Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
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ARTinFORMA 

Gairo Vecchio (Sardegna): il fascino dei paesi abbandonati!

di Angelica Porcu





Sardegna. Gairo Vecchio (Ogliastra): il paese-fantasma



La nostra rubrica intende in questo numero mostrare antichi paesi abbandonati dagli uomini per catastrofi naturali che, malgrado ciò, riescono ancora a sprigionare interesse e fascino singolari, tanto da divenire meta di turismo. Silenzio irreale, una quiete interrotta solo dal rumore dei passi dell’uomo: stiamo parlando di Gairo Vecchio, eretto sul pendio di Monte Trunconi, di fronte ai paesi di Osini e Ulassai, quest’ultimo noto per aver dato i natali all’artista Maria Lai, oltre che per la numerosa presenza di opere d’arte realizzate dalla stessa. Gairo Vecchio è un borgo disabitato nel cuore dell’Ogliastra che fu colpito da diversi nubifragi che hanno causato frane e smottamenti dalla fine dell’Ottocento fino al Novecento. Dopo l’alluvione del 1951 il paese non fu più sicuro: fu pertanto necessario abbandonarlo e avviare la ricostruzione del nuovo centro abitato, diviso in Gairo Sant’Elena, Gairo Tarquisara e Gairo Cardedu.
A distanza di anni, tuttavia, ad attirare i visitatori è ancora Gairo Vecchio, ove è possibile passeggiare liberamente fra i vicoli dell'antico centro, fra scalinate ed edifici ormai diroccati, strutture caratterizzate dalle pareti rosa e azzurre. Nella mente di chi si aggira fra queste strette vie riecheggiano le voci delle donne, degli uomini e dei bambini che in passato animavano un luogo che oggi è fra i più noti paesi-fantasma della Sardegna.





La chiesetta di Sant'Elena restaurata





L’atmosfera autunnale o dei giorni di pioggia fa vivere nei visitatori la sensazione di essere trasportati indietro nel tempo: si ha la sensazione di far parte della vecchia comunità del paese ormai abbandonato, ci si interroga su come potesse essere vivere fra quelle strette e intime vie, una sensazione resa ancora più intensa grazie al fatto che gli interni delle abitazioni sono ben visibili, con ingressi e finestre aperte che sembrano invitare coloro che visitano il centro diroccato a sbirciare quella che doveva essere la quotidianità degli abitanti.
Fortunatamente esiste un forte interesse da parte delle autorità, volto alla valorizzazione del centro; nel quartiere denominato “Cresia Manna” è stata posta in atto la messa in sicurezza con la relativa ristrutturazione, ultimata nel 2014, della chiesa; inoltre si è provveduto a rinforzare e rendere sicuri alcuni degli edifici collocati in prossimità della Strada Statale 198 affinché risultassero utilizzabili nel settore turistico ricettivo.








E’ evidente come le autorità concentrino la prioritaria attenzione sulla messa in sicurezza dell’antico centro per scongiurare il pericolo idrogeologico; vi è dunque grande attenzione per l’importanza che potrebbe continuare ad assumere questo borgo a livello turistico, motivo per cui negli anni scorsi è stato posto in atto un progetto il cui scopo era proprio rendere sicura la vecchia viabilità e alcuni edifici pericolanti.
Il crescente flusso di visitatori e la sensibilità mostrata dalle autorità locali consentono di osservare come i turisti non si limitano solamente a visitare le città d’arte standard, ma vi è una crescente attrazione verso quelle piccole realtà locali, talvolta anche abbandonate che tuttavia conservano in sé un certo fascino dal gusto romantico, da cui scaturisce un piacere visivo ed emotivo, che nasce dalla riscoperta di sensazioni e profumi di un’epoca passata, mantenendo viva la memoria di un’antica società.







Angelica Porcu, laureata in Beni Culturali; nel 2016 ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell'Arte. Collabora con riviste d'arte contemporanea on line




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