Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.21 - Settembre-ottobre 2009
IN MOSTRA 



Caravaggio- Bacon alla Galleria Borghese.
di Bruna Condoleo





Caravaggio, Madonna dei Palafrenieri, 1605. Galleria Borghese, Roma


Una mostra romana presso la Galleria Borghese, che espone contemporaneamente le opere di due grandi artisti, Caravaggio e Francis Bacon, due personalità lontane nel tempo di ben quattro secoli, eppure ugualmente affascinanti e rivoluzionarie, non può non destare enorme interesse. Se molti conoscono la forza drammatica e la furia del realismo caravaggesco, accentuato dalla funzione rivelatrice della luce, forse non troppi hanno potuto esperire l'impatto emotivo provocato dalle opere di Bacon. Un artista, quest'ultimo, da annoverare fra quanti hanno inteso l'arte come espressione lacerante delle forze oscure che si agitano dentro l'uomo, testimonianza dell'irrazionalità dei comportamenti umani, arte, dunque, come demistificazione del vero e rappresentazione del male che è in noi.



Caravaggio, Conversione di S.Paolo (1600-1). S.Maria del Popolo, Roma

Caravaggio e Bacon, artisti differenti stilisticamente e tecnicamente, vissuti in contesti storici molto diversi, hanno entrambi attuato una rivoluzione nell'arte, coscienti del senso tragico dell'esistenza e capaci di comunicare attraverso le loro opere una straordinaria energia. Il “vero” che Caravaggio prende a modello era stato fino all'inizio del '600 lontano dalle rappresentazioni artistiche: il suo è un mondo di diseredati, di emarginati dalla società, che pure l’artista sa fare ardere di passione e di umanità; le figure di Bacon sembrano orribili carogne, devastate dal vizio e piagate dal tormento, in disfacimento fisico, racchiuse in uno spazio neutrale ed estraneo, che non le ingloba né le contiene.
In entrambi questi artisti esiste una volontà di teatralizzazione della pittura: in Caravaggio la composizione prende vita nella fase più intensa e folgorante dell’evento (ad esempio, in "La conversione di Paolo"), grazie ad una luce trascendente che blocca l’immagine nel momento in cui essa risulta più significante e ricca di pathos. In Bacon la scelta dei trittici, soprattutto, suggerisce una “ragione profonda…in termini teatrali o tragici (Luigi Ficacci, dal catalogo della mostra): come la tragedia è in tre atti e si svolge in una scena che non cambia, dove cambiano solo alcuni elementi.., connessa con la sacralità della tragedia e per di più il trittico é la tipica forma della pittura sacra” .


Caravaggio, Davide con la testa di Golia, 1605-6. Galleria Borghese, Roma


 

Caravaggio, Martirio di S.Orsola, 1610. Palazzo Zevallos, Napoli
Non è più il mito o la tradizionale iconografia ad ispirare Caravaggio, ma la realtà della gente comune, dei derelitti che popolano la terra e i sentimenti che le figure esprimono sono dolorosi, forti, a volte laceranti, come, ad esempio quel capo mozzo di Golia, nel “David con la testa di Golia”, maschera tragica di orrore e di paura, ove si riflettono i lineamenti stravolti dell'artista, dilaniato dal pensiero della morte. Ma per ciò che attiene al rapporto con la società del proprio tempo, Caravaggio non è il pittore maledetto come una certa storiografia romantica ce lo ha voluto presentare: egli è stato sì un uomo tormentato, perché in cerca di salvezza e di una fede salda, ma non un disperato come Bacon, il quale con sensibilità tutta contemporanea vive nell'angoscia esistenziale, sommerso dalle pulsioni dell'inconscio, terrorizzato dal senso del mistero e con la violenza della sua pittura mette in risalto l'estrema vulnerabilità dell'uomo. Se Caravaggio popola i dipinti di visi anonimi, gente incontrata per strada, vecchi poveri e rugosi, donne afflitte, Bacon sceglie sempre persone che conosce, amici o personalità a tutti note, come politici o papi, che spesso diventano per lui vere ossessioni, come accade con il celebre quadro di Innocenzo X, ritratto da Velasquez, e da Bacon rimaneggiato su fotografie per ben 45 volte!
Nei dipinti di Bacon le immagini, deformate e cancellate, si giustappongono con altre desunte dalle proprie esperienze di vita, come quelle fotografiche e cinematografiche, per comporre scene deliranti in cui le forme corporee si torcono con crudeltà e si sfaldano con inumana ferocia e sarcasmo. Sia Caravagio che Bacon amano ritrarre e ritrarsi; per il primo l'autoritratto è spesso lo specchio delle intime angosce, dei sensi di colpa che lo inseguirono per gran parte della vita, fino alla precoce morte, facendogli scontare l'uccisione di un giovane, avvenuta incidentalmente durante una rissa.


Francis Bacon, Study for Portrait III, 1955 (William Blake). Collez. privata
F. Bacon, Portrait of Isabel Rawsthorne,
1966. Tate Gallery, Londra


Francis Bacon, Head VI, 1949.
Arts Council Collection, Londra


Con i ritratti e gli autoritratti Bacon vuole concretizzare l'esperienza di distruzione compiuta sulla figura umana dal tempo: corpi quasi liquefatti, visi corrosi e mutilati, bocche spalancate su abissi di dolore, come in “ Head VI ” del '49, dove sembra che un fuoco divori il volto del papa, o come in “ Study of George Dyer ”, il suo amante, datato ‘69, ove alle membra aggrovigliate si collega un cranio disfatto come da una lebbra interiore che rende la figura mostruosa quanto inquietante. Una vita lunga quella di Bacon, irlandese di nascita, contrassegnata da successi e insuccessi clamorosi, che si chiude a Madrid nel '92 (aveva 82 anni), nella città dove per la prima volta visiterà una mostra di Velasquez (le cui opere aveva visto fino ad allora soltanto in foto!); esistenza randagia e breve quella di Caravaggio, che muore a soli 39 anni sulla spiaggia di Porto Ercole (Gr) per febbri malariche, proprio quando il papa Paolo V aveva finalmente revocato quella terribile condanna a morte per cui aveva dovuto abbandonare Roma.
L’opera di Bacon, vista a confronto con la produzione caravaggesca, come dice Michael Peppiatt, biografo di Bacon e curatore della mostra alla Galleria Borghese, è “ lo scontro dell’ansia del XX° secolo allo stato puro con le certezze del passato”.

 

"Caravaggio-Bacon" Galleria Borghese, Roma, dal 1 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010.
Autori del catalogo: Maurizio Calvesi e Luigi Ficacci

 

 





Francis Bacon, Study of George Dyer, 1969, olio su tela. Coll. priv. Roma



F.Bacon, Study of a Nude with figure in a mirror,1969, olio su tela, coll. priv. Paris




F.Bacon, Triptych inspired by the Oresteia of Aeschylus_1, 1981. Pannello centrale, Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo

Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre ed autrice di cataloghi d'arte


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright