Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.49 - Luglio-settembre 2016
ARTE nel MIRINO


La fotografia di WILLIAM KLEIN: “il mondo a modo suo”!
di Artemisia



A Milano, a Palazzo della Ragione, si sta svolgendo una bellissima mostra fotografica dell’artista William Klein, " Il mondo a modo suo", che durerà fino al 11 settembre 2016. Curata da Alessandra Mauro la mostra espone 150 opere originali del fotografo statunitense, provenienti dal suo archivio personale, nonché estratti dei suoi filmati, pellicole da lui dirette e si divide in 9 sezioni.
Nato nel 1928 a New York da una famiglia ebrea, William Klein è il prototipo dell’artista anticonformista per eccellenza che ama esprimersi in tutti i campi della creatività, come è accaduto durante la sua lunghissima carriera, durante la quale ha accumulato oltre ai consensi, anche moltissime critiche. Dopo una giovinezza trascorsa a New York, Klein si sposta in Europa e a Parigi si iscrive alla Sorbonne per gli studi universitari con la guida di grandi personalità del mondo dell’arte, come Fernande Léger. Malgrado fosse interessato alla pittura, dagli anni ’50 inizia ad utilizzare la fotografia, ispirato soprattutto dall’arte astratta che prediligeva; tornato nella grande Mela realizza il diario fotografico sulla sua Città, primo di una serie di ritratti, spesso impietosi, di metropoli: Roma, Mosca, Tokyo. Come recita Domenico Piraina, direttore di Palazzo della Ragione “di ognuna (di queste città fotografate) ha interpretato lo spirito del luogo, il suo timbro più autentico, il genius loci, come sono soliti fare gli etnografi.




(Manifesto della mostra) Quattro teste, Giorno del Ringraziamento, Broadway e 33rd, New York 1954 (dalla sezione New York). William Klein



Custode, Cinecitt, Roma 1956 (dalla sezione Roma) William Klein .


Segue poi l’interesse per il mondo della moda, presto superato dall’attrazione per il cinema, grazie anche alla conoscenza e alla frequentazione di grandi registi come Fellini e Pasolini, incontrati a Roma, grazie ai quali può sperimentare nella Capitale anche la regia cinematografica. Dagli anni ’80, tuttavia, si dedica nuovamente alla fotografia o meglio al "suo modo" del tutto originale di fermare le immagini dell’universo degli umili, dell’emarginazione sociale e della gente della strada: la sua fotografia è, infatti, opposta a quella tradizionale e di successo, espressa dall’arte di H. Cartier Brésson, artista universalmente ammirato. A quel tempo veniva elogiata la foto perfetta che riuscisse a realizzare un attimo di bellezza assoluta, ma per Klein la macchina fotografica era invece il mezzo per cogliere la varietà della vita, gli aspetti meno nobili dei quartieri delle città e degli esseri viventi, insomma era lo strumento per rappresentare il “disordine” dell'esistenza, che ha i caratteri del verismo più crudo, a volte ironico, spesso feroce. Quasi un etnografo della fotografia, come egli stesso amava definirsi, Klein ha creato con libertà estrema il suo mondo artistico: l’interessante mostra milanese lo sta documentando ampiamente, sia per la qualità del materiale fotografico esposto sia per l’affluenza di pubblico.



Stazione ferroviaria di Kiev, Mosca 1959 (dalla sezione Mosca)
William Klein .



Locandina cinematografica, Tokyo 1961 (dalla sezione Tokyo) William Klein .




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