Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno IV - n.17 - Inverno 2008
RITRATTI E AUTORITRATTI 



Cristiano Quagliozzi: il "fuoco" dell'arte
di Bruna Condoleo









liquefarsi in una sorta di ritorno della materia nel nulla.
Alcuni ritratti, disegnati o dipinti, appaiono come sinopie, linee tracciate per un ulteriore approfondimento, fragili impronte di una decostruzione in cerca di nuova consistenza figurativa. La medesima ansia esistenziale è alla base delle sue foto concettuali, scatti multipli ravvicinati nel tempo che indendono fermare le tappe di una dissoluzione materiale, precostituita dall'artista. La maschera in bronzo che ripropone il volto di Cristiano, un alter ego misterioso ed immobile, viene lasciata bruciare su di una “graticola”, come in un martirio medioevale dell'anima: la maschera arde e si consuma lentamente, quasi paga di una catarsi metaforica che non può generare dolore fisico, mentre essa sembra assistere senza drammi alla propria fine. Lotta tra vita e morte, dunque, eterno dualismo filosofico, ma anche speranza di rigenerazione, desiderio di una rinascita che l'arte può dare, più delle parole e più delle azioni. Pittura, disegno, fotografia: Cristiano insegue varie forme d'espressività artistica che possano meglio tradurre la propria problematicità, il senso di fugacità delle cose, e nel contempo la voglia di eternità.
 


Esistono espressioni artistiche capaci di rasserenare l'animo, di lenire gli affanni quotidiani e di attutire le eterne domande esistenziali che fin dalle epoche primordiali assillano la mente umana. E ci sono linguaggi che ci turbano, ci pongono di fronte alle tematiche più scottanti della nostra vita, stimolando dubbi e palesando le innate incertezze. Cristiano Quagliozzi, benché molto giovane, esprime la sua complessa interiorità con un'arte che inquieta per la precarietà delle forme, per le tonalità cromatiche, per l'ambiguità tematica, per il mistero che le immagini celano. Ritratti, o meglio autoritratti, che si fanno e si disfano dinanzi ai nostri occhi grazie ad un segno dinamico e sfuggente; volti che, pur rammentando in qualche modo alcune deformazioni espressionistiche del '900, sono prive di ogni senso di degrado morale e psichico, ma tentano soltanto di “ri-comporsi” da un indistinto per trovare faticosamente la loro forma, oppure sono lineamenti accennati che subiscono una cancellazione e sembrano



Il ritratto, come già detto, tema prediletto di questa ricerca, prende il sopravvento assorbendo in sé ogni possibile discorso figurativo. Il suo volto, frammentario ed alienato da ogni riferimento allo spazio reale, realizzato con poche tinte, spesso monocromato, è portatore di un gesto emblematico, quel gesto pittorico con cui Cristiano Quagliozzi, in una drammatica narrativa di transitorietà, cerca di superare l'abisso esistente tra la fugacità della vita e la riaffermazione della stessa: molta strada davanti a lui!








 






Nato a Roma nel 1983, diplomatosi in Pittura all'Accademia di Belle Arti, Cristiano Quagliozzi ha iniziato la sua carriera espositiva da due anni, partecipando a collettive di giovani artisti a Roma ed in provincia, a mostre-concorso itineranti, come “ Profilo d'arte ” e risultando anche vincitore, nel 2008, del 3° premio della mostra “ Plasma, dissoluzione e forma ”, indetto dal Comune di Castiglione d'Orcia (Si). La passione per il disegno, nata fin da quando era bambino, lo porta verso una ricerca sperimentale che è soltanto agli inizi. Presso la galleria romana “L'acquario”, dove Cristiano ha già esposto nel 2007, è in corso la prima personale dal titolo Concetti astrali , che si protrarrà fino al 7 gennaio 2009.

info: arte.c.q.@hotmail.it
www.galleriacquario.it


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