Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.43 - Gennaio - marzo 2015
ARTE NEL MONDO 

A New York, per la prima volta, capolavori del Rinascimento fiorentino!
di Artemisia





Sculpture in the Age of Donatello: Renaissance Masterpieces from Florence Cathedral” (La Scultura all’epoca di Donatello: capolavori del Rinascimento provenienti dalla Cattedrale di Firenze): è il titolo della prima grande mostra statunitense di opere monumentali di Donatello, ma anche di Filippo Brunelleschi, Luca della Robbia, Nanni di Banco, Michelozzo, che saranno esposte in New York, al Museo di Arte Biblica, il MOBIA. Si tratta di 23 capolavori che furono realizzati per il Duomo di Firenze tra il 1400 e il 1450, secondo il progetto originale dell'architetto e scultore Arnolfo di Cambio, ma solo parzialmente completato. Fu durante questo periodo di 50 anni che la titanica cupola del Duomo, progettata da Filippo Brunelleschi, fu eretta trasformando la Cattedrale fiorentina nell’ icona architettonica che è oggi.
Organizzata in collaborazione con l'Opera di Santa Maria del Fiore e il suo Museo dell'Opera del Duomo, curata da Timothy Verdon, direttore del Museo, e da Daniel Zolli, studioso di Donatello, la mostra, inaugurata il 20 febbraio, si protrarrà fino al 14 giugno 2015, in occasione delle celebrazioni per il 10 ° anniversario del Museo newyorchese.
Franco Lucchesi, presidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore, ha auspicato quanto segue: “La maggior parte di queste opere d’arte non hanno mai lasciato l'Italia ed è improbabile che si potrà mai ripetere questo viaggio. Ci auguriamo, quindi, che questa mostra servirà come ambasciatrice per riscoprire l'esperienza del sentimento religioso attraverso l'arte e ad approfondire la comprensione di un momento della storia della nostra Città che ha influenzato profondamente la cultura occidentale.” Timothy Verdon, curatore principale della mostra "La Scultura all’epoca di Donatello", si è così pronunciato: “Portare questi capolavori negli Stati Uniti per il loro debutto internazionale innescherà una nuova ondata di ricerca e studio in questo campo, e rafforzerà la nostra comprensione del Duomo e il rapporto tra questi artisti rinomati.”



Museo dell'Opera del Duomo di Firenze. Donatello, profeta Abacuc, marmo, 1425. Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore. Foto Antonio Quattrone
Il MOBIA, fondato nel 2005, è un museo che non presenta una collezione permanente, ma organizza mostre innovative, conduce rigorosi studi di ricerca e presenta programmi pubblici che coinvolgono accademici di rilievo, educatori, scrittori e leader religiosi e intellettuali.
La mostra di sculture italiane esporrà, fra l'altro, due capolavori di Donatello, da poco restaurati: L’Evangelista Giovanni e Il profeta Abacuc (Lo Zuccone ); L’Evangelista Luca di Nanni di Banco; il modello in legno della Cupola del Duomo di Firenze di Filippo Brunelleschi; le Teste in bronzo della Cantoria di Donatello e di Michelozzo; la statua della Filosofia (Platone e Aristotele, o Logica e Dialettica o Filosofia) di Luca della Robbia.
Si tratta di sculture formidabili per potenza espressiva, novità contenutistiche e formali, nonché bellezza estetica. Ci soffermiamo sulle sculture di Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello (Firenze 1386/1466), artista rivoluzionario, espertissimo in tutte le tecniche scultoree, dal marmo al legno alla fusione in bronzo, autore di celeberrime opere, tra cui il David bronzeo e il monumento equestre del Gattamelata (Venezia), prima statua equestre dopo più di dieci secoli dal “Marco Aurelio” romano.
San Giovanni Evangelista è una monumentale figura di marmo scolpita per la facciata del Duomo tra il 1408 ed il 1415, talmente interessante dal punto di vista spirituale che un secolo dopo fu d’ ispirazione per il Mosè di Michelangelo: lo sguardo lontano, le mani grandi, la folta barba indicano la statura morale dell'Evangelista.



Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, Donatello, S.Giovanni Evangelista, marmo(1425 c.). Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto Antonio Quattrone

Il Santo è raffigurato seduto, in atteggiamento meditativo, nella fase del suo invecchiamento, dunque un’immagine inedita; la statua fu originariamente posta sul lato destro della porta principale del Duomo fiorentino per accogliere chi entrava. Questo è il primo lavoro su larga scala (210 cm x 88 cm) di Donatello e non ha mai lasciato prima d’ora Firenze!
Il profeta Abacuc, detto volgarmente lo Zuccone, una delle sculture più singolari di Donatello, fu creata nel corso di un periodo particolarmente produttivo della sua carriera, ovvero la terza decade del ‘400, in cui l’artista divenne lo scultore più rinomato di Firenze. L’opera, benchè si ispiri ad antichi prototipi romani, con il suo accentuato espressionismo plastico esprime la forza delle virtù intellettive e razionali; il realismo della statua è, infatti, ampiamente superato dalla volontà dell'artista di raccontare attraverso i lineamenti del corpo lo spirito profetico del personaggio. Rrealizzata per riempire una delle nicchie alte del Campanile del Duomo, l'opera fu sostituita in seguito da una copia; alta quasi due metri, essa rappresenta un uomo che ha sofferto, come mostrano le sue scarne membra e la testa calva. Il santo non è più figura bella perché buona, come usava nell'antichità, dal momento che non sono queste le classiche categorie che interessano l’artista, ma il dramma interiore dell'uomo e l’intensità espressiva della figura.
Nella mostra newyorchese sarà esposto anche il Modello in legno della Cupola del Duomo di Firenze, progettato da Filippo Brunelleschi per la presentazione alla Commissione dei Lavori della Cattedrale e per illustrare il rapporto strutturale tra la monumentale cupola e le strutture preesistenti della Cattedrale, create da Arnolfo di Cambio.
Il modello è alto ben quattro piedi e può essere aperto per illustrare l’immenso volume che creerebbe la cupola. Il progetto ingegnoso del Brunelleschi è l’apice dell’ innovazione architettonica rinascimentale e sarà il modello della Cupola michelangiolesca! Infine vogliamo menzionare la Filosofia (Platone e Aristotele, o Logica e Dialettica o Filosofia) di Luca della Robbia, uno dei quattro rilievi esagonali creati per decorare l'esterno del Campanile della Cattedrale fiorentina. Luca della Robbia, autore di bellisime cantorie marmoree, portali e famose Madonne col Bambino, realizzate in terracotta invetriata con lo sfondo blu, fu incaricato di completare una serie di rilievi che raccontavano le arti umane e i mestieri. Le opere esposte si concentrano su attività intellettuali e creative, piuttosto che su soggetti religiosi, riflettendo l’essenza laica dell'Umanesimo. I tre rilievi presenti in mostra rappresentano due filosofi impegnati in una discussione dinamica; una lezione di grammatica in una stanza di una scuola rinascimentale e Orfeo che suona il liuto.
Concludiamo quest’articolo con una riflessione che pone anche un quesito: è giusto traportare opere così uniche e straordinarie in luoghi tanto lontani, mettendo a rischio la sopravvivenza delle stesse? Siamo felici che tanta gente potrà ammirare le opere del nostro Rinascimento, ma il gioco vale la candela? Noi riteniamo di no, e voi? Scriveteci il vostro pensiero e lo pubblicheremo!



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