Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.26 - Novembre-dicembre 2010
IL MUSEO A CIELO APERTO 



Pienza e i borghi della Val d'Orcia: un itinerario ideale!
di Bruna Condoleo




Pieve romanica di Corsignano (luogo natio di Pio II), dedicata a S. Vito (XI -XII sec.)

 
Percorrendo, come gli antichi pellegrini, la via Francigena che un tempo collegava Roma al Nord d'Italia ed ai paesi europei, cammino spirituale che conduceva ai luoghi santi della tradizione cattolica, ci inoltriamo nella Val d'Orcia, tra un susseguirsi di rilievi collinari alla volta di Siena. Tra castelli e fortilizi medioevali, campi verdi coltivati, panorami ampi e solenni s'incontra PIENZA, in cui l'utopia rinascimentale della città “ideale” sembra aver trovato concreta attuazione. Arroccata su di un'altura rocciosa, munita di mura a strapiombo sulla Valle, Pienza è un gioiello di urbanistica quattrocentesca, una sorta di “miracolo” filosofico, frutto della caparbia volontà di un Papa umanista, PIO II, al secolo Enea Silvio Piccolomini.



Uomo di lettere e mecenate, questi si avvalse della creatività di uno scultore e architetto, Bernardo Gamberelli detto il ROSSELLINO, che in soli tre anni, dal 1459 al 1462, trasformò il piccolo borgo di Corsignano, città natale del Papa, in una cittadina unica di straordinaria bellezza. Pur rispettando il tracciato dell'impianto viario medioevale, il talentuoso allievo di Leon Battista Alberti concepì una città che fosse la traduzione architettonica del mito coltivato da letterari e neoplatonici fiorentini: un luogo perfetto, simbolo di un'esistenza in cui tutte le attività umane, le consuetudini di vita e i poteri costituiti, civile e religioso, trovassero una perfetta armonia e dove l'architettura divenisse lo specchio fedele di un'umanità pacifica, amante della vita e della Bellezza, come nelle antiche poleis greche.



Pienza: veduta sulla Val d'Orcia



La Cattedrale, il palazzo nobiliare, il Palazzo Pubblico e la dimora del Papa si affacciano tutti sullo spazio della piazza, che all'epoca del rimodellamento urbanistico della città risultava abbastanza angusta per accogliere l'insieme dei monumenti. Il Rossellino, tuttavia, superò ogni difficoltà progettando una piazza di forma inconsueta, in cui gli edifici si dispongono non allineandosi, bensì disponendosi in direttrici oblique rispetto alla chiesa e divergenti verso la Valle. L'effetto finale è duplice: di ampliamento prospettico delle dimensioni dello spazio urbano e d'innovativa proposta di piazza trapezoidale, che avrà molta fortuna nel 1500.



La piazza con la Cattedrale e il Palazzo Piccolomini, costruiti dal Rossellino nel XV secolo







Corso Rossellino, principale arteria urbana


La facciata in travertino della Cattedrale, ricostruita sul luogo dell'antica Pieve romanica di S.S. Maria, offre l'esempio di un prospetto dalle linee purissime, desunte dal linguaggio albertiano, con le classicheggianti arcate e il bel timpano, cui fa da sfondo lo svettante campanile. Semplicità strutturale, chiarezza di superfici, solennità di forme sono i caratteri di questa chiesa che anche all'interno, malgrado alcuni influssi dell'arte tedesca (secondo i gusti del Papa!), esprime i concetti classici di un ambiente a misura d'uomo, ampio e luminoso, concluso dalla poligonale abside, costruita al di fuori del costone che circonda il monte. Sul lato sinistro della chiesa sorge il Palazzo Piccolomini, sede della corte papale, nato sul luogo di antiche case medioevali demolite dal Rossellino per far posto all'imponente edificio.



Bagno Vignoni (borgo di s. Quirico d'Orcia): l'antica vasca termale con le case




Pienza: la piazza con il Palazzo Pubblico e a destra il Palazzo Vescovile




Il poderoso Palazzo Piccolomini si sviluppa attorno a un arioso cortile, sul modello delle dimore signorili fiorentine, ma trasforma originalmente il lato rivolto a sud in una fronte a tre loggiati sovrapposti, prospicienti un giardino pensile, da cui si gode un impareggiabile vista sulla Val d'Orcia e sul monte Amiata. Le forme esterne del Palazzo, pur ispirate all'albertiano Palazzo Rucellai di Firenze, assumono un più intenso valore cromatico grazie al contrasto tra il travertino delle bifore a crociera e dei “morelli” (sorta di sedili), e il bugnato di arenaria delle facciate che al tramonto riflette gli infuocati raggi del sole. Un elegante pozzo, detto “dei cani”, realizzato dallo stesso Rossellino, aggiunge raffinatezza al palazzo papale, mentre dall'altro lato della piazza è Palazzo Borgia, ora Vescovile, che il Cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI, fece ristrutturare in semplici forme rinascimentali.




Radicofani: la poderosa Rocca medioevale al tramonto
 

Monticchiello: la chiesa gotica



Di fronte alla Cattedrale fu per ultimo costruito il Palazzo Pubblico: un profondo porticato a colonne ioniche, un piano superiore decorato a graffito con 4 bifore e una torre merlata delimitano la piazza sul lato dove Corso Rossellino, l'arteria principale, attraversa longitudinalmente l'intera città, dalla Porta a Ciglio alla Porta a Prato.
Deciso a popolare Pienza con il suo seguito di cardinali e dignitari, Pio II fece costruire altre dimore principesche che aggiunsero sobria eleganza alle vie della città, ma il suo sogno di completa ricostruzione del borgo non fu ultimato a causa della precoce morte, avvenuta nel 1464, a soli 59 anni.

Meta di turismo fin dal XVIII secolo, visitata da principi e sovrani, soprattutto inglesi, Pienza affascina tutti i visitatori non solo per

la sua rinomata urbanistica, ma anche per le stradine dai nomi romantici (come "via del bacio" o "passeggiata degli innamorati"!), per le eleganti botteghe antiquarie, per le rivendite d'artigianato locale e di leccornie culinarie, come i pecorini, i salumi, l'ottimo vino Brunello di Montalcino, prodotti celebri nel mondo. Nella bella Piazza ogni 31 dicembre si rinnova la tradizione di bruciare una grande piramide di legna che arde tutta la notte in attesa del nuovo anno. Vicoli panoramici affacciati sulla Valle, ombreggiati da cipressi e querce, caratterizzano questo luogo esclusivo della Toscana, circondato da vestigia etrusche e romane, da antiche sorgenti di acque termali, come Bagno Vignoni, e da cittadelle turrite. Castiglione d'Orcia e S.Quirico d'Orcia, Radicofani, Monticchiello sono alcune tra le più conosciute; quest'ultima, in particolare, offre intatta la visione di una roccaforte medioevale.



Pienza: facciata interna del Palazzo Piccolomini

Baluardo del sistema di difesa della Repubblica senese, in età comunale Monticchiello fu una città gelosa della propria autonomia, stretta attorno alla chiesa dalla gotica facciata e tutelata da un'imponente cinta di mura. La cittadina ha conservato l'aspetto originario nelle basse case di arenaria rosa, nelle viuzze bianche e silenziose, inerpicate sulla collina, nelle insegne antiche di locande, nei ritmi lenti di un'esistenza operosa. Eletta a luogo d'interesse artistico da personalità del mondo della cultura, fra tutti Alberto Asor Rosa, ogni anno nei mesi estivi è sede di un evento di grande fascino: “il Teatro povero” di Monticchiello, esperienza culturale nata da oltre un trentennio, cui partecipa tutta la popolazione recitando nelle piazzette fiorite le inquietudini e le passioni della gente comune e trasformando il borgo in un teatro a cielo aperto.
Buon viaggio nella Val d'Orcia!





Tramonto sulle pendici del Monte Amiata



Servizio fotografico di Studio Frank

Bruna Condoleo, storica dell'arte e giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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