Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.50 - Ottobre - dicembre 2016
L'ARTE NEL MIRINO 


“Le fotografie volanti” di Raymond Varraud
di Artemisia


Fotografo per vocazione, RAYMOND VARRAUD  a 16 anni scatta al padre la prima foto di una lunga e brillante carriera che lo vedrà impegnato non soltanto nella fotografia, ma anche nella regia cinematografica. Da quando inizia a lavorare in prestigiosi studi fiorentini, egli mostra la propria versatilità. Per lui la fotografia può interpretare le realtà più diverse: con essa si può ritrarre un volto e indagare in uno sguardo, documentare un evento, esplorare il fascino di un luogo, esaltare un abito oppure denunciare un’emergenza, insomma la macchina fotografica è uno strumento duttile con cui l’occhio e la perizia del fotografo sono capaci di raccontare l’esistenza nelle sue mille sfaccettature.
Nel ’94 da Firenze Raymond si trasferisce a Roma per seguire in qualità di direttore il reparto della comunicazione audiovisiva di EprComunicazione, nota agenzia romana. Molti gli impegni professionali svolti a Firenze, a Roma e a Parigi, città in cui ha insegnato fotografia e linguaggio cinematografico; tuttavia negli ultimi anni ha ripreso il lavoro di free lance, dedicandosi anche al nuovo cinema digitale e continuando a produrre progetti fotografici, come quello che espone nella recente mostra romana presso MICRO arti visive, Spazio Porta Mazzini, di Paola Valori.
Nel corso degli ultimi decenni Raymond Varraud non ha mai smesso di sperimentare e l'esposizione “Le fotografie volanti” ne è una viva testimonianza. Il progetto, infatti, nasce dal desiderio dell’artista toscano di coniugare la stampa giclée, uno dei più raffinati metodi di stampa fotografica fine art, con l’artigianalità senza tempo della carta fatta a mano dai Maestri cartai di Fabriano. “Volevo qualcosa che valorizzasse le immagini rendendole al tempo stesso palpabili, ricche di materia, piacevoli non solo alla vista ma anche al tatto”, chiarisce il fotografo. E continua: “per apprezzare la materialità dell’oggetto, le immagini devono uscire dalle solite cornici e “volare”, distaccate dai muri.”  
In realtà le immagini di questa originale mostra, ognuna con un soggetto diverso, ma tutte ugualmente emozionanti,  fanno fare un lungo viaggio alla mente di chi guarda: colpiscono per l’atmosfera sospesa, per il fascino del simbolo, per la semplicità degli oggetti fotografati che assumono nell'immaginario un valore nuovo, evocando cose, luoghi, memorie archiviate nel vissuto personale.  A colori, in bianco e nero o color seppia, le sue foto assumono la valenza di un dipinto prezioso e con inedita freschezza espressiva suggeriscono partenze, solitudini, impalpabili malinconie e con la silente immobilità dello still life sanno parlare di quotidianità ma anche di infinito.
La mostra "Le fotografie volanti" resterÓ aperta fino al 24 novembre prossimo.


P.S. Il progetto di Raymond Varraud è dedicato ad Alessandro Sartori di Unaluna, suo indimenticabile amico.

info e contatti - www.microartivisive.it -
Paola Valori cell. 3470900625

 


In viaggio verso il Nord




Una dinastia di cappelli




Prima della fine



"Dietra al mar"


Bordo intonso



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