Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.28 - Marzo - maggio 2011
RITRATTI E AUTORITRATTI 



Emanuele Rossini. "Naufragi"
di Bruna Condoleo




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“ La mia strada è stata un zigzagare dentro e fuori dalle antiche culture, alla ricerca di nuovi orizzonti mediante la contemplazione meditativa ..", Mark Tobey (dall'introduzione al Catalogo della retrospettiva del 1966, Stedelijk Museum, Amsterdam)
Ho incontrato Emanuele Rossini e la sua arte in un piovoso mattino d’inverno, avvolta dal freddo pungente di uno studio spoglio e silenzioso. La sensazione che ho provato dopo qualche istante è stata quella di essere entrata nel rifugio segreto di una squisita sensibiltà pittorica, che intende l’arte come eleganza ed equilibrio, qualità rare in tempi volgari e prosaici come quelli in cui viviamo. Tutti i suoi lavori recano, infatti, l’impronta di un gusto ricercato, esibito con naturalezza; la luce diafana che essi rimandano, è lo specchio di uno spirito contemplativo, desideroso di verità, conquistato dalle potenzialità estetiche della materia, spinto dal desiderio sincero di oggettivare le proprie emozioni e trasmetterle agli altri. Opaline luminosità, stratificazioni e sollevamenti di forme, scarti di profondità, dinamiche fughe verso spazi senza limiti, vibrazioni improvvise di segni e di materiali, traducono la dimensione lirica e musicale delle sue creazioni.

Da quando Emanuele Rossini ha abbandonato i pennelli (sono ormai 15 anni), iniziando un lavoro fisico con materiali eterogenei, è cominciata per lui una sperimentazione che è figlia di una storia personale e di ben precise scelte estetiche. Dal momento che egli interpreta il cammino della propria ricerca artistica come un percorso esistenziale, prima che pittorico, la pratica dell'arte equivale per lui ad un'esperienza terapeutica, capace di agevolare l' esplorazione dell'animo, individuarne le paure, testimoniarne le speranze.
Non escludendo quasi mai l’originario stimolo figurativo, la sua produzione si dipana su due versanti fondamentali: l’amore della forma e la capacità trasfiguratrice della luce. Il contesto di natura, dove si dispiega il teatro della vita, e il desiderio di superare l’inadeguatezza umana, le sue lacerazioni, le sue volgarità, sono temi che l’Artista affronta con convinzione; il sentimento di solitudine che trapela da ogni lavoro, caratteristico della sua personalità riservata, è accettato e vissuto con la serena consapevolezza di poter meglio approfondire la propria interiorità in quello stato di grazia concesso dalla consuetudine al silenzio e dalla concentrazione.
Frutto di un impegno manuale lungo e meditato, i lavori di Rossini, in cui pittura e scultura si fondono, sono il risultato di memorie e di pensieri, in un continuo legame dialogico ta vicende personali e storie collettive; essi sono simili a visionari naufragi, in cui l’uomo si lascia trasportare da ritmi fluttuanti e luminosi, da vortici di acque e da labirinti materici, intesi come simboli esoterici e metafore universali.
Una formula estetica non può esaurire tutto il potenziale espressivo del suo linguaggio: astratto, espressionista, polimaterico, sono formule incapaci a chiarire da sole l’opera dell’Artista, degna di un’indagine attenta e progressiva. In una società consumistica che ritiene la velocità un valore fondamentale, il suo linguaggio lancia la sfida di una creativa “lentezza”.



Pensieri, tecnica mista su tela, 2011


Pensieri (part), gesso, anellini e fili metallici, timbri dorati

Capire vuol dire scoprire, precisa Emanuele, non soltanto nel senso che penetrando l'intricato tessuto materico dei suoi quadri si possa venire a contatto con i contenuti più profondi, ma anche perché tale scoperta può avvenire soltanto grazie ad una lettura lenta. Non vi sono, tuttavia, chiavi di interpretazione univoca delle sue opere: Sovrapposizioni è un ascendere di moltitudini umane verso una salvezza metafisica, oppure è metafora dell'omologazone imperante che ottunde le coscienze, azzerando individualità e genialità? In Riposo tra i rovi la natura dona alla piccola sagoma umana protezione e riparo, oppure essa simboleggia una soffocante prigione che annulla l'essere dentro la forza primordiale della materia? Con stupefacente fluidità sotto le mani dell'Artista il materiale usato, il più vario ed eterogeneo, si trasfigura in intrecci di vegetazione, ove si celano piccole figure umane come presenze segrete.



Notturno, tecnica mista su tela, 2010


Notturno (part), pietruzze, perle, plastica, smalti..




Crepuscolo, tecnica mista su tela, 2011


Crepuscolo (part)


L'intero supporto pittorico si riempie di segni, graffiti e lievi spessori che invadono quasi tutto lo spazio del quadro, in un rincorrersi e brulicare di forme che la luce moltiplica o disperde.
L'eleganza compositiva e l'armonizzazione di forma e colore conducono Rossini a prediligere per i suoi lavori il bianco: esso evidenzia ed esalta la struttura architettonica dell'opera, privilegia il pensiero, senza condizionare l'emozione; il bianco è simbolo di pulizia interiore, è astrazione pura, luminosità, candore primigenio. Paesaggi, visioni e labirinti materici assumono l’aspetto di bassorilievi, rilievi schiacciati di donatelliana memoria, resi con un fantasioso dispiegarsi di ombre delicate e pittoriche: le superfici, sensibili alle variazioni di luce ad opera dei sollevamenti e delle concrezioni di materia, divengono generatrici di effetti chiaroscurali autonomi, indipendenti dall’illuminazione esterna.



Fly, tecnica mista su tela, 2010


Fly (part), gesso, fili di canapa e fili di plastica




Riposo tra i rovi, tecnica mista su tela, 2007


Riposo tra i rovi (part)



Spesso nelle sue opere irrompe il colore a stabilire un più diretto contatto con la realtà sensibile e con l’emozione. In “Notturno” la volta stellata di un fantastico cielo romano, pur ricreata con materiali improbabili, grazie alla potenza cromatica ripropone intatto il sentimento d’immersione nell’infinito, di riscoperta di una gioiosa sensazione panica. Seguendo le lunghe linee di un canneto, le trame attorte di fili plastici o l’empito di un lirico volo, i quadri di Rossini rivelano la loro segreta natura di immagine che cela e rivela ad un tempo, conducendo il fruitore in un altrove. Indagare il senso nascosto delle cose è per l’Artista scoprire una quinta dimensione, al di là del reale e al di qua del trascendente, dove poter attingere il senso poetico della vita. Farsi trasportare dalla suggestione delle sue opere significa ripercorrere il suo e il nostro immaginario onirico, ritrovare stati d’animo fuggevoli, evocati da quei grovigli fittissimi di materia colorata o da quei bianchi gessi, sempre percorsi da una vibrante tensione luministica.
Sembra difficile pensare che un'arte così attuale come tecnica espressiva abbia debiti con l'antico, eppure una sorta di ascetismo pervade molti lavori, alcuni dei quali rammentano vecchi codici miniati. Così, in una dimensione bergsoniana di fluttuazione del tempo della coscienza, l'opera Pensieri appare come un magico palinsesto della vita da decifrare, in cui, tra fili dorati e tracce di vissuto, gli enigmi della mente si palesano nella reiterazione di sguardi che scrutano l'anima e in quella cascata di lettere, vaganti in una spazialità illimitata alla ricerca di una concretezza di significati.
Quando Rossini si fa suggestionare da alcuni linguaggi contemporanei più sperimentali, soprattutto americani, é per il fascino che emana da poetici assemblages di oggetti e materiali, che senza nessun tipo di formalizzazione sanno creare nelle sue opere un'autentica poesia associazionale, come avviene nella produzione di Joseph Cornell, mentre dalla complessa esperienza di Marx Tobey egli ha saputo assorbire con originalità il gusto orientaleggiante ed enigmatico dei bianchi intrecci materici.
I lavori di Emanuele Rossini sono immagini in fieri, visioni ineffabili, destinate a subire lente metamorfosi, oppure a svanire nell'indistinto di un pensiero. Come una lirica ermetica in cui l’emozione di un istante si comunica al lettore attraverso folgorazioni e accostamenti semantici inediti, le sue opere non narrano, ma carpiscono il balenio di stati d’animo spostando i confini del razionale e del prevedibile. Gesso, pietruzze, fili di canapa, stoffe, plastica, grafite, quarzo, smalti, combinati con ricercata armonia, sottolineano ed esaltano la loro capacità costruttiva: graffiata, lisciata o resa ondulata e grumosa, la materia propaga una luminosità diffusa che trasmette empaticamente una sottile inquietudine, sollecita le peregrinazioni della memoria e invita a vagare liberamente nei meandri delle nostre emozioni.

Giardino di gesso, tecnica mista su tela, 2007


Giardino di gesso (part)




Naufragi, tecnica mista su tela, 2009


Naufragi (part)




Sovrapposizioni, tecnica mista su tela, 2007


Sovrapposizioni (part)



Emanuele Rossini, laureato in Architettura presso l’Università “La Sapienza di Roma”, vive tra Roma e Civita Castellana (VT), dove è nato nel 1970. Anche la sua attività professionale si svolge nell'ambito della creatività, infatti si occupa con successo di arredamento e ristrutturazione d’interni (La Masa Group). Dal 2007 collabora con lo studio di Architettura GC design di Roma e lavora nel campo del design industriale come progettista per la Meridiana srl. Si occupa inoltre di scenografia e di allestimento mostre. Tra il 1998 e il 2000 ha progettato e allestito stand presso la Fiera dell’Artigianato di Milano; dal 2002 al 2003 é stato aiuto scenografo per il film "A luci spente" di Maurizio Ponzi (Mediaset); nel 2008 ha progettato e allestito la mostra fotografica "Fermata Prenotata" di Monica Bernardi, presso lo studio Caronte di Roma; nel 2009 ha progettato e assunto la direzione creativa della mostra "Stop Usa e Getta"! presso il Chiostro del Seminario Vescovile di Civita Castellana; nel 2010 ha allestito la mostra fotografica "Visioni" a cura di Alfredo Anzellini; nel 2010 si é occupato della progettazione e della direzione creativa dell’evento "Londra solo andata" e del privè arte-musica "Frida", presso il locale Arabesk di Civita Castellana.
Per ciò che concerne l'attività di artista, dal 1996 espone le sue opere di pittura-scultura in mostre personali in Italia e all'estero, in particolare a Londra. Tra queste citiamo nel 2007 due personali di successo presso la Galleria d’arte Passato Presente a L’Aquila e presso la Galleria Il Tiratore a Civita Castellana, mentre nel 2008 ha esposto nella Galleria Cafè 88 a Londra. A queste mostre si aggiungono le partecipazioni nel 2007 al "Premio Sinestesie", presso il Museo Michetti a Francavilla al Mare (CH) e alla "Collettiva di pittura" presso l’Accademia di Romania a Roma. Dal 2009 é Presidente dell’Associazione Culturale Argilla, che lavora sul territorio del Viterbese promuovendo tramite eventi, iniziative e pubblicazioni, le attività culturali e sociali di Civita Castellana.

 


Mostra: Emanuele Rossini. "Naufragi ”, Roma fino al 2 aprile 2011
Galleria l'Acquario, via Giulia 178. 00186 Roma
info: galleriacquario@galleriacquario.it

Emanuele Rossini. "Wreckage", Londra fino al 30 aprile 2011

Freud Gallery, 198 Shaftesbury Avenue, Covent Garden. London WC2H 8JL


Organizzazione e comunicazione Artes Faveo,
www.artesfaveo.com - studio@artesfaveo.com

Emanuele Rossini
www.emanuelerossini.blogspot.com - emanuele.rossini@teletu.it




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