Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
SI',VIAGGIARE ...


"Se vuoi essere universale, parla del tuo paese”
(Bertold Brecht)

VINCI: a casa del Genio
di Ilaria D'Ambrosi


Panorama: Vinci tra le colline

 
E' unanimamente riconosciuto che l'Italia possegga un patrimonio artistico e culturale senza pari, ma spesso si crede che l'arte sia conservata solo nelle città famose e nei musei: non è vero!
Molte cittadine di provincia, spesso sconosciute, sono dei veri e propri centri culturali che brulicano di energia creativa: un esempio lampante è Vinci.
Ubicata tra Montalbano e il medio Valdarno, a poche decine di chilometri da Firenze, Vinci è conosciuta soprattutto per aver partorito il genio di Leonardo.

 






Anchiano: casa "natale" di Leonardo
L'artista, nutrito dalle immagini mozzafiato che gli offriva la sua terra natia, portò sempre con sé e nei suoi dipinti il fascino del paese natale.
Oggi guardare Vinci con gli occhi di Leonardo è ancora possibile attraverso i colori e le forme dei quadri del Maestro; pensando alla sua arte, ai suoi colori sfumati, alla prospettiva aerea, non possiamo non pensare alle forme della natura seminascoste nella bruma vinciana, tanto amate e studiate da Leonardo e che ancora oggi si presentano cariche della stessa poeticità immortalata dal Maestro.
Leonardo ama la sua città e vi rimarrà legato per sempre, con quei nodi emblematici che svolgono l'enigma leonardiano e che ricordano l'intreccio dei Vinci (alberi caratteristici della zona), ma anche con la sua sensibilità naturalistica, nata dal contatto con il mondo rurale offertogli dalla sua città e dai parenti agricoltori e proprietari terrieri.
Alessandro Vezzosi, uno dei maggiori studiosi e biografi di Leonardo, direttore del Museo Ideale di Vinci, spiega in un' intervista esclusiva concessa al nostro periodico, come Leonardo abbia vissuto la sua infanzia: “[…]La famiglia Da Vinci aveva a Bacchereto, nel comune di Carmignano, la fornace della nonna paterna di Leonardo ed in questa fornace artistica, sicuramente, Leonardo ha iniziato ad orientarsi nell'arte e ad esercitarsi con la creta e con l'argilla e quindi ad intraprendere un'attività scultorea da ceramista.”
Il giovane Leonardo, quindi, non si dilettava solo nello studio delle acque del vicino torrente Vincio, né tanto meno nell'indagine delle erbe e dei piccoli animali: da subito apprese l'arte del disegno e della scultura.
Vinci-Leonardo, Leonardo-Vinci sono un binomio indissolubile, per questo per capire meglio Leonardo bisogna risalire alle origini della sua città…
 
Vinci: borgo medievale

“Successivamente agli insediamenti preistorici – precisa Vezzosi - furono quelli etruschi e poi quelli romani che diedero la prima configurazione al territorio; a questi si sono aggiunti gli insediamenti medievali con il sistema di fortificazioni che muniva il piccolo sistema montuoso-collinare, quello che Leonardo chiamava “un grande argine al lago di Firenze”, al lago di Fiesole […], configurazione alterata in epoca granducale, nell'800, con tutta una serie di sistemi di terrazzamenti […].L'aspetto della Vinci di Leonardo era quello medievale, quello degli statuti, del comune rurale di Vinci che dipendeva da Firenze, facendo parte del suo contado, e che nel ‘300 e nel ‘400 ha costituito già una forma civilissima di governo […]Qui si inserisce la realtà emergente della famiglia Da Vinci, della famiglia di Leonardo.”


Piazza della Libertà: cavallo di N.Akamu

 

Visitando la bella cittadina toscana, ancora oggi si notano le testimonianze dell'urbanistica medievale: il Castello dei Conti Guidi ne è un esempio, con la sua forma detta “a mandorla”, ampliata poi con il piccolo borgo limitrofo. Qui, sfatando il mito che aleggia attorno a Leonardo, è nato e vissuto il maestro: “La famiglia Da Vinci-precisa Vezzosi- abitava esattamente proprio a fronte della loggia del Comune e vicino al pozzo, dove c'era una casa, con un poco d'orto, nella quale abitavano il nonno di Leonardo e suo padre.”

 

Tetti di Vinci
Leonardo, quindi, non nacque in quella semplice casa ad Anchiano, incorniciata dallo splendido paesaggio coltivato ad uliveti e riconosciuta spesse volte come quella natia, ma fu accolto dalla sua famiglia e battezzato in S. Croce a Vinci. Oggi, nella chiesa del borgo, nel vano ottagonale (progettato da Ugo Giulio Arata) del Battistero, ricavato dai locali dell'oratorio dalla Compagnia del Corpus Domini, si conserva il fonte battesimale dove fu battezzato Leonardo ed una lapide fatta incidere dal nonno dell'artista, Ser Antonio da Vinci: “Nacque un mio nipote figliuolo di Ser Piero mio figliuolo, a dì 15 d'aprile, un sabato a ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo.”
Leonardo è un genio che ha alimentato l'estro e la creatività di tanti artisti contemporanei, come dimostrano le numerose interpretazionii delle sue opere sparse in tutto il mondo. Anche Vinci non fa eccezione: una grande scultura equestre, creata dalla scultrice giapponese Nina Hakamu ed ispirata ai tanti studi e progetti leonardiani, prende posto in Piazza della Libertà. Si tratta di un cavallo in bronzo, che ricorda la passione di Leonardo per la scultura, purtroppo mai realizzata. “Non è facile -puntualizza Vezzosi- interpretare un piccolo disegno di Leonardo di 3 cm. in una statua gigantesca di 8 metri, com'è quella di Milano ed in scala ridotta, quella che ha trovato posto nella piazza di Vinci. E' un'opera che non esprime ovviamente lo spirito di Leonardo, perché ha una sua compostezza formale di arte deco, cioè più da
'900 italiano e non da Rinascimento leonardiano e quindi, personalmente, la
ritengo un'opera che a fin di bene interpreta in maniera molto relativa il genio
scultoreo che sicuramente Leonardo ha avuto e che ha espresso in tante
opere a noi non pervenute. Il discorso del monumento della scultrice
giapponese è una cosa che va molto riferita a se stessa, non solo a Leonardo.”
È facile, dunque, trovare a Vinci lo spirito di Leonardo, perché è proprio in questo borgo che Leonardo ha lasciato la sua grande eredità di pensiero e di arte. Chiunque giunga a Vinci, sente questo pulsare di idee e di progetti, riferibili al grandissimo Maestro.
 

Vinci: chiesa di S.Croce
Con l'istituzione del Museo Ideale Vezzosi si è prefisso di “creare un museo in divenire”, un laboratorio ricco di iniziative sempre nuove, ispirate allo straordinario talento di Leonardo, cercando di realizzare quello che è “il sogno di Vinci – continua Vezzosi - ovvero che si riconosca tutto il territorio della cittadina natale di Leonardo come città ad honorem, come un unico Museo vivente, dove tutto quello che è il rapporto tra centro abitativo e campagna nutra l'idea di un grande Museo della memoria globale, oltre tutto vivente, in quanto nutrito di sempre nuove intuizioni scientifiche, artistiche e tecnologiche.”
Se il Museo Leonardiano, all'interno del Castello, raccoglie una vasta collezione di invenzioni ispirate ai disegni lasciatici dal Genio, svelandoci l'immagine dello scienziato, dell'ideatore di macchine e di ingranaggi, il profeta dell'automazione, anche questo aspetto tecnologico di Leonardo sembra riconducibile all'intimo legame con il suo paese. “Il futuro artista dei marchingegni- conclude Vezzosi- osserva la terra che calpesta e le particole della rugiada per comprendere appieno la natura dell'universo”.