Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.48 - Aprile-giugno 2016
I GRANDI RESTAURI 

La Porta Nord del Battistero fiorentino: Ghiberti si replica per i posteri!
di Artemisia



Il Battistero di Firenze ha una replica della Porta Nord, creata da Lorenzo Ghiberti durante un lunghissimo arco di tempo, dal 1402 al 1424, nella bottega del padre orafo Bartoluccio, con l’aiuto di giovani scultori, fra i quali il grande Donatello; la porta originale, invece, dopo un appropriato restauro eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure e terminato nell’ottobre 2015, è visibile nel nuovo Museo dell’Opera del Duomo. Per replicare la Porta Nord ci sono voluti sei mesi di studi, 4 anni di lavoro, 15 persone impiegate a tempo pieno, 350 ore di cesello per ognuno dei 28 pannelli, 3,5 tonnellate di bronzo, 15 di materiale refrattario, 440 kg di cera per realizzare gli stampi, 1 tonnellata di silicone per fare i calchi dei pannelli e dei fregi della cornice.
La Porta Nord del Battistero di Firenze è, infatti, un’opera titanica: alta 5 metri per 3 di larghezza come l’originale di Lorenzo Ghiberti, ed è stata eseguita da maestranze in grado di realizzare, ancora oggi, opere con le stesse tecniche e maestria di 600 anni fa.



La Porta Nord del Battistero fiorentino, courtesy Claudio Giovannini.


La magnificenza della Porta Nord, replicata per il Battistero, (foto Claudio Giovannini)






Ma chi era Lorenzo Ghiberti? E come nasce questa grandiosa Porta? Nato a Firenze nel 1378, formatosi nella bottega del padre, come già accennato, il giovane Lorenzo scolpisce e cesella il bronzo, materiale talmente duro da essere utilizzato per fare cannoni, come fosse oro. La prima grande affermazione è la vittoria al concorso fiorentino per la seconda Porta del Battistero (la prima porta era stata realizzata da Andrea Pisano nel 1330/36), bandito dal 1401 dall’Arte dei Mercanti. Calimala. Ghiberti presenta una formella bronzea di classica bellezza ed equilibrio che, come proponeva il tema del concorso, racconta il sacrificio di Isacco: con essa vince rivali talentuosi, fra cui filippo Brunelleschi. Pertanto dopo due anni inizia la progettazione e la realizzazione dell’intera Porta, che sarà formata da 28 formelle istoriate, a cornice quadrilobata, di bronzo dorato, che narrano venti storie del Nuovo Testamento, dall’Annunciazione alla Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, e nella otto formelle della parte inferiore vengono rappresentati Padri della chiesa ed Evangelisti. Il telaio contiene, agli angoli delle formelle, 47 testine di Profeti e Sibille, sei per fila, tranne l’ultima in basso che ne presenta solo cinque. Tra queste, imprevedibilmente, l’autoritratto del Ghiberti con un turbante.


Un momento della messa in opera della Porta Nord (foto Claudio Giovannini)


Particolari della replica delle formelle da Lorenzo Ghiberti (foto Claudio Giovannini)




La chiarezza delle scene della vita di Gesù, ordinate e sintetiche e la raffinatezza dei particolari, panneggi o elementi paesaggistici, fanno di questa opera un esempio superbo di arte orafa, cui la doratura dei pannelli aggiunge eleganza, movimento e luminosità.
Dopo 23 anni la porta sarà ultimata, ma già dopo un anno viene commissionata a Lorenzo la terza Porta del Battistero, quella Est, che una volta terminata, sarà chiamata “del Paradiso e che sarà ultimata nel 1452. In questa ultima realizzazione il Ghiberti divide la superficie in dieci grandi riquadri che narrano scene dell’Antico Testamento per completare la storia cristiana rispetto alla precedente Porta. Maturo e attento alle trasformazioni della cultura fiorentina, l’artista esprime qui un’evoluzione artistica nella sapiente ricerca prospettica, nella luminosità delle scene, nell’aggetto delle figure dal fondo, nella bellezza idealizzata dei personaggi, nella modulazione dei passaggi chiaroscurali.
La presentazione al pubblico della replica della Porta Nord è avvenuta il 23 gennaio scorso, alla presenza del Cardinale Giuseppe Betori, del sindaco di Firenze, Dario Nardella, del presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Franco Lucchesi, del presidente della Guild of the Dome Association, Enrico Marinelli e dei membri fondatori dell’Associazione. Si tratta di un progetto interamente finanziato con fondi privati messi a disposizione dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dalla Guild of the Dome Association, di cui fanno parte imprenditori di tutto il mondo e di fedi diverse, con lo scopo comune di supportare i valori universali dell’arte.


Le operazioni di cesello delle formelle bronzee (foto C. Giovannini)


Courtesy Opera del Duomo, foto Claudio Giovannini----------------






La sostituzione della Porta Nord si è resa necessaria per motivi di conservazione, come in precedenza lo fu per la Porta del Paradiso. La replica è stata realizzata a Firenze dalla Galleria Frilli nella Fonderia Ciglia e Carrai. Fu, infatti, Aldo Marinelli della Galleria Frilli a realizzare la replica della Porta del Paradiso nel 1990 grazie ad alcuni dei calchi eseguiti al tempo del restauro del dopoguerra e alla generosità del mecenate giapponese Choichiro Motoyama, che finanziò l’operazione con 2 miliardi di lire. La replica fu trasportata a Parigi per esser dorata con il metodo galvanico, in sostituzione di quello a mercurio “fuori legge” in Italia per la sua tossicità.



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