Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.21 - Settembre-ottobre 2009
ARCHITETTURA DEL 2000

La cupola del Reichstag, simbolo della nuova Berlino.
di Ilaria D'Ambrosi


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Norman Foster: la Cupola del Reichstag (1992) a Berlino

 

Il 1992 è un anno di rinnovamenti per la città di Berlino: Norman Foster è il vincitore del concorso per il progetto della nuova cupola del Palazzo del Parlamento. Nel titolo si parla di “simbolo” ed è solo così che può essere definita l’opera dell’architetto inglese: un simbolo che ricordi ai parlamentari il loro ruolo nella politica tedesca. Ma come è possibile tutto ciò? Come può una costruzione in acciaio e vetro fungere da monito ai politici berlinesi? Facciamo un passo alla volta. Possiamo immaginare la Cupola del Reichstag come una lanterna, del tutto simile a quelle che ammiriamo nelle chiese barocche, ma quella ha una particolarità… non relativa al materiale, ovviamente differente, ma al cuore che nasconde: essa cela al suo interno una doppia rampa elicoidale che porta gli spettatori fino ad una piattaforma soprastante, la sede plenaria. Qui scopriamo perché parlando della cupola del Reichstag si mette in gioco il “simbolo”.
La piattaforma, esattamente sopra le teste dei parlamentari, permette loro di vedere i cittadini, ma non viceversa, quindi di rammentare l'importanza del loro ruolo e della fiducia di cui sono stati investiti. In un luogo sacro alla legge, la sfera pubblica si impone sulla terrazza del Palazzo del Parlamento di Berlino.
Una veduta del "Light Sculptor" della cupola di Foster, nella parte superiore
  Dal punto di vista strutturale la rampa è l’anello di irrigidimento della cupola che, alta 23,5 metri e con un diametro di 40, è rivestita da due strati di vetro divisi da uno di vinile di stagno. Il tutto è sorretto da quella magnifica ossatura esterna quale è la struttura in acciaio, sulla quale bisogna proprio mettere un punto. Se il concetto fondamentale del progetto di Foster è la trasparenza (ricorrente in tutte le modifiche di cui è stato soggetto il disegno iniziale), sarebbe quasi impossibile credere, per chi non è un addetto ai lavori, che 700 delle 1200 tonnellate di peso complessivo della cupola è proprio dovuto alla struttura. Tuttavia ancora non siamo entrati nel vivo del concetto di trasparenza.
Se dicessi: “Light Sculptor” probabilmente non susciterei grande interesse, ma se dicessi che è grazie a questo dispositivo, nient’altro che un tronco di cono rovesciato (2,5 metri di base inferiore e 16 metri di base superiore), che possiamo parlare di leggerezza, luce, permeabilità, allora forse le carte in tavola cambierebbero. Prima di svelare i segreti di questo dispositivo, bisogna ricordare la linea progettuale del famoso architetto: Norman Foster è forse il primo architetto che ha fatto della logica high – tech (*) un modello fondamentale di progettazione architettonica.
Egli infatti pensa ai suoi prestigiosi edifici come un coacervo di elementi strutturali e meccanici ad altissima tecnologia, pensiamo al "Clyde Auditorium di Glasgow", alla Sede centrale della Compagnia J. Sainsbury plc di Londra e sempre qui il noto edificio al 30 St. Mary Axe.
Ora viene quasi spontaneo immaginare il Light Sculptor bucare il soffitto dell'aula dei parlamentari e, ricoperto di specchi e Sun-Following (il cui funzionamento è garantito da cellule foto-voltaiche), spingersi fino alla sommità della cupola per garantire luce, calore e areazione alla sala sottostante!
Alla guisa dell' architetto visionario Etienne- Louis Boullée, il quale nel 1784 disegna un edificio commemorativo per lo scienziato Newton a forma di sfera forata, affinché di giorno trapelasse la luce necessaria all'illuminazione del cenotafio, posto all'interno, e di notte questo producesse luce propria che si irradia all'esterno per mezzo dei medesimi fori, Foster progetta una cupola semisferica la cui tecnologia permette la riflessione della luce diurna nella sala plenaria, ma anche l'irraggiamento di luce artificiale proveniente dalla stesa sala nelle ore notturne.



Il Palazzo del Parlamento con la nuova cupola di Norman Foster



Qualcuno, a questo punto, potrebbe pensare che quello di cui si parla è sì un edificio avveniristico ed affascinante, ma che consumi livelli sbalorditivi di energia, affinchè tutta questa tecnologia funzioni a dovere. Ma non è così. Una nazione come la Germania, attenta all'economia del paese e ai risvolti ambientali che la politica infligge al territorio, non poteva che esigere un edificio ad impatto zero.
Ancora una volta il Light Sculptor è il nerbo di tutto il sistema di ventilazione e di recupero del calore. Esso, infatti, estrae l’aria calda con l’ausilio della ventilazione naturale per permettere l’immissione di quella fresca per mezzo di bocchettoni nel pavimento; ma non è tutto. Il calore in surplus viene recuperato e deviato in uno strato acquifero a 300 metri sotto il livello del terreno, per essere poi usato durante la stagione invernale per il riscaldamento delle sale.


Il tronco di cono interno alla cupola, nella parte inferiore


Vi sono ancora dubbi sul fatto che la cupola del Reichstag sia un esempio da prendere come modello di Architettura Sostenibile (**)?


note:
(*) High – tech: abbreviazione degli anni ’70 di high – technology (alta-tecnologia). Con questo termine si fa riferimento ad un insieme di apparecchiature che, al momento, sono le più avanzate. In campo edile ci si riferisce ad una “architettura high – tech” quando questa è stata realizzata con elementi tecnologicamente all’avanguardia.

(**) Architettura sostenibile: logica progettuale il cui obiettivo è quello realizzare un manufatto architettonico in equilibrio con l’ambiente circostante, tale per cui, limitando il consumo delle risorse, abbia le caratteristiche sufficienti al soddisfacimento dei bisogni della generazione attuale, senza violare i fabbisogni futuri.

Biografia: Nato nel 1935 a Manchester da una famiglia di operai, Norman Robert Foster, dopo aver lasciato la scuola ancora in tenera età, fu impegnato in una serie di lavori presso il Comune della sua città natale. Solo più tardi, durante il servizio di leva, comprende la sua vera vocazione: l’architettura; perciò tornato a Manchester si diploma alla Scuola di Architettura e Pianificazione Urbana, per partire poi alla volta dell’ Università di Yale, dove si laurea nel 1961. Tornato in Inghilterra fonda il Team 4 da cui pochi anni dopo si distacca. Gli anni successivi saranno decisivi per l’affermazione dell’architetto e del suo studio su scala mondiale. Tra i riconoscimenti attribuitigli: la Medaglia d'Oro Reale per l'Architettura dal Royal Institute of British Architects nel 1983, il Premio Stirling nel 1998 e nel 2004, il Premio Priztker nel 1999, nonché il titolo di Lord da Sua Maestà Britannica, la Regina Elisabetta.


suggestiva veduta del cono centrale

I deambulatori circolari della cupola


Ilaria D'Ambrosi, laureanda in Architettura all'Università Roma TRE, Roma



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