Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Lug./ago. 2006, n. 4
SI',VIAGGIARE ...


"Se vuoi essere universale, parla del tuo paese”
(Bertold Brecht)

TROPEA: dall'alto di una rupe ....
di Ilaria D'Ambrosi





Siamo in provincia di Vibo Valentia, abbiamo lasciato alle spalle l'altopiano del Poro per giungere al mare e passare sotto l'ombra materna del Monastero della Madonna dell'Isola, simbolo indiscusso della cittadina di Tropea. Questa sorge arroccata su di una rupe circolare, a picco sul mare: le case umili ed i palazzi aristocratici, dall'austera bellezza, sembrano anch'essi parti di rocce di quegli scogli perpetuamente erosi dal nostro mare, così ricco di storia.

Tropea: baia di Riaci

  Visitare Tropea non è soltanto passeggiare per un bel paese italiano: qui la tradizione trapela pudicamente dal disegno urbanistico come dallo splendore della natura, culla della vita tropeana. Il sito fu abitato fin dall'età del bronzo; l'antico Portus Herculis, citato da Strabone e da Plinio, è legato alla storia come alla leggenda: forse fu lo stesso Ercole a battezzare questa preziosa città, ma sicuramente è in epoca romana che Tropheum (fondata dopo la vittoria di Sesto Pompeo su Cesare Ottaviano, o per alcuni dopo il rientro di Scipione l'Africano) inizia a fiorire ed a coltivare quegli aspetti culturali che ancora oggi si tramandano negli usi e nei costumi locali.







Tropea: le absidi della Cattedrale
In epoca romana, ma ancor più in quella normanna ed aragonese, fino alla Repubblica Partenopea, Tropea fu un importante arroccamento strategico, grazie alla sua posizione tra i Golfi di Gioia Tauro e di Santa Eufemia, da cui partiva la marineria contro i pirati che infestavano il Mediterraneo. Questo susseguirsi di popoli dominatori, senza dimenticare l'influsso di quello arabo, ha lasciato a Tropea, ma più in generale in tutta la Calabria, un intreccio di culture e di tradizioni che costituiscono parte della sua ricchezza.
Chi visita Tropea non può non rimanere affascinato dai portali in pietra e dai balconi settecenteschi degli antichi palazzi signorili, come dalle piazzette affacciate sul mare, davanti le quali si aprono spazi vastissimi con bianchi arenili, luccicanti sotto il sole per i diafani merletti della spuma, incorniciati dal mare turchino e dalle aspre scogliere di arenaria. La terrazza principale domina a 40 metri di altezza la costa sottostante, dove “Le Roccette”, una delle tante spiagge tropeane, sembra il posto ideale per chi abbia bisogno di relax. Sdraiati sulla sabbia finissima godiamo della tranquillità osservando, alle nostre spalle, la rupe ripida ravvivata dai fiori e dai fichi d'india: la nostra unica preoccupazione è capire, davanti a noi, dove finisce il mare ed inizia il cielo.
Il turismo, del resto, ha caratterizzato la città di Tropea fin da quando, nell'800, i viaggiatori del Grand Tour la visitavano, insieme alle zone limitrofe, per carpire le immagini degli angoli più belli. Ultimo tra questi fu Escher che, attraverso le sue prestigiose litografie, fece trasparire gli aspetti più spettacolari dei vertiginosi panorami della città.
 

Percorrendo queste  strette viuzze il turista respira la tradizione: qua e là si trovano i negozi con le dolci cipolle rosse e con la ‘nduia (salsiccia morbida di maiale e peperoncino piccante), mentre gli artigiani espongono oggetti di paglia, vasi e piccoli utensili prodotti alla maniera antica, insieme ai gioielli forgiati in stile greco-bizantino, e tanti centrini realizzati all'uncinetto, una vera rarità in un mondo ove il fatto a mano sembra scomparso. La tradizione non sposa a tutti i costi la modernità, ma si apre anche verso forme avveniristiche di turismo, grazie ai nuovi collegamenti marittimi con le isole Eolie: il Porto è il vero elemento di conciliazione tra lo sviluppo civico, culturale e marinaro ed il passato, senza compromettere il patrimonio architettonico e naturalistico della cittadina.





 

Ma Tropea non è soltanto una meta per gli amanti del mare, che possono bearsi in acque profonde, dinanzi a panorami ove l'occhio può spaziare, tra calette, baie ed ampie insenature, fino ai lontani golfi. Essa è pure un luogo ricco di monumenti correlati alla storia della città, come le chiese trecentesche e tardo-barocche, ma soprattutto la Cattedrale, posizionata sulla piazza più animata della cittadina, scenografia antica ad estati vivaci e spensierate. Di fondazione normanna, la chiesa risale al XII secolo, anche se fu oggetto di numerose modifiche e mutilazioni nel corso del tempo, sia nella zona absidale, dove fu allungata ed arricchita da elementi barocchi, sia sulla facciata, cinta sul lato sinistro da un portico bicromo in pietra tufacea e lavica.

 
All'interno del tempio due importanti opere d'arte: il quattrocentesco Crocefisso nero e “la Madonna di Romania”, venerata icona, datata 1330, raffigurante la patrona di Tropea, la cui leggenda vuole sia stata portata qui nel 787 dai monaci basiliani in fuga dalle eresie iconoclaste, mentre altre fonti ne fanno risalire il culto al terremoto del 1638. La zona esterna delle absidi, spoglia e monumentale, diviene particolarmente affascinante nelle notti serene, profumate di origano e rosmarino, quando la luna le fa da singolare lampione: dinanzi ad essa uno dei tanti affacci sulla ariosa zona del porto, da dove si intravede un litorale frastagliato ed un entroterra rigoglioso di verde.
                             
Ugualmente suggestivo è il Monastero di Santa Maria dell'Isola, posto sull'alto scoglio di S. Leonardo, difronte alla città, che divenne in età medioevale monastero benedettino, ed in epoca rinascimentale acquistò le proporzioni di una basilica a croce latina. La leggenda vuole che questo santuario sia stato costruito per custodire una statua lignea della Vergine, fortunosamente approdata sulla spiaggia; oggi conserva una tela raffigurante La Sacra Famiglia, portata in processione sul mare a Ferragosto, quando si svolge la festa della Madonna dell'Isola. Questa festa, insieme a quella d ‘i tri d'a cruci, a maggio, è uno degli eventi più importanti dell'estate, ed è testimonianza della devozione popolare che fa rivivere in modo scenografico la storia e le tradizioni della città.
Il mare turchino che fa la fortuna di Tropea da secoli, con il suo pesce abbondante, è il punto focale della vita tropeana, come dei panorami che ne hanno decretato la fama indiscussa: qualcuno dice che i pescatori ancor oggi capiscono il tempo che farà, guardando il profilo di Stromboli dalle spiagge di Tropea. Noi, ignoranti del mestiere, ricordiamo soltanto lo spettacolo che ci si offre quando di sera il sole rosso tramonta proprio dietro Stromboli ed il vulcano ci appare nero, minaccioso, fumante, ma ..…bello da mozzare il fiato!
 

Tropea e il Santuario di Santa Maria dell'Isola


 (Il servizio fotografico è di Lilynet foto)