Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.27 - Gennaio-febbraio 2011
ARTinFORMA 
RESTAURI E...DINTORNI

La conservazione preventiva
di Francsca Secchi





Roma, le Mura Aureliane: evidente lo stato d'abbandono del prezioso bene....


In un'epoca in cui, come abbiamo visto dai gravissimi crolli di Pompei e dall'allarmante situazione in cui si trova il settore del restauro italiano, mancano i fondi da investire nell'attività di tutela del nostro patrimonio artistico - l'Italia è l'unico Paese europeo in cui i tagli alla cultura hanno raggiunto addirittura l'80%! - si sente sempre più spesso parlare di conservazione preventiva, argomento intorno al quale sono stati organizzati negli ultimi anni numerosi convegni sia in Italia che all'estero. Nonostante negli ultimi tempi la conservazione preventiva stia divenendo tema centrale nell'ambito del restauro, si tratta di un concetto già anticipato da Cesare Brandi (1) sotto il termine di restauro preventivo , al quale lo storico dell'arte dedica un intero capitolo della sua Teoria del Restauro (1963) e che definisce come “[…] più imperativo se non più necessario, di quello di estrema urgenza, perché volto proprio ad impedire quest'ultimo, il quale difficilmente potrà realizzarsi con un


Piante, umidità e distacchi....!
 
salvataggio completo dell'opera d'arte”. Quest'intervento indiretto di restauro, che agisce sulle condizioni di contorno del bene - tutela, rimozione dei pericoli, assicurazione di condizioni favorevoli – e non direttamente sul bene, diviene il motivo centrale dell'opera del ministro Giovanni Urbani (2), il quale afferma che “l'unico intervento conservativo adeguato non può che avere carattere preventivo” . Nel suo volume Problemi di conservazione (1973) ribadisce l'importanza della multidisciplinarietà nel restauro e impronta la conservazione programmata sulla prevenzione dei rischi ambientali e sulla manutenzione ordinaria. Urbani era convinto che il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dei Beni Culturali dovessero fondersi in un organismo unico in quanto la valutazione dei rischi ambientali (inquinamento atmosferico, rischio sismico e idrogeologico, ecc.) è fondamentale per l'attività di tutela del nostro patrimonio artistico. A fronte delle tragiche conseguenze dell'alluvione di Firenze del '66 e del terremoto dell'Irpinia dell' ‘80, Urbani elabora il Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria (1976) e la mostra La protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico (1983), progetto di base per la nascita della famosa Carta de rischio da parte dell'ICR, grazie alla quale è possibile programmare gli interventi di manutenzione di maggiore urgenza in base allo stato conservativo del bene architettonico, archeologico o storico-artistico e della “pericolosità” dell'ambiente in cui sorge.

Basterebbe dunque applicare i principi della conservazione preventiva per preservare il nostro patrimonio artistico dai crolli e dai danni irreparabili da essi provocati. Le Mura Aureliane, costruite nel III sec. d.C. dall'imperatore Aureliano, si trovano già da vari anni in stato di grave abbandono: nell'aprile del 2001 crollarono 20 metri di mura all'altezza di Porta Ardeatina; nel novembre del 2007, nel tratto di mura che si trova nei pressi di Piazzale Sisto V, si verificò il crollo di una cospicua porzione di muro dovuto alle piogge, ma soprattutto alla mancata manutenzione da parte della Soprintendenza; nel 2009, nel tratto di mura di via di Porta San Sebastiano, un piccolo cantiere di restauro, aperto ben 6 anni prima, giace incustodito, diventando rifugio dei senza-tetto…e pensare che il cantiere doveva essere terminato entro il 2003!

Anche la Domus Aurea, meraviglioso palazzo fatto costruire da Nerone dopo l'incendio che devastò Roma nel 64 d.C., a causa di una mancata manutenzione preventiva, è chiusa dal 2005 e si trova in un gravissimo stato di conservazione: per mancanza di fondi gli ambienti scavati (più di 150) non sono impermeabilizzati dalle infiltrazioni d'acqua continue e sono a rischio cedimenti, come è infatti avvenuto lo scorso marzo 2010, quando sono crollati 70 metri quadrati della volta di una delle gallerie Traianee. Tirannia della sorte: la Domus doveva essere finalmente riaperta quest'anno! E che dire della Basilica sotterranea di Porta Maggiore? È chiusa dal 1951 e chissà se mai sarà visitabile. La Basilica neopitagorica, dalla funzione ancora incerta, venne scoperta nel 1917 a seguito di un crollo di una volta sotto la ferrovia Roma-Napoli, presso la stazione Termini e conserva al suo interno soffitti e pareti decorati con preziosissimi stucchi, ma chi la vede?
Non solo a Roma, ma in tutta Italia la situazione è allarmante e molti monumenti giacciono nella più totale incuria; basti pensare al bellissimo centro storico dell'Aquila, estremamente danneggiato dal sisma dell'aprile del 2009 a causa della mancata applicazione della prevenzione antisismica degli edifici storici ed ora abbandonato anche dall'attenzione pubblica.


La Domus Aurea: quando la rivedremo recuperata?.

La scienza della conservazione preventiva non si occupa soltanto di interventi su siti archeologici o palazzi storici, quindi sul contenitore, ma anche sul contenuto, ossia sulle collezioni museali, tra cui quelle di arte contemporanea richiedono i maggiori interventi di monitoraggio, studio e manutenzione, in quanto si tratta di opere create con materiali ancora poco conosciuti, spesso molto fragili – basti pensare alla conservazione delle pellicole fotografiche e video – e che possono essere facilmente danneggiate da restauri inadeguati. In questo campo il Museo Guggenheim di Bilbao ha focalizzato le sue risorse organizzando nel 2005 il 1° Congresso sulla Conservazione Preventiva ed elaborando un Piano di Conservazione Preventiva per l'ampia collezione qui custodita, piano valido tuttavia per qualsiasi museo di arte antica o contemporanea.




Roma: i resti delle terme di Traiano
La conservazione preventiva è intesa, per quanto riguarda il museo, come un insieme di strategie di carattere tecnico e gestionale che si applicano per prevenire il deterioramento e garantire la conservazione materiale degli oggetti e delle opere d'arte. Queste strategie includono la definizione di norme di movimentazione e imballaggio, di mezzi di protezione (vetrine), immagazzinaggio ed esposizione adeguati, del controllo delle condizioni ambientali, di elaborazione di piani di emergenza, ecc. In tutto ciò è fondamentale la figura del conservatore-restauratore, il quale possiede le conoscenze tecniche adeguate non solo per l'intervento diretto sull'opera d'arte, ma anche per valutare i rischi di deterioramento attraverso l'elaborazione di relazioni; per intervenire nella fase di acquisizione, prestito o donazione di opere della collezione, ad esempio, "sconsigliando" prestiti quando lo stato conservativo dell'opera non è buono; per collaborare nell'organizzazione delle esposizioni temporanee e nella manutenzione della collezione permanente esposta o conservata nei depositi.
La conservazione preventiva, essendo un mezzo efficace ed economico per preservare l'integrità del patrimonio culturale, ha sempre avuto uno spirito internazionale soprattutto europeo: è auspicabile pertanto l'elaborazione all'interno di un convegno europeo di una Carta Europea sulla Conservazione Preventiva Sostenibile, a cui tutti i professionisti possano fare riferimento, condividendo le proprie esperienze e sensibilizzando il pubblico. E' necessario, infine, creare una rete di istituzioni come l'ICOM (3) o l'ICCROM (4), che si incarichino di diffondere le informazioni relative alla conservazione preventiva.



note:
(1) Storico dell'arte, critico e saggista, fondatore con Giulio Carlo Argan dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma, nel 1938.
(2) Ministro dei Beni Culturali e Direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma dal 1973 al 1983.
(3) International Council of Museum.
(4) International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property.

Francesca Secchi è restauratrice, diplomata all'ICR di Roma e specializzata in Restauro Pitture, moderne e contemporanee


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