Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.46 - Ottobre - dicembre 2015
IN MOSTRA 


Balthus
di Bruna Condoleo




Le Chat de la Méditerranée [Le Chat de la Méditerranée] 1949 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 127x185 cm private collection / collection particulière / collezione privata painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/Bridgeman Images (collezione privata) (Scuderie del Quirinale)



Nato a Parigi nel 1908, Balthazar Klossowski, detto Balthus, è figlio di una dama russa e di uno storico dell’arte di origine polacca e di nazionalità tedesca, pittore e scenografo, costretto per motivi legati alla prima guerra mondiale a lasciare la Francia nel 1914. L’infanzia, periodo affascinante che resterà fermo nella memoria dell’artista, la trascorre in Svizzera, in un ambiente letterario cosmopolita, dove frequenta il poeta Rainer Maria Rilke, che diverrà suo mentore, lo scrittore André Gide e il pittore Pierre Bonnard; nel ‘33 ritorna a Parigi dove inizia la sua attività di pittore, notato subito dal commediografo Antonin Artaud, che diverrà amico e critico della sua arte. Dopo un viaggio in Italia, in Toscana, dove è affascinato dai pittori del primo Rinascimento, ricomincia i suoi spostamenti tra Berna e Parigi; conosce Alberto Giacometti, che diverrà il suo migliore amico, incontra Picasso ed inizia le sue mostre che spesso suscitano scandalo. Dopo essere stato nominato nel ’61 dal Ministro della Cultura André Malraux, direttore dell’Accadémie de France a Roma, in Villa Medici, viene inviato in missione in Giappone, dove incontra la futura seconda moglie, Setsuko Ideta. Nel ’83 gli viene tributata una grande retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi, e da allora continuano le esposizioni in tutta Europa. Muore nel 2001 in Svizzera e subito è celebrato con una grande mostra in Palazzo Grassi a Venezia.




La patience (solitaire) 1943 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 161,3 x 165,1 cm The Art Institute of Chicago Joseph Winterbotham Collection painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/Akg Images (Scuderie del Quirinale)
    



La Toilette de Cathy 1933 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 165 x 150 cm Achat 1977 Paris, Centre Pompidou Musée national d’Art modérne Centre de création industrielle painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/AKG Images (Scuderie del Quirinale)



Poco allineato alle estetiche delle Avanguardie del ‘900, Balthus sviluppa uno stile unico quanto misterioso, che si riallaccia originalmente alla pittura italiana, in particolare a Piero della Francesca e ai pittori Primitivi toscani, ma anche alla grande tradizione francese di artisti come Nicolas Poussin, Dominique Ingres, Gustave Courbet. Come Alberto Giacometti, Balthus diffida del Surrealismo, perché legato a un realismo scabro e pungente, non ama l’estetica fantastica e onirica dei surrealisti, anche se sceglie una figurazione anch’essa densa di enigmi, tesa ad esplorare le complesse pulsioni dell’animo umano.
La retrospettiva romana, che si svolge a Roma in due sedi, Le Scuderie del Quirinale e Villa Medici, invita a percorrere cronologicamente tutti i periodi e i temi figurativi indagati da Balthus: ritratti, paesaggi, animali e giovanette languide che costituiscono la componente maggiore e più inquietante del « mistero Balthus ». La mostra confronta inoltre i due mitici paesaggi urbani, La Rue del 1933, esposta per la prima volta in Svizzera e Le Passage du Commerce-Saint-André, realizzato vent’anni dopo: due archetipi dello spettacolo della città che, raccontando in un modo misterioso il teatro della vita, inscrivono Balthus nella « grande tradizione della pittura per la quale la tela è uno spazio geometrico da riempire » (Antonin Artaud). Balthus intende rivelare le crudeltà, le nostalgie, l’erotismo, le inquietudini celate della nostra anima, senza nessuna ipocrisia..



Le roi des chats 1935 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 71 x 48 cm private collection / collection particulière / collezione privata painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/Bridgeman Images/Collezione privata (Scuderie del Quirinale)
    



1952-1954 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 270,5 x 335 cm private collection / collection particulière / collezione privata painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/Bridgeman Images/Collezione privata (Scuderie del Quirinale)



A cominciare da “La rue”, opera del ’33, in cui sono palesi i rapporti dell’artista con l’arte di Piero della Francesca, per la figurazione di gusto plastico e una certa fissità teatrale dei personaggi, le opere di Balthus molto spesso evocano l’infanzia, con i suoi giochi e i suoi inconsci turbamenti, con l’innocenza e la sensualità nascente. Pertanto sono le adolescenti le protagoniste preferite delle sue tele: bloccate in momenti di solitudini, intente nella lettura o durante momenti di contemplazione estatica. Un elemento di cupo romanticismo trapela da alcuni quadri, come in “La toilette di Cathy”, in cui i ricordi di testi cari all’artista, come Cime tempestose della Bronte, si palesano in una concezione selvaggia dell’infanzia, collegata spesso alla natura aspra dei luoghi. La letteratura per l’infanzia ha sempre affascinato Balthus: lo testimoniano nelle sue tele il protagonismo di alcuni animali come i gatti, (titoli) la concezione di un mondo strano e assurdo, in bilico tra il mostruoso e l’ironico, dove anche il disegno dei corpi rivela nelle grandi teste il ricordo delle illustrazioni letterarie per fanciulli. In opere come “la camera” si fa più palese l’erotismo sotteso nelle immagini di fanciulle riprese in pose singolari, in strani abbandoni o intente al gioco con gatti, che alludono all’immagine stessa del pittore.




La Chambre turque 1963-1966 casein and tempera on canvas / caséine et tempera sur toile / caseina e tempera su tela 180 x 210 cm Paris, Centre Pompidou Musée national d’Art modérne painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/Leemage/Photo Josse (Villa Medici)
    



La Phalène 1959-1960 casein and tempera on canvas / caséine et tempera sur toile / caseina e tempera su tela 162 X 130 cm Donation André et Henriette Gomès, 1985 Paris, Centre Pompidou Musée national d’Art modérne Centre de création industrielle painting / oeuvre / opera © Balthus © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais/Jacques Faujour (Scuderie del Quirinale)



Del resto da Mitsou (1919) a Thérèse rêvant, da Le Salon II a Les Poissons rouges, il gatto è per Balthus l’animale feticcio: esso rappresenta il mistero, l’ironia e il distacco, e l’artista ama rappresentarsi nei panni di questo misterioso animale, come in “Roi des chats” (1935), ma ancora una quindicina di anni dopo, in Chat de la Méditerranée, è ancora lui stesso a creare un divertente autoritratto!
Nominato Direttore dell’Accademia di Francia a Roma nel ’61, Balthus si dedica instancabilmente per 16 anni alla restituzione della Villa operando come restauratore e decoratore e ripensa l’intero l’edificio e i giardini. L’artista si occupa dei muri, degli arredi, dei mobili, del salone della musica, dell’appartamento del Cardinale e della stanza delle Muse. Grazie alla sua sensibilità di scenografo e di pittore, Balthus s’ingegna a ricreare gli equilibri cromatici della splendida dimora cinquecentesca e anche questi aspetti contribuiscono a rendere la mostra romana, curata da Cécile Debray, conservatrice al Museo Nazionale d’Arte Moderna Centre Pompidou di Parigi e docente presso l’Ecole du Louvre, un’occasione unica per comprendere appieno e apprezzare la personalità e l’opera di un artista colto, aristocratico e molto originale.

 




La Rue [La strada] 1933 oil on canvas / huile sur toile / olio su tela 195x240 cm James Thrall Soby Bequest, inv. 1200.1979 New York, The Museum of Modern Art painting / oeuvre / opera © Balthus © MONDADORI PORTFOLIO/AKG Images (Scuderie del Quirinale)



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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