Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
IL MUSEO A CIELO APERTO 

La Penisola del Sinis: fascino di storia e natura!

di Angelica Porcu





Sardegna. Penisola del Sinis, capanne circolari nel sito archeologico di THARROS


CASTELLUM AQUAE



Fra i panorami della Sardegna che posseggono un'attrattiva singolare e unica si annovera la PENISOLA DEL SINIS, un lembo di terra della Sardegna centro–occidentale, che suggerisce ai visitatori un senso di continuità fra terra e mare, un territorio in cui ancora oggi, a distanza di secoli, è possibile respirare l'aria ricca di cultura e storia millenaria esistente grazie alla presenza dell'imponente sito archeologico dell'antica città di Tharros e della Chiesa bizantina dedicata a San Giovanni. Le antiche rovine di Tharros si affacciano sul mare, andando a costituire uno scenario straordinario anche dal punto di vista turistico. Anticamente fu un villaggio nuragico e pian piano subì una crescita dal punto di vista edilizio ed economico diventando colonia fenicia, porto cartaginese, città romana, capoluogo durante l'età bizantina e prima capitale del giudicato d'Arborea. Visitando il sito si possono rintracciare le varie fasi storiche della città, grazie alla presenza dei numerosi monumenti che testimoniano lo sviluppo urbanistico dell'antica area. Il principale complesso nuragico è collocato nell'area più elevata del colle della città, luogo occupato successivamente dal tofet fenicio. Quest'ultimo, com'è noto, scavato negli anni '70, consiste in un'area consacrata senza coperture, circondata da un recinto sacro entro il quale sono stati ritrovati urne, resti di animali e di uomini, per lo più bambini.




Una panoramica del centro abitato


Chiesa di San Giovanni di Sinis. L'interno con la cupoletta conica


Osservando i resti del centro abitato è possibile osservare come queste planimetrie avessero degli ambienti che si affacciavano su un cortile: si trattava di abitazioni realizzate su vari livelli, alle quali probabilmente era annessa una bottega accessibile sia dalla strada che dalla casa. Come in ogni città anche a Tharros non poteva mancare l'approvvigionamento idrico, ma è possibile notare delle differenze per quanto riguarda la fase punica e quella romana; infatti durante il periodo punico l'approvvigionamento idrico era garantito dalla presenza di pozzi e cisterne, mentre in età romana venne costruito un sistema di adduzione delle acque che garantiva il funzionamento degli edifici termali. L'acquedotto è visibile ancora oggi e probabilmente andava ad alimentare l'edificio noto come Castellum aquae, situato quasi al centro della città. A catturare l'interesse dei numerosi visitatori è senza dubbio il cosiddetto Tempio tetrastilo, forse dedicato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva), il cui impianto risale probabilmente al I secolo a.C. Esso presenta un basamento rettangolare costituito dal pronao tetrastilo e da una cella, oggi totalmente distrutta. Le due colonne attualmente visibili furono ricostruite per un fine turistico dopo la campagna di scavo ed è visibile al di sopra di una di esse un originale capitello corinzio – italico. A testimoniare l'arrivo del Cristianesimo nella città di Tharros è senza alcun dubbio il Battistero con il fonte battesimale di forma esagonale, un'architettura collocata in prossimità di una delle strutture termali, una posizione senz'altro strategica in quanto si ipotizza l'utilizzo dell'acqua corrente delle terme nel monumento cristiano.




La chiesetta bizantina di San Giovanni di Sinis. L' abside sormontata da una bifora


La rustica facciata di San Giovanni di Sinis


Ci si chiede se il Battistero sia l'unico esempio che testimonia la presenza del Cristianesimo in questa zona della Sardegna: assolutamente no! Spostandoci poco più a Nord dal sito archeologico è possibile, infatti, ammirare uno dei gioielli dell'architettura bizantina in Sardegna, la chiesa di San Giovanni di Sinis (Cabras). In origine l'edificio religioso presentava una planimetria a croce greca, ma tra il VI e l'XI secolo l'edificio ha subito l'aggiunta dell'aula longitudinale a tre navate. All'interno della chiesa la cupola centrale si raccorda con pennacchi alle ali laterali; risalente al VI secolo, la pianta ricalca un modello derivante dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, ricostruita da Giustiniano nel VI secolo, modello cui fanno capo anche la chiesa di San Saturnino di Cagliari e il Santuario di Sant'Antioco.
La Sardegna non finisce mai di stupirci con le sue antichissime e affascinanti testimonianze di storia, di artee di natura!




il Tempio tetrastilo affacciato sul mare


I resti archeologici delle Terme romane


Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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