Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.73 - Ottobre - dicembre 2022
GALLERIE IN RETE 

Roma. "DOMIZIANO imperatore. Odio e amore"
di Artemisia




Rilievo degli Hateri, Città del Vaticano Musei Vaticani inv. 9997, marmo. FOTO © GOVERNATORATO SCV – DIREZIONE DEI MUSEI. TUTTI I DIRITTI RISERVATI


In esposizione ai Musei Capitolini , villa Caffarelli, quasi 100 opere provenienti da alcuni dei più importanti musei internazionali ed italiani raccontano la figura controversa di "Domiziano imperatore. Odio e amore", l'ultimo imperatore romano della gens Flavia, amato e odiato in vita così come in morte. L'esposizione è coprodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Rijksmuseum van Oudheden della città olandese di Leiden; essa è dunque il risultato di un accordo culturale di dimensione internazionale. Wim Weijland, Nathalie de Haan, Eric M. Moormann, Aurora Raimondi Cominesi e Claire Stocks hanno ideato e curato l'esposizione God on Earth. Emperor Domitian, ospitata a Leiden fino al 22 maggio 2022, cui la Sovrintendenza Capitolina ha partecipato con importanti prestiti. In continuità con essa e riprendendo parte del progetto scientifico e dei prestiti, la Sovrintendenza ha elaborato nella mostra romana una diversa articolazione del racconto. La personalità di Domiziano, in effetti, fu una complessa figura di principe e tiranno non compresa dai contemporanei e successivamente dai posteri, che hanno basato il loro giudizio sulle fonti storiche e letterarie a lui sostanzialmente avverse. Più recentemente l'analisi delle fonti materiali, in particolare epigrafiche, ha invece restituito l'immagine di un imperatore attento alla buona amministrazione e al rapporto con l'esercito e con il popolo, devoto agli dei e riformatore.




Ritratto di Domiziano, Roma, Musei Capitolini inv. S 1156, marmo. © Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
(foto Zeno Colantoni)



Cammeo con l'imperatrice Domizia Longina su pavone, calcedonia. British Museum inv. 1899.0722.4. Londra, The British Museum Image




Un imperatore che non pretese e non incoraggiò la formula autocratica “dominus et deus”, ritenuta da molti la motivazione profonda del clima di sospetti, terrore e condanne a morte sfociato nella congiura nella quale egli perse la vita. La violenta damnatio memoriae che, secondo la drammatica testimonianza di Svetonio e Cassio Dione, avrebbe comportato subito dopo la sua morte l’abbattimento delle statue che lo ritraevano e l’erosione del suo nome dalle iscrizioni pubbliche, fu in realtà limitata ad alcuni contesti e non trova conferma nel numero di ritratti giunti fino a noi a Roma e in tutto l’Impero.
Il racconto della vita di Domiziano è affidato alle 58 opere provenienti dalla mostra di Leiden e alle 36 aggiunte per l’edizione romana: ritratti in marmo e in bronzo di personaggi imperiali e di divinità, elementi di decorazione architettonica in marmi bianchi e colorati e oggetti di piccole dimensioni in oro e bronzo.
L’esposizione è arricchita inoltre da opere della Sovrintendenza Capitolina normalmente non esposte al pubblico. Tra le sculture in marmo dei depositi capitolini spiccano due opere poco note provenienti dallo stadio di Domiziano: il torso della statua di Ermete che si slaccia un sandalo, visto solo nella mostra Lisippo a Palazzo delle Esposizioni nel 1995, e la testa di giovane satiro ridente coronato di pino. Tra quelle della collezione permanente dei Musei Capitolini ricordiamo il ritratto femminile della “Dama Flavia” (cd. “busto Fonseca”).



Frammento di rilievo con testa di un flamen e il Tempio di Quirino sul Quirinale, Roma, Museo Nazionale Romano inv. 310251, marmo. Ssu Concessione del Ministero della Cultura - Museo Nazionale Romano (foto L. De Masi)



Testa di Domiziano, Ostia, Parco Archeologico di Ostia inv. 19, marmo. Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica



Prima opera e icona dell'esposizione, a Leiden come a Roma, è il celebre Ritratto di Domiziano conservato nei Musei Capitolini. Da esso parte il percorso espositivo, articolato in 15 sale e sviluppato lungo cinque grandi tematiche: Domiziano, imperatore e caro agli dei; l'esaltazione della gens Flavia e la propaganda dinastica; i luoghi privati di Domiziano, dalla casa natale sul Quirinale al palazzo imperiale sul Palatino e alla villa di Albano; l'intensa attività costruttiva a Roma; l'impero protetto dall'esercito e retto dalla buona amministrazione. La statua del Genio di Domiziano è al centro della prima sala, dedicata alla caducità della vita, rappresentata idealmente da ritratti infantili, allusivi all'imperatore e al figlioletto morto prematuramente, e dalla vetrina "del tempo della vita": sul quadrante di un orologio, soluzione concettuale e visiva per far percepire con immediatezza lo scorrere veloce e inesorabile del tempo, otto oggetti-simbolo rappresentano i momenti cruciali della vita dell'imperatore, indicati dal pugnale-lancetta che ucciderà Domiziano. La galleria dei ritratti mostra l'evoluzione dell'iconografia di Domiziano nel tempo. Accompagnano l'imperatore il padre Vespasiano e il fratello Tito, nonché le Auguste Giulia, figlia di Tito e Domizia Longina, le cui ricercate acconciature sono emulate dalle dame di età flavia, ma anche la sua familia allargata, composta da liberti e schiavi. Alla damnatio memoriae decretata dal Senato all'indomani del suo assassinio riportano invece due iscrizioni e una moneta, sulle quali il suo ricordo è stato cancellato.




Busto-ritratto di Domiziano con foglie d'acanto, Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek inv. 8, bronzo : Foto: Ny Carlsberg, Glyptotek, Copenaghen



Ritratto di personaggio femminile ("Dama Fonseca"), Roma, Musei Capitolini, inv. 434, marmo. © Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (foto Zeno Colantoni)



Il concetto di continuità dinastica dominò gran parte delle azioni di Domiziano, arrivando all'esaltazione della gens Flavia attraverso l'erezione di archi onorari al fratello divinizzato. L'eccezionale testa colossale di Tito divinizzato e i frammenti del Dono Hartwig mostrano la maestosità concettuale e dimensionale del complesso templare dedicato alla famiglia Flavia. La tematica dei luoghi privati dell'imperatore prende avvio dal contesto del Quirinale, il colle sul quale Domiziano nacque, per arrivare alla grandiosità architettonica e decorativa delle ville fuori Roma e, soprattutto, del Palazzo imperiale sul Palatino, opera dell'architetto Rabirio. È questo il luogo dove l'imperatore appariva come dominus e dove l'opulenza e il lusso flavio maggiormente si esprimono, grazie a nuovi linguaggi architettonici e decorativi, che ricorrono al massiccio impiego di marmi colorati. Il percorso attraverso i luoghi pubblici domizianei illustra l'intensa attività edilizia sviluppata sia nella ricostruzione degli edifici distrutti dall'incendio dell'80 d.C., sia nella realizzazione di nuovi monumenti funzionali alla propaganda imperiale, come negli edifici per gli spettacoli (Stadio, Odeon, Anfiteatro Flavio) ove si manifestava maggiormente il consenso popolare; nella sezione su Domiziano "fuori da Roma, fuori dai confini" sono affrontati il rapporto con l'esercito e l'attività edilizia e monumentale nelle città e nei territori dell'Impero, che conferma di una coesione non solo militare ma anche sociale.




Ritratto di Domizia Longina, Parigi, Musée du Louvre inv. MA 1193, marmo. Photo (C) RMN-Grand Palais (Musée du Louvr

e) (foto Hervé Lewandowski)




Bacoli, altorilievo con Germano prigioniero inv. 264910, marmo. Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Museo Archeologico nel Castello di Baia

Molti e prestigiosi i musei che hanno collaborato alla mostra con i loro prestiti, dal British Museum di Londra ai Musei Vaticani, dal Louvre al Museo Nazionale Archeologico di Napoli.
Curata da Claudio Parisi Presicce, Maria Paola Del Moro e Massimiliano Munzi, la mostra, che si concluderà il 29 gennaio 2023, è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L'organizzazione è di Zètema Progetto Cultura.(CS)



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