurativo.
Nell'Italia dell'immediato dopoguerra, la nascita de Il Politecnico (1946-1947), diretto da Elio Vittorini, diventa l'occasione per elaborare un nuovo tipo di informazione i cui contenuti dovessero integrarsi armonicamente con la forma grafica, editoriale e visiva, (seguita dal grafico Albe Steiner), per arrivare più direttamente a stimolare l'attenzione del lettore. In questo contesto la figura di Luigi Crocenzi, su cui si concentra la prima parte della mostra, mette in atto questa nuova dialettica tra testo letterario e testo visivo creando proprio per il Politecnico dei racconti fotografici per immagini, o come lui li definiva, dei “film immobili sulla carta stampata”. Vediamo ritratte le borgate romane, e in un periodo successivo delle istantanee tratte da “Conversazione in Sicilia” (1950). Lo stesso concetto viene ben realizzato fotograficamente da Italo Zannier che nello stesso anno presenta i Fotomurali , composizioni di immagini presentate in un unico blocco e legate insieme da un particolare nesso tra parole, titolo e soggetti.
Segue poi la parte dedicata alla fotografia italiana degli anni '50 (il Gruppo Misa di Senigallia di Giuseppe Cavalli, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Moder, Alfredo Camisa, Vincenzo Balocchi, Alessandro Novaro, Paolo Bocci) e le immagini degli autori appartenuti al Centro per la Cultura nella Fotografia (CCF) di Fermo fondato da Crocenzi: Antonio Maccaferri, Giovanni Massara, Dino Bruzzone, Alfonso Modenesi, Giuseppe Alario, Romano Folicaldi, e inoltre Gabriele De Cinque, Frank Franzi,








Giuliano Borghesan, Fraud agreement, 1953





Luigi Crocenzi, Roman Suburbs, 1947
James Altimani, Toni Nicolini; quindi l'ampia serie dedicata al Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia di Spilimbergo (Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame, Italo Zannier, Carlo Bevilacqua, Fulvio Roiter, Toni Del Tin, Giuseppe Bruno e quindi Gianni Berengo Gardin, Nino Migliori, Luciano Ferri). Questi autori, partendo da una documentazione poetica dell'umanità, non rinunciarono mai al soggetto e alla sua riconoscibilità, ma lo usarono come un puro pretesto per dare vita a composizioni di grande suggestione formale. Il risultato è una sfaccettata narrazione, anche problematica e critica, dell'Italia del boom economico, letta soprattutto attraverso le trasformazioni del mondo contadino e della vita dei campi.
Non si può tralasciare il fatto che questa eccezionale fioritura di talenti nasca e si evolva contemporaneamente alla realizzazione di alcuni dei grandi film italiani del secolo, richiamo evidente nel nucleo di ritratti di John Phillips ai fratelli Visconti e Antonioni (sono presentate anche alcune fotografie realizzate dallo stesso grande regista italiano sul set di Blow Up ). E ancora, si possono ammirare Lanfranco Colombo che immortala il Premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale insieme a Luigi Crocenzi, di quest'ultimo il ritratto a Elio Vittorini, anche ad indicare il delicato confine col fotogiornalismo dilagante del momento, che vedrà nascere il fenomeno dei “paparazzi”.
Ma il vero cerchio si chiude al vedere una foto di Paolo Gasparini che ritrae Paul Strand, e di lì si ricomincia, e la storia continua.



Gianni Borghesan, One of the tall, 1953






Polo Gasperini, Paul Strand, Orgival, 1956


Francesca Pardini, laureata in Storia dell'Arte Contemporanea, é specializzata in Fotografia contemporanea
francespardini@hotmail.it

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