Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.58 - Ottobre - dicembre 2018
IL MUSEO A CIELO APERTO

"MATERA, capitale della cultura europea 2019"
di Francesca Secchi



“È davvero una città bellissima, pittoresca e  impressionante.”
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli (1945)



Matera: Sasso Barisano


Si ha la sensazione di essere all’interno di un presepe quando, al calar della sera, innumerevoli luci si accendono e illuminano le abitazioni, addossate le une sulle altre in un fitto dedalo di viuzze e stradine scoscese, che si arrampicano sulla roccia del promontorio: siamo nella città di MATERA, dichiarata Capitale della Cultura Europea 2019!
“Chiunque visiti Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”: con questa frase tratta dal celebre romanzo Cristo si è fermato a Eboli (1945), Carlo Levi  descrive il capoluogo lucano e così continua: “questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi: Sasso Caveoso e Sasso Barisano (quartieri scavati nella roccia). Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante […]”.
La città di Matera sorge su un promontorio roccioso, la Civita, circondato da due valli, occupate dal Sasso Caveoso e dal Sasso Barisano, a ridosso di un vero e proprio canyon dove scorre il torrente Gravina. Si tratta di roccia sedimentaria, la calcarenite (denominata localmente tufo), molto friabile che ha permesso la formazione naturale di grotte e favorito l’insediamento umano fin dal Paleolitico. L’uomo ha quindi sfruttato la conformazione del territorio ampliando le cavità e creando nei secoli una fitta rete di cunicoli sovrapposti gli uni sugli altri sui fianchi del promontorio, fino a dieci piani: in molti casi si tratta di ambienti totalmente ipogei, cui si accede da botole; altre case hanno l’accesso dal piano stradale, altre ancora hanno un ingresso sopraelevato e solo il 10% è interamente costruito. “Queste facciate finte, per l’inclinazione della costiera, sorgono in basso a filo del monte, e in alto sporgono un poco: in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto” (C.Levi, Cristo si è fermato a Eboli).






Il canyon ed il torrente Gravina

 


Le grotte naturali


Il tessuto urbano di grotte, conosciute come “Sassi”, costituito da 3.012 abitazioni (dove vivevano circa 18.000 persone) e 80 chiese (senza contare le oltre 100 chiese rupestri disseminate nell’altopiano murgico materano!), ha funzionato perfettamente fino al 1700 grazie a un efficiente sistema di raccolta (cisterne) e  una distribuzione delle acque che sfruttava la pendenza del terreno. Il decadimento dell’economia contadina e la costruzione di palazzi settecenteschi, edificati interrando numerose cisterne, vicinati e giardini terrazzati, ha dato inizio al progressivo degradamento della vita nei rioni Sassi. Con l’intervento fascista del 1936, che vide la realizzazione di una strada di collegamento tra i due Sassi, costruita interrando i due torrenti fondamentali all’antico sistema di raccolta idrica, la vita degli abitanti dei rioni peggiorò inesorabilmente: fu  necessario a questo punto attingere ai sistemi moderni di approvvigionamento delle acque, in questa zona molto carenti e i materani furono, da quel momento, sprovvisti di acquedotto e di una rete fognaria! A seguito della seconda guerra mondiale, con lo spopolamento delle campagne verso la città, il numero degli abitanti dei Sassi aumentò in maniera spropositata: i vicinati vennnero divisi in più nuclei familiari e persino le grotte prima utilizzate come cantine o cisterne furono adattate a case. “Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha, in genere, una sola di quelle grotte per tutta abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini e bestie. Così vivono ventimila persone” ( Cristo si è fermato a Eboli).







Sasso Caveoso

 


Vicolo del Sasso Barisano


Constatate le pessime condizioni igieniche delle case-grotta e l’altissima mortalità infantile, Alcide De Gasperi redisse nel 1952 una legge sullo sfollamento dei Sassi e il trasferimento degli abitanti in nuovi quartieri popolari. I Sassi vengono al tempo definiti “vergogna nazionale” e gli abitanti sono costretti ad abbandonare le proprie case, che sono espropriate dallo Stato, diventando proprietà demaniale. Questa massiccia operazione di sfollamento, se necessaria nei casi di inabitabilità di circa la metà dei Sassi, non era in alcun modo giustificata per l’altra metà delle case-grotta e di alcuni palazzi monumentali in buono stato conservativo, che potevano facilmente essere riadattatati tramite interventi di recupero con l’introduzione di servizi efficienti. Concluso negli anni ’60 lo sgombramento dei rioni, l’antico tessuto urbano di Matera sarà abbandonato al degrado per molti anni.
Bisogna arrivare al 1986 per la prima legge di conservazione e recupero dei Sassi, che prevede la concessione per 99 anni di un nucleo abitativo in cambio della ristrutturazione con sovvenzionamenti da parte dello Stato dal 40% al 60%. Seguiranno opere di risanamento molto invasive, con consolidamenti delle strutture tramite colate di cemento che riempiranno cunicoli e cisterne, oltre ad appesantire notevolmente la leggera roccia calcarea; verranno aperte finestre alterando l’originaria conformazione dei Sassi e introducendo pesanti architravi in cemento armato; inoltre saranno provocati gravi danni agli ambienti ipogei, molti dei quali riempiti da detriti di cantiere. Dopo molti decenni e interventi sbagliati, nel 1993 viene finalmente riconosciuto il valore storico-artistico di Matera, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.





Casa-grotta arredata: la cucina



Casa-grotta arredata: cassone del grano



Casa-grotta : angolo adibito a stalla


È del 1996 il corso internazionale tenuto dall'ICCROM a Matera per sensibilizzare l'Ufficio Sassi e l'edilizia locale ai corretti metodi di recupero e per un monitoraggio degli stessi. Nel 2009 è stata, inoltre, creata nel Capoluogo lucano una nuova sede dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, la cui sede centrale è a Roma), per la formazione di nuove figure professionali. Conservazione e recupero del tessuto dei Sassi significa oggi restauro e manutenzione tramite lo studio di moderne tecnologie che portino a nuova vita, dopo una passata storia di abbandono, le preistoriche strutture materane riutilizzando le cisterne, recuperando i giardini pensili, ripopolando l'area. Oggi più del 40% dei Sassi sono stati recuperati e diverse migliaia di persone sono tornate a viverci. Da non dimenticare la massiccia presenza delle Chiese rupestri, circa 80 nel tessuto urbano e oltre 150 nella campagna materana, scavate nella roccia sfruttando le grotte naturali, risalenti soprattutto all'Alto Medioevo e spesso decorate con splendidi e coloratissimi affreschi.
Oggi, a pochi mesi dall'evento del 2019 che la celebra come Capitale Europea della Cultura, Matera è in grande fermento e sta ultimando i preparativi per un anno di rievocazioni del suo illustre passato: visite al Museo Archeologico, mostre di ogni genere, conferenze e spettacoli, ma la novità è anche un passaporto di Euro 19 che, come hanno spiegato gli organizzatori, permetterà al pubblico di accedere a tutte le iniziative, affinchè i visitatori provenienti dai diversi Paesi del mondo possano sentirsi autentici "cittadini", anche se temporanei, dell'affascinante e unica città lucana!



Matera di sera: veduta del Sasso Barisano dalla Civita.




Francesca Secchi, laurea specialistica (ISCR) in conservazione e restauro di dipinti; master in Conservazione e Restauro delle opere d'arte contemporanee OPD




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