Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.25 - Luglio-ottobre 2010
ARCHITETTURA DEL 2000

Canberra: il Nuovo Parlamento
di Ilaria D'Ambrosi


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Canberra: Il Nuovo Parlamento australiano, progettato dall'architetto statunitense W. B. Griffin



Il sole invernale e il vento del sud non lasciano tregua alla città di Canberra: raffiche a volte gelide e violente schiaffeggiano la bandiera australiana spiegata all'apice del Nuovo Parlamento; abbiamo solo il tempo di voltarci, gettare un occhio verso la città e poi tutti dentro per la visita.
Nata tra il 1910 e il 1913, periodo in cui lo stato del New South Walles cedette 2526 chilometri quadrati al Commonwealth formando così l' Australian Capital Territory, la città di Canberra è una delle poche al mondo ad essere interamente pianificata. Infatti, quando l'architetto paesaggista di Chicago Water Burley Griffin, allievo di Frank Lloyd Wright, stilò il suo progetto per la capitale australiana, previde lo sviluppo di essa lungo due assi ortogonali e intorno a un lago artificiale. Purtroppo, come succede molto spesso nella storia dell'Architettura, le polemiche, la burocrazia e a volte la guerra, nel caso di Canberra la prima Guerra Mondiale, furono cause scatenanti delle dimissioni di Griffin e dei rallentamenti nella costruzione della città.



La maestosità dei pilastri bianchi dell'atrio




Il suggestivo colonnato grigio-verde del foyer del Parlamento australiano




Nel 1927 la sede del Governo australiano fu trasferita, in via provvisoria, a King George Terrace, eludendo ancora una volta i desideri di Griffin di porre l'edificio sulla collina limitrofa. Dovranno passare 60 anni prima che sia resa giustizia al progetto dell'architetto statunitense, quando nel 1980 Romaldo Giurgola vincerà il concorso indetto per la costruzione della nuova sede del Parlamento, inaugurata otto anni più tardi.
Sbancata di ben 21 metri, Capital Hill abbraccia (secondo i desideri di Griffin) l'elegante ed essenziale costruzione, lasciando che sui tetti dei tre edifici principali cresca verde e rigoglioso un parco visitabile e spesso affollato. Sarebbero sufficienti i 20 enormi pilastri bianchi, delimitazione dell'atrio dell'edificio, a stupirci per la loro semplice maestosità, ma lasciamo che il foyer ci rompa il fiato: una selva di colonne di marmo grigio-verde richiamano le foreste pluviali e gli eucalipti, gli alberi più diffusi sul territorio australiano. Sempre qui, aspettando l'inizio del nostro tour, perdiamo un po' di tempo cercando con lo sguardo le conchiglie fossili incastonate nei marmi del pavimento… decisamente un inusuale passatempo!
In questo edificio la scelta è stata molto coerente: impiegare solo materiali provenienti dai sette stati australiani, quasi a suggellare la profonda unione tra gli abitanti e la natura, sia essa in forma di flora o di fauna. Anche noi, che siamo turisti in una terra così lontana dalla nostra casa, comprendiamo l'armonia e il rispetto che caratterizza questo popolo e nelle parole della nostra guida leggiamo un profondo senso di fratellanza. Ora capiamo perché siano arrivati i materiali da ogni dove del continente australiano, cosicché ognuno si possa sentire parte attiva della vita politica dei propri rappresentanti.
L'interno del Nuovo Parlamento prende luce da enormi finestrature e lucernari che mostrano la bandiera sul suo supporto a 76 metri da terra e fanno scorgere i giardini interni e gli accessi agli edifici secondari che si distaccano ortogonalmente dal corpo centrale trapezoidale, all'altezza della Members Hall. Visitiamo il primo braccio, la Camera dei Deputati, interamente rivestita di tessuto verde, poi il Senato tutto decorato con i toni del color porpora. Se queste particolarità possono essere ritrovare anche nel Vecchio Parlamento, la vera caratteristica dell'edificio più moderno sono le forme pulite, i tagli ponderati e definiti, i parchi, le fontane, una bacheca che
conserva una delle quattro copie originali della Magna Charta, firmata da Giovanni d'Inghilterra nel 1215 e… i più di 1000 orologi dislocati ad ogni angolo dell'edificio!
Il nostro tour al Nuovo Parlamento di Canberra è finito: chiudiamo bene le giacche a vento e percorriamo in discesa le dedaliche scalinate che ci portano ancora una volta nell'atrio. Uscendo sul piazzale esterno il mosaico “Meeting place” (traduzione in inglese del nome aborigeno di Canberra) creato dall'artista aborigeno Michael Tjakamarra Nelson, ci ricorda che siamo esattamente a metà strada tra Sydney e Melbourne, ma il vento pungente di agosto non ci fa soffermare molto, battiamo un po' i denti e il desiderio di un buon tè caldo e magari di uno scones (panino dolce) inizia a farsi sentire. Se alle nostre spalle lo stemma dell'Australia si circonda di un canguro e di un emu, gli unici animali che non possono camminare indietro, dritto di fronte a noi il Vecchio Parlamento con l'Altare ai Caduti di Guerra si staglia sulle acque placide del lago Burley Griffin ...



Canberra: Salone del Nuovo Parlamento




Ilaria D'Ambrosi, laureanda in Architettura all'Università Roma TRE, Roma


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