Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.53 - Luglio-settembre 2017
ARCHITETTURA DEL 2000

La Stazione di AFRAGOLA (NA): l'ultimo progetto nato dallo studio di ZAHA HADID!

di Ilaria D'Ambrosi






Napoli Afragola High Speed Train Station_Jacopo Spilimbergo
© Zaha Hadid Architects



Alle porte di Napoli, ad Afragola, un anno dopo l’inaugurazione della Stazione Marittima di Salerno, lo scorso 6 giugno è stato tagliato il nastro dell’ultimo progetto nato dal genio di Zaha Hadid e del suo studio. L’architetto anglo-irachena pur dopo la sua scomparsa continua a essere celebrata con l’apertura  al pubblico di suoi edifici, ultimi gioielli della creatività di una professionista che ha superato ogni stereotipo del successo nel mondo dell’architettura contemporanea.
La Campania, quindi, torna a imporsi sul panorama delle arti costruttive internazionali con l’inaugurazione della stazione ferroviaria dell’alta velocità di Napoli- Afragola.
Nel 2003 lo studio Zaha Hadid Architects vince il concorso internazionale bandito dal gruppo Ferrovie dello Stato con lo scopo di avviare una nuova stagione per la grande architettura ferroviaria italiana. Un obiettivo, un sogno che dopo la Stazione di Roma Tiburtina dello studio romano ABDR, quella di Reggio Emilia AV Mediopadana di Santiago Calatrava, la Stazione di Salerno e quest’ultima di Napoli di Zaha Hadid, sta lentamente diventando realtà.
Trascurando le vicende cantieristiche, i cambi di rotta e i rallentamenti della costruzione, nonché le critiche pungenti che come sempre hanno bussato alla porta dello studio londinese, il progetto per la Stazione FS di Afragola rappresenta un ponte sinuoso, un attraversamento pedonale, oltre che ferroviario, che nobilita e impreziosisce una delle periferie del capoluogo campano.



Napoli Afragola High Speed Train Station_Jacopo Spilimbergo
© Zaha Hadid Architects,





Napoli Afragola High Speed Train Station_Jacopo Spilimbergo
© Zaha Hadid Architects




Ad Afragola, infatti, Zaha Hadid non tradisce il suo stile, ovvero non abbandona il disegno ambizioso, le forme fluide, gli incastri e le sovrapposizioni formali; un “fiume che scorre” è stata definita dallo stesso progettista questa stazione, un fluire di individui, non di acqua bensì di individui, libero e dinamico, capace di intercettare le attività e i servizi offerti negli spazi della galleria sopraelevata, dando vita a una struttura destinata a essere uno snodo infrastrutturale e un centro multifunzionale destinato al cittadino.
Il ponte” – precisa una nota del progetto – “attraversa i binari, si piega alle due estremità per assumere la forma di una S rovesciata e si inserisce in diagonale nella serie di linee parallele presenti nel terreno”: niente di più simile al progetto del Centro Culturale di Baku, in Azerbaijan, o al MAXXI di Roma, per rimanere in Italia. Ancora una volta, quindi, lo slancio verso il dinamismo, l’enfatizzazione delle direttrici orizzontali, l’edificazione di un progetto artificiale che si innesta sul territorio mantenendo ben salda la propria identità di manufatto umano, di aggiunta, preziosa e sublime, eterea a volte, ma pur sempre un’aggiunta che contraddistingue la mole della Stazione di Afragola.
Se Calatrava “usa” a Reggio Emilia il dinamismo per muovere le coperture della Stazione sotto la vibrante spinta della velocità dei treni che passano, Zaha Hadid in Campania disegna un lampo, una saetta bianca guizzante, che quasi potrebbe scomparire nel momento esatto in cui il capostazione fischia la partenza della locomotiva!





Napoli Afragola High Speed Train Station_Model
© Zaha Hadid Architect



Nel suo sviluppo longitudinale, il progetto non poteva che spingersi orizzontalmente, con una superficie complessiva di 30mila metri quadrati, contraddistinta dall’andamento della copertura vetrata rivestita di pannelli solari “intelligenti”, in grado di produrre energia e contemporaneamente di modulare l’ingresso della luce nei sottostanti spazi interni. Questi ultimi sono concepiti evocando l’immagine di “fiume che ha scavato il suo letto attraverso la solida roccia.” - ha affermato Hadid - “Al centro scorre l’elemento dell’atrio con la sua fluida copertura vetrata. Entrambi i lati del canyon sono erosi dai flussi del traffico”.
All’interno della grande Stazione due piani fuori terra ruotano intorno al luminoso atrio, direttamente connesso al livello dei binari, riempendo gli spazi interni di questa stazione-ponte che mira con decisione ad essere un raccordo tra le due fasce del parco circostante, evitando che l’impianto costituisca una soluzione di continuità. Di fatto la Stazione di Afragola vuole riqualificare l’area in cui è sorta, ricongiungendo due brani dell’anello viario. I due ingressi ai lati dei binari incanalano l’utenza verso il nucleo centrale dell’edificio, raccogliendo i passeggeri in diverse aree ampie e confortevoli.
Ma l’idea di Zaha Hadid non finisce qui: il progetto infatti “strizza l’occhio” all’ambiente, dato che a livello tecnologico l’impiego dei più innovativi sistemi di recupero energetico (i pannelli solari poc’anzi citati) si accompagna alla realizzazione, ancora in divenire, di un parco naturalistico dedicato allo sport e alle attività all’aperto, in cui avrà un’immagine di rilievo un grande centro espositivo per la diffusione delle Arti.

 





Napoli Afragola High Speed Train Station_Jacopo Spilimbergo
-© Zaha Hadid Architects









Napoli Afragola High Speed Train Station_Jacopo Spilimbergo
© Zaha Hadid Architects



Di quest’ultima integrazione nel programma di riqualificazione si discute ancora in termini di costi e di fattibilità del progetto; di certo la realizzazione del piano nella sua interezza a scala urbanistica costituirebbe un’azione calmierante delle critiche che polemizzano contro la realizzazione dell’ennesima “cattedrale nel deserto” in Italia!
Se nel tempo, sulla scia della Stazione di  Reggio Emilia, dell’area di Expo Milano 2015 o persino dello Stadio barese firmato da Renzo Piano (tutti impianti  cui è stato attribuito questo appellativo), la Stazione di Afragola rimarrà una scheggia bianca tra il degrado urbano, allora si giustificherà la nomea di “cattedrale” nel nulla, andando a rimpolpare l’elenco delle strutture che al 2016 contano ben 868 opere iniziate e non finite (pensiamo all’intervento di Calatrava a Tor Vergata!). Oggi, a neanche due mesi dall’inaugurazione della Stazione di Afragola (o meglio delle due prime linee delle otto progettate per essere ultimate nel 2020) sarebbe più costruttivo guardare al futuro e alla necessità di riaccendere il fermento culturale italiano attraverso la realizzazione di grandi opere di ottima qualità.
Sperando che il progetto non si areni, ci piace mostrare al grande pubblico ciò che è stato realizzato e il progetto complessivo dell’opera che sembrano veramente ragguardevoli.





Uno dei bellissimi disegni di Zaha Hadid della Stazione di Afragola. Napoli Afragola High Speed Train Station_Model


Le immagini sono state gentilmente concesse per la pubblicazione dallo STUDIO ZAHA HADID ARCHITECTS, che ringraziamo sentitamente.



Ilaria D'Ambrosi, architetto e Urban Planner





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