Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.30 - Ottobre-dicembre 201
ARCHITETTURA DEL 2000
IL MUSEION DI BOLZANO
di Ilaria D'Ambrosi



Bolzano: Ponte sul fiume Talvera, raccordo fantasioso e mosso con il Museion . (Copyright)




Il sole di settembre si riflette sui monumentali rilievi delle Dolomiti: le rocce chiare sembrano scolpite per accarezzare le guglie tirolesi e i campanili di Bolzano, la città per gli altoatesini “Porta delle Dolomiti”. Qui, in Alto Adige, l'interdisciplinarità e lo scambio multiculturale fanno di Bolzano la favorita tra le città del Sud Tirolo per i commerci, la ricerca in ambito tecnologico e per le istituzioni culturali, sotto ogni aspetto. Proprio per lasciare un'impronta decisiva di questo interesse per l'arte, il cinema, la musica e ogni forma di espressione artistica, nel 2008 è stata inaugurata la nuova sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, il Museion, eccellente risultato della matita dello studio berlinese KSV - Krüger Schuberth Vandreike.

La facciata del Museion, opera dello studio berlinese KSV
Abbracciato dai crinali alpini, modellati quasi fossero delle vere e proprie opere architettoniche, le rocce diventano alluminio a sostegno delle facciate del Museion, un' icona di modernità, un contenitore tipico della creatività contemporanea, ma anche un laboratorio di ricerca cosmopolita aperto ad ogni forma di dibattito ed attività intellettuale, che non si limita alle ricche sale espositive, ma esce fuori dal museo con eventi interdisciplinari, spesso a livello internazionale.
Interessante e limpido esempio di architettura contemporanea, il Museion si distingue per l'essenzialità delle sue forme e per il forte impatto visivo. I sette piani, occupati da sale espositive, biblioteca, laboratori didattici, aree ristoro e commerciali, sono contenuti in una “scatola architettonica”, aerea e luminosa, le cui facciate, anteriore e posteriore, sono interamente vetrate: suggestivo e ben riuscito esperimento di integrazione tra il nuovo edificio, il centro storico cittadino, i prati del Talvera e le montagne circostanti.
Una curiosità che investe questi due elementi di tamponatura è l'inserimento di lamelle mobili (comunemente noti come brise-soleil) che di giorno fungono da schermatura per il sole, ma non appena si giunge al tramonto vengono usate come superfici su cui proiettare opere multimediali, appositamente commissionate ad artisti locali o internazionali.
La forma cubica e trasparente dell'impianto museale è deputata non solo ad esprimere simbolicamente la forza delle arti, ma anche il legame tra due parti della città, rafforzato dalla costruzione di due piccoli e sinuosi ponti ciclo-pedonali sul fiume Talvera e dalla realizzazione di altri due diverticoli: un atelier per le attività artistiche e un edificio residenziale per gli artisti. Numerosi sono gli esempi di campus delle arti nella Storia dell'Architettura, il più noto è sicuramente quello Bauhaus: sarà Bolzano una nuova Weimar? Ce lo auspichiamo.
Tornando al Museion, il museo bolzanino espone numerose opere, poco conosciute prima della costruzione della nuova sede, comprendenti prestigiosi pezzi di artisti italiani, tirolesi e austriaci di tutto il Novecento, proponendo così un'interessante riflessione sui rapporti tra l'arte italiana e quella delle popolazioni tedesche.



Un eccellente allestimento interno del Museion © Copyright




All'interno colpisce la disposizione delle opere su grate scorrevoli (nel complesso 86 grate!), come si trattasse di un work in progress: spiccano i lavori ottico-cinetici, l'arte povera, la poesia visiva e concreta, l'arte informal fino alle ricerche degli anni ‘70, alle opere fotografiche contemporanee, dando rilievo all'indagine sulle connessioni tra linguaggi letterari e grafici e tra questi ultimi e quelli musicali, avvalorata da sostanziose attività cine-teatrali a scopo didattico e pedagogico.
Interrelazione culturale, quella proposta dal Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, che non si scopre solo nelle attività svolte e nei rapporti con l'ambiente che lo circonda, ma può essere ritrovata anche in una certa logica compositiva interna che, rispondendo ad un linguaggio architettonico formale, pulito ed essenziale, è stata concepita come dinamica, interdisciplinare e recettiva.



L'entrata del Museion, con la vista sul Talvera© Copyright



Una sala del Museion, con le grate scorrevoli



Gunter Brus, Selbstbemalung II (Autopittura), 1964© Copyright



Le pareti vetrate, schermate da "brise soleil", che donano una calda luce interna © Copyright


Ilaria D'Ambrosi, laureata in Architettura all'Università Roma Tre


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