Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
ARCHITETTURA DEL 2000

Santiago Calatrava, a Valencia
di Ilaria D'Ambrosi


Bianco, flessibile, etereo si staglia sotto il sole spagnolo il complesso della Città delle Arti e delle Scienze di Santiago Calatrava. L'architetto valenciano fa vibrare l'antico letto del fiume Turia con le quattro forme pure dell' Emisfero, del Museo delle Scienze Principe Felipe, l'Oceanografico ed il Palazzo delle Arti, immersi in uno splendido scenario naturale.


Santiago Calatrava: Museo delle Scienze "Principe Felipe". Valencia (Spagna)


A Valencia Calatrava si innamora e fa innamorare della forma grazie alle sue sfreccianti strutture al limite della razionalità, la sua audacia tecnologica palpita nei vuoti sempre vertiginosamente presenti dei suoi capolavori ingegneristici e crea l'Emisfero: una semisfera vitrea che, galleggiando sugli specchi d'acqua circostanti, cela il nucleo del planetario stesso. L'architetto, durante la progettazione, si lascia trascinare dalle sensazioni che gli trasmettono le forme della natura e del corpo umano: un esempio sono le imponenti nervature a sostegno della struttura d'ingresso, nient'altro che il solido abbraccio di una fila di uomini stilizzati. Questa è la genesi dell'Emisfero: un occhio epurato dai suoi connotati umani per vivere nell'armonia dei principi meccanici, infatti la struttura è un'elegante palpebra di vetro che protegge l'organo interno, l'involucro del Teatro Omnimax.
Ad un passo il Museo delle Scienze Principe Felipe, imponente e massiccia struttura in cui vengono allestiti scenari permanenti ed itineranti a tema scientifico e tecnologico, con modernissime attrezzature per la divulgazione e per la didattica. Il Museo, costituito internamente da una serie di piattaforme pensili, si specchia nella trasparenza delle vasche sottostanti per mezzo di una spettacolare vetrata a tutta altezza che rivela lo stile unico dell' interazione tra gli elementi interni in cemento, tutti sostenuti da cinque piloni a forma di albero. Parallelo, di fronte al Museo, l'Umbracle: leggerissima intelaiatura metallica a copertura di un belvedere dove la natura viene curata e selezionata nelle proprie forme e colori a seconda delle stagioni, con il fine di valorizzare le opere scultoree di grandi maestri contemporanei esposte in mezzo a questa vegetazione. Poco più in là, oltre l'attuale cantiere del ponte che attraverserà il nucleo polifunzionale, è possibile visitare il magnifico parco acquatico, la casa della vita marina: percorrerne i viottoli di collegamento tra le varie sezioni è appagante, passeggiare tra il verde, sotto le pensiline di legno, tra gli animali è divertente ed entusiasmante per i più piccoli, rilassante per gli adulti.  


Museo delle Arti. Valencia
Una curiosità sull'Oceanografico? Un tunnel sottomarino per spiare la vita dei delfini e degli squali! Infatti gli undici edifici, che armonicamente si divincolano sopra o sotto il livello del terreno, vogliono mostrarci le più quotidiane sfaccettature della vita di questi animali; a livello terreste si può passeggiare su passerelle galleggianti che si snodano radicalmente dal laghetto centrale, mentre sottoterra la vita delle specie marine di tutto il mondo si presenta nei suoi colori e nella sua bellezza tra le rampe ed i tunnel del complesso. Tra gli edifici più importanti e poli del turismo mondiale sono il ristorante sottomarino ed il bellissimo delfinario.
L'ultimo edificio dell'impianto è il Palazzo delle Arti, al di là del ponte Monteolivete, su un livello più alto rispetto agli altri edifici, che è l'elemento simbolico dell'architettura di Calatrava per quelle linee morbide, sinuose, ondulate che sembrano sospese nel cielo di Valencia con una copertura lunga 230 metri, mentre all'interno le quattro sale sono racchiuse tra i due gusci simmetrici dell'involucro in calcestruzzo rivestito di bianchissimi frammenti di maiolica. Internamente i locali verranno organizzati per ospitare un fitto programma dedicato alla danza, alla musica, al teatro ed all'opera. Il Palazzo delle Arti è il progetto architettonico più ambizioso, sfiorando quasi l'impossibile esso comunica la potenza espressiva delle geometrie usate da Calatrava, il quale, grande ammiratore dell'operato di Le Corbusier, studia la logica compositiva del padre dell'architettura moderna, per elaborare quelle linee pure, impalpabili, leggere seppur di calcestruzzo armato.
La Città delle Arti e delle Scienze è un'opera grandiosa ed esaltante per l'attenta indagine delle tecnologie e dell'organizzazione degli spazi: moderna a tutti gli effetti, volge le spalle alle tecniche costruttive della tradizione per combinare al meglio il metallo, il cristalli, il cemento e l'acqua in quella che è la lunghissima striscia del complesso (otto chilometri di lunghezza per duecento metri di larghezza). Santiago Calatrava a Valencia non studia solamente le forme fluide e delicate dei prospetti e delle geometrie del centro polifunzionale, ma l'emozione: la possibilità che queste strutture possano comunicare delle sensazioni estreme, svincolandosi dalla freddezza dei materiali e delle tecnologie, per assumere di nuovo quel carattere umano da cui si allontana l'architetto alla genesi del progetto.


L'Emisfero. Valencia



Santiago Calatrava nasce nel 1951 in una cittadina nei pressi di Valencia (Spagna), dove si laurea in Architettura, mentre a Zurigo, con la sua tesi "Sulla piegabilità delle strutture”, si laurea in Ingegneria Civile. Nel corso degli anni si avvicina alle arti scultoree ed alla pittura, sostenendo che “l'architettura sia una combinazione armonica di tutte le arti in una sola”. Gli anni svizzeri lo fanno avvicinare a Le Corbusier, suo ispiratore nell'osservazione e composizione delle forme complesse.
L'armonia leonardesca delle sue avveniristiche e dinamiche architetture, ispirate alle forme organiche della natura, hanno innalzato la sua fama a scala mondiale, procurandogli importanti commissioni come, ad esempio, il Ponte Europa ad Orléans, il progetto del Fordham Spire a Chicago, la Stazione ferroviaria TGV di Liegi, la Stazione Est di Lisbona, lo Stadio Olimpico ad Atene ed il Italia il progetto per la Città dello Sport a Roma (Tor Vergata), il realizzando Quarto Ponte sul Canal Grande a Venezia, le già efficienti opere architettoniche della Stazione della linea TAV ed i viadotti autostradali dell'A1 di Reggio Emilia.


(Le foto a corredo dell'articolo sono di Ilaria D'ambrosi)



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