Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.50 - Ottobre-dicembre 2016
ARTE nel MIRINO


Balthazar Korab. I giorni dell'Alluvione
di Artemisia



Balthazar Korab è stato uno dei più celebri e prolifici fotografi di architettura del secolo scorso; le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank Lloyd Wright, di Le Corbusier e di Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre negli anni a venire. Nel momento di maggior successo, nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e con la moglie e i due figli venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano, nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad assistere all’alluvione che sconvolse la Città di lì a poco. Con la macchina da presa pensò di raccontare questo evento, inatteso e drammatico, in una serie di scatti che ora, in occasione dei cinquant’anni da quell’evento, vengono proposti alla Tethys Gallery nella mostra “Balthazar Korab. I giorni dell’Alluvione”, curata da John Comazzi, Christian Korab, Guido Cozzi e Massimo Borchi, e organizzata in collaborazione con l’Università del Minnesota.
Nato in Ungheria nel 1926, Korab scappò dalla sua patria poco più che ventenne, durante l'occupazione sovietica. Raggiunta Parigi, fu ammesso alla École des Beaux-Arts e lì concluse nel 1954 gli studi di architettura iniziati a Budapest. L'anno successivo si trasferì negli Stati Uniti, dove fu presto assunto nel prestigioso studio dell'architetto e designer finlandese Eero Saarinen. È in questo studio che ha iniziato a sperimentare la fotografia per lo sviluppo di alcuni progetti e il successo di quelle immagini fu tale che arrivarono commissioni da numerosi altri architetti, tanto che nel 1958 aprì un proprio studio fotografico.




Firenze. L'alluvione del 1966 fotografata da Balthazar Korab ©



Balthazar Korab ©


Dopo un periodo frenetico di lavoro, viaggi e riconoscimenti, arrivò il 1966: il famoso anno sabbatico. All’inizio di novembre i Korab si erano appena sistemati in un piccolo appartamento sulle colline intorno a Firenze, quando giunse loro la notizie dell’alluvione che aveva devastato la Città. Balthazar si avvicinò al luogo del disastro armato solo della sua Hasselblad medio-formato e di cinque rullini fotografici. Immerso nell’acqua e nel fango sino al petto, per un giorno intero girò per la città inondata, fermando per sempre sulla pellicola quei momenti drammatici. L’indomani raggiunse Roma e sviluppò le immagini, che tramite l’Associeted Press e la rivista Life fecero il giro del mondo. Per la stampa estera Korab divenne il fotografo dell’alluvione e nei giorni successivi il disastro continuò a girare per la città documentando i danni sugli edifici, sui monumenti e sulle opere d’arte, ma anche fotografando gli sforzi compiuti da tutti - le truppe di stanza in città e i tantissimi volontari, in massima parte giovani, convenuti da tutto il mondo, grazie ai quali furono salvati materiali preziosissimi dagli Uffizi, dal Museo di Storia della Scienza e dalla Biblioteca Nazionale Centrale.
Il National Geographic gli commissionò un servizio sul recupero delle opere d’arte e dei libri rari che venivano salvati da chiese, gallerie, biblioteche ed archivi. Grazie a questo incarico Korab entrò in contatto con i dirigenti delle più alte istituzioni culturali della Città, che lo coinvolsero in un’impresa straordinaria: “il salvataggio delle numerose lastre fotografiche e diapositive appartenenti ai loro archivi”. Oltre 50mila lastre furono portate a Villa Tatti, dove Korab si era nel frattempo trasferito, e furono sistemate ad asciugare su una serie di rastrelliere di bamboo pensate proprio da lui. I suoi reportage sui mesi della ricostruzione di Firenze furono pubblicati in tutto il mondo, permettendogli di proseguire il suo periodo sabbatico in Italia per un anno ancora.




Le sale della Gipsoteca fiorentina, durante l'alluvione, in attesa di restauro.
©Balthazar Korab



La Biblioteca Nazionale: i libri distesi nell'androne ad asciugare!
Balthazar Korab©



E' la Tethys Gallery di Firenze a proporre 16 immagini, oggi di proprietà, come tutto l’archivio Korab, della Biblioteca del Congresso, Divisione Stampe e Fotografie: alcune sono state scattate proprio il 4 novembre 1966, quando l’acqua ha rotto gli argini e invaso la Città, altre si riferiscono ai mesi successivi, mentre Firenze cercava di rialzare la testa e salvare il suo immenso patrimonio culturale. Ecco dunque le strade cittadine invase dall’acqua, con i fiorentini che s’ingegnano per guadarle come fossero fiumi, e poi, mentre la città rimane coperta di fango per giorni e giorni, ecco i libri della Biblioteca Nazionale stesi ad asciugare nel suo androne o le statue della Gipsoteca in attesa di restauro depositate nelle sale dell’Accademia di Belle Arti.
La mostra è un evento d’arte, ma soprattutto è una testimonianza interessante per la volontà di custodire la memoria di quei giorni tragici, ma pieni di slanci umanitari e di eroismi da parte di persone sconosciute che si dedicarono anima e corpo alla salvezza dei Beni culturali di Firenze. L'esposizione è visitabile fino  al 26 novembre p.v. alla Tethys Gallery, uno spazio dedicato interamente alla fotografia contemporanea, sia ai maestri che ai nuovi talenti, situata nel cuore di Firenze!





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