Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.30 - Ottobre-dicembre 2011
L'ARTE NEL MIRINO 


SICILIA: FOTOGRAFI CHE FANNO SCUOLA

di Francesca Pardini



La Nuova Scuola di fotografia siciliana, presentata ad Acireale (CT) nella Galleria di Credito Siciliano, è una mostra che propone, sin dal titolo, una diversa chiave di lettura inerente gli sviluppi della fotografia italiana in Sicilia. I curatori Cristina Quadrio Curzio, Leo Guerra e Giovanni Chiaramonte hanno a ragione cominciato a delineare delle realtà specifiche là dove in alcuni soggetti, tendenze e tematiche si ritrovano aspetti comuni.
Tre nomi quindi, più che una vera e propria scuola, di fotografi di origini siciliane: Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia e Sandro Scalia. Tutti e tre hanno ritrovato nella loro terra un repertorio ricchissimo di immagini nascoste da portare alla luce ed oggi ricoprono importanti ruoli di docenza nelle Accademie di Belle Arti di Catania e Palermo: la Sicilia ha dato loro la motivazione e lo stimolo iniziale, poi lo studio, la tecnica e l'irrinunciabile esperienza all'estero hanno fatto il resto.
Per porre questi fotografi sulla linea di una “storia della fotografia” e per parlare di “nuova” scuola, bisogna tenere in considerazione quella precedente, con   la quale necessariamente entrano in confronto. Bongiorno, Nicosia e Scalia (nati tra il '59 e il '60) hanno ben conosciuto ed assorbito le immagini di Ferdinando Scianna, Enzo Sellerio, Nicola Scafidi e Letizia Battaglia e, pur mantenendo le differenze stilistiche delle proprie individualità, evidenziano aspetti comuni che riconducono alla generazione “dei padri”. Basta guardare alle immagini di Scianna su Bagheria del 1962 e a quelle di Sandro Scalia della serie L'occhio insolente del '90-'95: la folla e gli sguardi dei siciliani rimangono un leitmotiv , ma la serie di Scalia non è un lavoro sulla “sicilianità”, quanto una ricerca sulle espressioni e sui tratti del volto, tanto che Christian Boltanski nel 2000 utilizzerà questi ritratti per un'installazione a Palazzo Branciforti. Già in queste forme di collaborazione artistica si può rintracciare la predisposizione sperimentale dei tre fotografi ad assorbire stilemi, inclinazioni poetiche e soluzioni tecniche da cinema, teatro, letteratura, video-arte, per la codificazione di un linguaggio nuovo, da interpretare con nuove coordinate.
In contrapposizione critica con un'idea di fotografia meccanica di pura registrazione oggettiva del reale, in C. Bongiorno i soggetti e le storie raccontate nelle sue sequenze sono inquadrati con diverse messe a fuoco creando delle texture vibranti, sospese ed enigmatiche. Non c'è l'idea del movimento, ma piuttosto quella del “fermo immagine”, o delle figure come “in stand by”, secondo un immaginario proprio dello schermo televisivo o del monitor del computer, con cui quotidianamente facciamo i conti. Quando c'è il colore, come in Last plate 2008 (dalla serie Forbidden colors), esso si presenta nei toni forti e decisi seppur sfumati come un acquarello in lavorazione.
Nicosia invece, attento ricercatore di esperienze etno-antropologiche e fondatore del Gruppo FASE dal 1982, mantiene viva la cura delle relazioni che intercorrono tra le dinamiche umane e il paesaggio contemporaneo.
Le tecniche di saturazione dell'immagine, la scelta dei supporti di stampa e dei formati riprendono le trovate della generazione precedente. Scalia, infatti, fonda una delle sue serie più famose, Palermo Porto, sul formato 200 x 70 e su uno studio formale di grande efficacia visiva. La panoramica della città industriale e portuale risulta a primo impatto di un'oggettività sconcertante per le definiz ione assoluta dei particolari, in realtà lo sguardo di Scalia sembra approdare a quella astrazione dalla realtà propria di un Charles Sheeler e di un certo geometrismo americano degli anni '40-'50, a cui aggiunge la nota atmosferica di un silenzio quasi metafisico.  
La tesi proposta dall'attuazione di questa mostra sembra quindi avere avuto una verifica concreta, ma dovremo aspettare sicuramente di guardare il lavoro delle ultime generazioni per dimostrare effettivamente quanto e come si stia sviluppando un nuovo linguaggio fotografico, e quanto ciò possa essere dovuto allo straordinario lavoro di Bongiorno, Scalia e Nicosia.






Carmelo Bongiorno: Last plate 2008 (dalla serie Forbidden Colors)


Ferdinando Scianna: Bagheria 1962



Carmelo Nicosia: NUOTATORE WHISLER 2000



Sandro Scalia: Notturno Palermo, 2007 fotografia, stampa su carta fotografica Pure Pigmented Print

Francesca Pardini, laureata in Storia dell'Arte Contemporanea, é specializzata in Fotografia contemporanea
francespardini@hotmail.it

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