Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.37 - Luglio - settembre 2013
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RESTAURI E...DINTORNI

Il Capitolium di Brescia
a cura della Redazione




Nel mese di marzo scorso a Brescia è stato riaperto il Capitolium, uno degli edifici di età imperiale meglio conservati in Italia settentrionale, riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.La riapertura è limitata ad alcuni mesi perché si tratta di una preview privilegiata del primo di una serie di interventi di scavo, studio e restauro che hanno già coinvolto, e continueranno a coinvolgere, l'intero complesso archeologico a ridosso del Museo di Santa Giulia. A rendere assolutamente eccezionale questa temporanea riapertura è non solo la bellezza, l'imponenza e l'importanza intrinseca del monumento simbolo di Brescia, ma il nuovo percorso museale che Francesca Morandini, curatore per l'archeologia dei Civici Musei e Paola Faroni, responsabile per l'edilizia monumentale del Comune di Brescia, in team con Filli Rossi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, hanno ideato.





Ad accompagnare il visitatore all’interno dell’antico Tempio, al cospetto di Giove, Giunone e Minerva saranno luci, suoni e atmosfere ricreate da Studio Azzurro. Varcati i nuovi portali in bronzo, il visitatore sarà accolto nella Cella Orientale del Tempio, da un’ installazione di profonda suggestione evocativa, un vero e proprio racconto, fatto di voci, suoni e immagini.L’installazione multimediale permetterà ai visitatori di conoscere ed esplorare il sito così come doveva presentarsi in origine, valorizzando l’ambiente e consentendo di comprendere meglio il significato del tempio e rendendo la visita indimenticabile. Ma a stupire ancora di più saranno gli ambienti restaurati e soprattutto ciò che durante i restauri qui è emerso. Le novità sono, infatti, numerose e rilevanti: dai pavimenti originali in marmi colorati del I secolo d. C., agli arredi dell’antico tempio, alla dettagliata sequenza stratigrafica, alla cronologia del tempio stesso.
Il Capitolium era il tempio principale di ogni città romana ed era il simbolo stesso della cultura di Roma; in esso si svolgeva il culto alla “triade capitolina” e cioè delle principali divinità del pantheon latino: Giove, Giunone e Minerva. Nello spazio antistante il tempio si radunavano i fedeli per le principali cerimonie e venivano compiuti i sacrifici. I pavimenti originali in pregiati marmi policromi, le statue e gli arredi di culto – che rientrano dopo un lungo periodo nella loro antica sede - godranno di nuove visuali e nello stesso tempo saranno protetti e conservati. Nuovi portali in bronzo, infatti, altamente tecnologici, permetteranno di rivivere l‘atmosfera sacrale e solenne delle antiche aule di culto, garantendo anche un’ottimale situazione microclimatica per la conservazione delle parti originarie del tempio. I resti archeologici di questo straordinario complesso furono portati in luce tra il 1823 e il 1826, quando i membri dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti, grazie a una sottoscrizione pubblica, poterono affrontare scavi estensivi nell’area, partendo da un capitello che affiorava in un giardino privato. La campagna di indagini fu di tale successo da indurre l’amministrazione ad aprire all’interno del tempio, parzialmente ricostruito, il primo museo civico di Brescia, il Museo Patrio. Aveva, in particolare, creato un’ immensa emozione la scopertura di un tesoro occultato da una parete del tempio: un deposito di opere bronzee magnifiche qui nascoste, forse per salvarle da scempi o per sottrarle alla fusione per battere moneta. Erano i cosiddetti “grandi bronzi” di Brescia, esposti oggi in Santa Giulia: un insieme unico di statue ed elementi di arredo in bronzo dell’edificio. Tra essi, oltre a ritratti di imperatori, cornici decorate, frammenti di statue, emerge per bellezza e rarità la statua della Vittoria alata, capolavoro della bronzistica del I secolo d. C. Questa apertura costituisce la prima tappa di un intervento complessivo di recupero dell’area, che includerà anche con successive aperture, i recenti scavi archeologici e il santuario di età repubblicana. L’intervento si pone in continuità con il recupero delle domus dell’Ortaglia e l’inserimento di questo contesto nei percorsi di visita del Museo della città del marzo 2003, nel solco della tradizione archeologica bresciana che, a partire dai provvedimenti del 1480 -per i quali vennero murate negli edifici rinascimentali in piazza della Loggia le “lapidi iscritte” di età romana trovate in città-, dimostra la precoce sensibilità della città nei confronti del suo antico passato.
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie ai contributi di Comune di Brescia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, Fondazione Brescia Musei, Fondazione ASM-gruppo A2A e Arcus Spa.

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