Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno I-luglio/agosto 2006, n.4
GALLERIE IN RETE 
PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Chao Ge: un incontro di sguardi
di Francesca Secchi



Chinese version

“Forse qualcuno lo definirebbe un artista tradizionale. Però la sua arte non è vecchia, né può essere definita una copia critica dell'arte del passato. L'arte di Chao Ge è una risposta al presente ed all'arte creativa radicata nel suo animo.”( Yin Shuangxi, storico dell'arte cinese)
Quarantotto anni fa, in un paesino della Regione Autonoma della Mongolia Interna, nasce Chao Ge, che ancora giovanissimo si trasferisce a Pechino per intraprendere gli studi artistici. Fin dall'inizio della sua formazione è attratto dalla cultura occidentale, tanto da preferire all'indirizzo di arte e cultura orientale quello di arte e cultura dell'Occidente, presso l'Accademia di Belle Arti della capitale cinese. Lo slogan dell'artista e di un gruppo di suoi colleghi di studio è stato, infatti, “Imparare dai Maestri”, riferendosi ai Grandi del primo Rinascimento italiano ed europeo.
Chao Ge si apre al mondo occidentale anche compiendo numerosi viaggi in Europa ed adottando le tecniche tradizionali dell'olio, della tempera e del carboncino. Nelle sue opere si ritrovano tutti gli elementi formali che caratterizzano la nostra cultura figurativa e che non sono invece presenti nell'arte orientale: plasticismo, prospettiva, chiaroscuro, un genere di arte che, se nella Cina odierna è ancora accolto con diffidenza, potrebbe a noi apparire una semplice rielaborazione o riproposizione dell'arte del passato. Tuttavia non è così.
Chao Ge possiede una grande capacità tecnica, ma prima di tutto è l'emblema della tendenza di un'incipiente fusione tra la cultura orientale e quella occidentale.
Lo storico dell'arte Antonio Paolucci, Soprintendente al Polo Museale fiorentino e dal 2004 Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, in una recente intervista al periodico Archeologia viva, ha affermato che il “prossimo” Michelangelo vedrà la luce in una parte del mondo dove si incrociano culture diverse, intuizione questa che rispecchia ciò che sta accadendo in gran parte della società contemporanea e che riflette una tendenza del futuro. L'apertura dell'Oriente, ed in particolare della Cina, al mondo occidentale, non soltanto dal punto di vista delle risorse economiche, ma per quanto riguarda l'aspetto socio-culturale, e lo scambio tra queste due realtà, un tempo tanto lontane e diverse, porterà ad un intreccio fecondo di idee e quindi di forme artistiche. Senza rendercene conto, stiamo avanzando rapidamente verso una società multiculturale e la Cina è il Paese che oggi maggiormente testimonia questa trasformazione.
Le figure ritratte dall'artista mongolo ricordano gli ovali perfetti e la geometrica visione di Pier della Francesca, ma sono personaggi dalla solo apparente ieraticità: i loro occhi celano un'anima turbata, incrinata dalle pressioni e dallo stress della vita di oggi, da un male di vivere che sta rapidamente accomunando l'intero pianeta. Chao Ge ferma sulla tela gente comune, volti dai profondi occhi espressivi che “bucano” il quadro, entrando in immediata comunicazione con lo spettatore. Opere come “ Figura in arancio” o“ L'uomo sensibile ” rappresentano individui che, nella loro calma fittizia, nascondono interiormente “il disequilibrio fisiologico dell'uomo comune e lo shock culturale vissuti dalla società cinese di quel periodo” (Yin Shuangxi), ovvero della Cina dello scorso decennio, che si trovava nel pieno di una trasformazione economica e sociale ed andava distanziandosi dalle più antiche consuetudini di vita. Tuttavia il disorientamento spirituale che traspare dagli occhi delle figure dipinte, specchio dell'anima, esprime il diffuso tormento psicologico dell'uomo contemporaneo: il messaggio è rivolto indistintamente ad ogni fruitore dell'opera, sia che appartenga alla società asiatica, sia che provenga dall'Occidente.
Anche i suoi paesaggi, che rimandano alle steppe ed alla natura sterminata dei luoghi natii, sono soltanto illusoriamente pervasi da calma e tranquillità: come la mutevolezza dell'interiorità dei suoi ritratti, anche l'ambiente dipinto è in continua evoluzione e le nuvole incombenti, dai colori accesi, esprimono i diversi moti dell'animo del pittore.
I dipinti di Chao Ge ci raccontano, perciò, una personalità emotiva e sensibile; egli è un artista che non rinnega alcun passato, ma la sua arte è quella di un uomo del nostro tempo, che si sente proiettato verso un nuovo futuro.


Le opere di Chao Ge sono state esposte a Roma, al Complesso del Vittoriano, in una mostra intitolata "La rinascita dei classici. Chao Ge", per l'intero mese di giugno scorso.





Il lago di Enjinuoer, 1990

 


Chao Ge: Autoritratto, 1990







La pietra preziosa, 1990








L'uomo sensibile, 1990







Figura in arancio, 2003