Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.34 - Ottobre - dicembre 2012
DALLA CINA CON AMORE 

LA CINA E' VICINA

Pittura, calligrafia e poesia: le tre perfezioni dell'antica arte cinese
di Ilenia Filipponi





Quando parliamo di pittura cinese, balzano alla nostra mente affascinanti immagini di fiori, paesaggi eterei e segni misteriosi tracciati su carta o su seta.
In realtà la pittura cinese è molto di più, ma può essere compresa dall’occhio occidentale solo attraverso un’attenta analisi della cultura millenaria di questo immenso Paese, ricco di diversità collegate tra loro da un filo impercettibile costituito soprattutto dalla scrittura. Quest’ultima in Cina si esprime attraverso l’arte calligrafica ed è profondamente legata alla pittura e alla poesia.
Pittura, calligrafia e poesia nascono e si sviluppano in Cina come arti collegate e unite tra loro da un legame indissolubile: esse rappresentavano nell’antichità le cosiddette tre perfezioni, che combinate tra loro davano vita ad un’opera che sintetizzava e conteneva lo spirito di una cultura vasta, dalle millenarie radici. Le tre perfezioni costituivano un’importante parte del bagaglio culturale dei letterati confuciani, uomini di governo e di cultura, ma anche artisti. In relazione al ruolo guida che i confuciani rivestivano nella società, lo scopo della pittura era all’inizio essenzialmente didattico, ma andando avanti nel tempo, questo fine educativo viene abbandonato oppure si trasforma, cedendo il passo al gusto per la rappresentazione della natura, tema fondamentale delle opere.


"Paesaggio" Dong Yuan, X secolo
 



"Inizio di primavera," Guo Xi, 1072 d. C.




E’ questa una natura ricca di simboli, che rispecchia l’ideale di armonia universale. All’interno di questo immenso e potente mondo naturale, l’uomo non è nient’altro che un essere minuscolo che vaga nella vastità di paesaggi senza confini, dotati di una forza infinita contro cui egli non può pretendere di lottare. Nella pittura cinese si nota, infatti, la presenza di una concezione che vede una profonda interconnessione tra la natura e l’uomo, il quale vive come parte di essa e all’unisono con essa. Nelle opere egli non ha mai una posizione privilegiata ed è parte del macrocosmo naturale che trova un riflesso nel microcosmo umano.
Il pittore in Cina era un filosofo, un uomo colto, dotato di profonda saggezza, capace di esprimere attraverso l’arte la propria integrità morale e il proprio livello culturale, il proprio sapere, ma anche la propria essenza. Il suo strumento è il pennello, che viene usato sia nella pittura che nella scrittura ed è tramite quest’oggetto che egli esterna i propri pensieri e i moti dell’animo. La sua mano traccia linee d’inchiostro sulla seta o sulla carta, con movimenti fluidi e decisi il cui impulso viene direttamente dal cuore, passa per il braccio e porta alla luce l’ essenza più vera e profonda dell’artista.
La linea di contorno e il tratto rivestono una grande importanza nella pittura del Paese di Mezzo, un tratto calligrafico che è movimento, realizzato di solito con l’inchiostro e che rimanda sempre all’arte pittorica, ma anche alle poesie che spesso venivano inserite nei dipinti, che li arricchivano e li completavano come parte integrante di questi ultimi, facilitando gli osservatori nella comprensione del significato e trasmettendo ciò che con la sola pittura non si riusciva a mostrare. La relazione tra pittura, calligrafia e poesia riflette il fatto che i pittori cinesi non facevano alcuna distinzione tra realtà interiore ed esteriore. Nella pittura tradizionale cinese tutto è rielaborazione mentale della realtà da parte del pittore, perché è l’essenza ciò che conta, e questa è e va cercata dentro l’animo umano, nella sua interiorità. Il pittore dipinge ricordando ciò che ha visto e lasciando scaturire le immagini dalla propria mente e dal proprio cuore. Scene viste da vari punti prospettici e in momenti diversi nella stessa opera, paesaggi e ritratti come provenienti da un sogno, da una visione della realtà più elevata, che va oltre la materialità delle cose. Sono queste le realtà mentali e trascendenti raffigurate nelle antiche opere cinesi in cui confluiscono e si completano le “tre perfezioni” della pittura, della calligrafia e della poesia, incarnando un’unità e dando vita all’opera perfetta.
 
"Poeta sulla montagna", Shen Zhou, 1500 circa


Ilenia Filipponi, dottoressa in Lingue e CiviltÓ orientali e mediatrice interculturale
mail: ileniastella@hotmail.it



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