Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.31 - Gennaio - marzo 2012
IN MOSTRA 



A Londra la mostra-evento: " Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano"
di Bruna Condoleo



Leonardo da Vinci (1452-1519) and anonymous sixteenth-century painter Virgin and Child ('The Madonna of the Yarnwinder'), about 1499 onwards Oil on walnut 48.9 cm x 36.8 cm Private Collection, on loan to the National Galleries of Scotland, Edinburgh © The 10th Duke of Buccleuch and The Trustees of the Buccleuch Living Heritage Trust Photo Antonia Reeve




Se c’è un artista che, come nessun altro, ha creato attorno a sé e alla sua opera tanto ininterrotto entusiasmo, emulazione, idolatria e nel contempo fobia iconoclasta, quello è Leonardo. La curiosità insaziabile del suo intelletto, l’inventiva pittorica, lo spirito antidogmatico, lo sperimentalismo del suo metodo scientifico, antesignano della scienza moderna, hanno fatto di Lui un maestro della conoscenza, capace di proporre senza sosta problemi e soluzioni tecniche e formali.
Una mostra-evento dal titolo “Leonardo da Vinci:pittore alla corte di Milano”, che si sta svolgendo a Londra presso la National Gallery, nell’ala nuova Sainbury Wing, espone opere realizzate dal 1485 ai primi anni del 1500: celeberrimi oli, oltre 50 disegni, alcuni inediti, schizzi, insomma il più numeroso gruppo di opere che sia stato mai esposto.
La vitalità del pensiero del genio vinciano risiede sicuramente nel concetto stesso che il Maestro ha della realtà e del rapporto tra arte e realtà: quest’ultimo non più dato certo da riprodurre, come era concepito dai maggiori pittori del suo tempo, ma fenomeno in continuo divenire da investigare. L’attualità di Leonardo risiede nella considerazione del vero significato dell’esperienza umana, apprezzata nella sua totalità ed intesa come valore, nel rifiuto di ogni dato aprioristico e di ogni formalismo accademico.
Il suo atteggiamento di “omo sanza lettere”, come amava definirsi, sempre pronto a porre in discussione le regole codificate, è proteso verso il futuro e il suo desiderio di comporre in una sintesi il dilemma tra arte e scienza è di una modernità sconcertante. Nel Trattato sulla pittura l’Artista definisce la figura del pittore uomo “totale”, la pittura come scienza del vero e il disegno la prima e più corretta forma di conoscenza del reale. Il dipingere, dunque, è per lui attività sovrana che non imita la natura, ma la reinventa, scoprendo l’ordine di nessi che regola ogni cosa, ovvero la legge suprema del divenire.


Leonardo da Vinci. The Virgin and Child ('The Madonna Litta'), about 1491-5 Tempera on canvas, transferred from wood 42 x 33 cm © The State Hermitage Museum, St Petersburg. 2011. (GE-249) Photo by Vladimir Terebenin, Leonard Kheifets, Yuri Molodkovets



Leonardo da Vinc.i Head of a woman, about 1488-90 Metalpoint heightened with white on pale blue prepared paper 17.9 x 16.8 cm Musée du Louvre, Paris, Département des Arts Graphiques (2376) © RMN / Thierry Le Mage


Il paesaggio dipinto dall’Artista-scienziato, infatti, costituito da rocce immerse in una prospettiva aerea che ne dissolve i contorni e ne sfalda le forme, quel paesaggio così spopolato e inconsueto, reso palpitante dall’azione molecolare della luce, è tanto diverso da quello che i contemporanei dipingevano con logico descrittivismo, quanto più vicino ad una visione moderna della natura naturans. L’interesse di Leonardo per la geologia, l’idrografia e la cosmogenesi si riscontra nella natura quasi “preistorica” dei suoi dipinti, dove è evidente l’erosione dell’aria e delle acque nei profondi calanchi di rocce, nelle serpentine anse dei fiumi o nelle elevate cime montuose, come si vede, ad esempio, nel luminoso paesaggio che fa da sfondo alla Madonna dei Fusi o tra le finestre della Madonna Litta del museo dell'Hermitage.


Leonardo da Vinci. Portrait of a Young Man ('The Musician'), about 1486-7 Oil on walnut 44.7 x 32 cm Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Pinacoteca - Milan (99) © Veneranda Biblioteca Ambrosiana - Milano/De Agostini Picture Library


Leonardo da Vinci. The Virgin and Child with Saint Anne and Saint John the Baptist ('The Burlington House Cartoon'), about 1499-1500 Charcoal (and wash?) heightened with white chalk on paper, mounted on canvas 141.5 x 104.6 cm © The National Gallery, London Purchased with a special grant and contributions from The Art Fund, the Pilgrim Trust, and through a public appeal organised by The Art Fund, 1962 (NG6337)


 
Leonardo da Vinci. Portrait of Cecilia Gallerani ('The Lady with an Ermine'), about 1489-90 Oil on walnut 54.8 x 40.3 cm Property of the Czartoryski Foundation in Cracow on deposit at the National Museum in Cracow © Princes Czartoryski Foundation

Anche il concetto di bellezza non è più per Leonardo una forma immutabile, un valore oggettivo ed ideale, com’è concepito nella filosofia e nell'estetica del Rinascimento, ma ciò che riproduce in modo più vicino all’esperienza l’infinita varietà della natura, che egli studia e sa penetrare con impareggiabile acutezza, cogliendone gli aspetti più misteriosi ed anche contraddittori. La bellezza ed il grottesco sono due tematiche percorribili nella mostra londinese, esemplificate soprattutto attraverso una serie di schizzi e di disegni di fisiognomica, scienza molto amata da Leonardo, indagatore profondo del rapporto tra espressione ed interiorità. Gli studi di fisiognomica, utilizzati dall’Artista per molte opere, come per le figure degli apostoli dell’ Ultima cena milanese, gli permettono di creare volti da cui emerge la straordinaria attitudine all’indagine psicologica, capace anche di potenti e tragiche deformazioni, oltre all'invenzione di immagini di sublime bellezza, come il disegno di Testa di fanciulla del Louvre, il Ritratto di musico o la Dama con l’ermellino (alias Ritratto di Cecilia Gallerani),




Leonardo da Vinci. Portrait of a Woman ('La Belle Ferronnière'), about 1493-4 Oil on walnut 63 x 45 cm Musée du Louvre, Paris, Département des Peintures (778) © RMN / Franck Raux
 
opere da cui emerge una delicatezza di tratti davvero impareggiabile. Del resto tutte le opere di Leonardo possiedono una forza di irraggiamento e di stimolo che è giunta fino a noi, ma se tra i capolavori la Monna Lisa (non presente nella mostra londinese) ha rappresentato senza dubbio il mito più avvincente e stimolante per gli artisti di ogni tempo (pensiamo alle diverse repliche della Gioconda: quella nuda settecentesca di Jean Baptiste Michel, la Japan Joconde degli anni ’70, quella concettuale di Luca Patella degli anni ’80…), non di meno La Vergine delle rocce del Louvre o il S. Girolamo vaticano sono dipinti dal fascino incommensurabile.
Gli straordinari effetti della tecnica leonardesca, il celebre “sfumato”, opposto alla tecnica del chiaroscuro, effetti tanto efficaci nel rendere la dolcezza dell’incarnato dei visi e il divenire delle forme nello spazio e nella luce, come rivela il cartone londinese di La Vergine e il Bambino con S. Anna e Giovanni Battista, sono capaci di tradurre anche la tensione emotiva e drammatica, come accade nei disegni di volti di vecchi o nelle feroci espressioni di teste di cavalli, disegnate per la perduta Battaglia di Anghiari, nel Palazzo della Signoria a Firenze (opera nota grazie alla copia di P. P.Rubens). E' veramente sorprendente come in quella mischia furibonda di cavalli contorti e di cavalieri urlanti, simbolo della "pazzia bestialissima" della guerra, si possano rintracciare imprevedibili coincidenze con il cavallo e i volti dipinti cinque secoli più tardi da Pablo Picasso in Guernica!
La suggestiva mostra di Londra, curata dal professore e critico d'arte Luke Syson (1), Direttore della Sezione Pittura Italiana rinascimentale alla National Gallery, riunisce nella Capitale britannica anche alcune opere attribuite alla cerchia di Leonardo e ai suoi epigoni (2), come il rifacimento dell'Ultima Cena dipinta dal pittore cinquecentesco Giampietrino, che seppure ripropone con grande perizia la grandiosa scena evangelica, non restituisce il fascino ineguagliabile dello sfumato leonardesco, né dell'ineffabile cromia e della mutevolezza degli atteggiamenti psichici.
Rinnovatore di tecniche e di iconografie pittoriche, Leonardo ha ricercato ogni soluzione, sia scientifica che artistica, collegandosi ai più diversi campi dell’esperienza razionale, nella consapevolezza, però, che qualsiasi scoperta potesse approdare con un colpo d’ali nel mondo dell’inconoscibile, secondo un gusto del paradosso davvero unico per il suo tempo. Ed è per questo spirito di libertà intellettuale che il dialogo dell’arte di Leonardo con la contemporaneità ha permesso alle Avanguardie del ‘900 di rintracciare nella sua opera spunti di poetiche e inaspettate convergenze teoriche. Esaltato dai Cubisti, ammirato dai Surrealisti, manipolato con pungente ironia dalla Pop art, riletto dalla cinematografia e dai mass-media con un’analisi spesso demistificante, riproposto dall’Arte concettuale, il mito di Leonardo non ha subito cedimenti e riempie d’orgoglio nazionale tutti noi italiani, consapevoli di aver affidato al mondo un tesoro di inestimabile valore culturale, scientifico e figurativo che non teme davvero confronti.




Leonardo da Vinci. Saint Jerome, about 1488-90 Oil on walnut 103 x 75 cm Musei Vaticani, Vatican City (40337) © Photo Vatican Museums

 
Leonardo da Vinci. The Virgin of the Rocks, 1483 - about 1485 Oil on wood transferred to canvas 199 x 122 cm Musée du Louvre, Paris, Département des Peintures (777) © RMN / Franck Raux



(1) Si veda in "Archivio" l'articolo di Artinforma- mag/giugno 2006-, n°3, dove vengono riportate un'intervista esclusiva e alcune foto del professore Luke Syson, presente al Convegno di Restauro a Ferrara. L'intervista da noi raccolta riguardava l'indagine che lo storico dell'arte inglese ha portato avanti in conseguenza al restauro della Vergine delle rocce conservata a Londra, raccontata anche in un saggio magistrale.
(2) Da Agostino De Predis a Giovanni Antonio Boltraffio.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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