Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.33 - Luglio - settembre 2012
RITRATTI E AUTORITRATTI 



"Genius loci e futuro"
nell'arte di Adele Ceraudo-Natino Chirico-Niccolò De Napoli-Angela Pellicanò-Mimmo Pesce
di Bruna Condoleo


E’ in preparazione a Roma una mostra collettiva in cui cinque affermati artisti calabresi, che rappresentano quattro successive generazioni, dagli anni ’70 ai nostri giorni, esporranno i lavori più recenti: Adele Ceraudo, Natino Chirico, Niccolò De Napoli, Angela Pellicanò e Mimmo Pesce, personalità molto diverse eppure accomunate da un naturale attaccamento alla matrice culturale in cui si è forgiato il loro linguaggio artistico. Le differenze formali e tecniche dei loro linguaggi vengono unificate dalle comuni origini, da una sorta di sacralità densa di mistero e dalla sopravvivenza di archetipi che rivelano nei cinque artisti la consapevolezza di una medesima coscienza arcaica. L’arte di ognuno di loro è frutto di un identico desiderio di coerenza espressiva, mentre il valore della bellezza, intesa nel senso di armonia e di rigore, categoria capace di appagamento e di positività, costituisce per tutti l’elemento qualificante, il fil rouge della loro ricerca estetica. Eredità feconda della cultura magno-greca di cui sono imbevuti, la bellezza significa culto per la riconoscibilità della forma e per la pregnanza del messaggio che l’arte ingloba nel suo trasfigurarsi in immagini. A ciò si aggiunge una sensibilità comune ai cinque artisti per il mistero che è nelle cose e che tuttavia non esclude la possibilità di comunicare le paure, di testimoniare le speranze, di elaborare i sogni, con stilemi assolutamente autonomi.
Nella programmata mostra, dal titolo Genius loci e futuro. Derive poetiche nell’arte di Adele Ceraudo-Natino Chirico-Niccolò De Napoli-Angela Pellicanò-Mimmo Pesce, che sarà curata da chi scrive, ognuno degli artisti porterà il contributo delle proprie esperienze esistenziali e professionali: pittura e scultura, contaminazioni artistiche e tecniche multimediali dalle quali emerge uno scenario ricco e differenziato. Le inquietanti e metamorfiche sculture marmoree di Mimmo Pesce, testimone di una cultura elitaria amante della forma, ma nel contempo aperta con acuta sensibilità alle problematiche del nostro tempo, anche le più crude, conservano una classicità genetica che permette allo scultore di fondere la tensione dionisiaca con un gusto apollineo. I disegni di Adele Ceraudo, frutto di sapienti elaborazioni fotografiche e materiche, individuano nella nudità femminile il tema di un viaggio intimistico attraverso cui, con sensuale eleganza, l’artista propone una fisicità rigenerata dall’aspirazione ad un’incorporeità concettuale e pregna di una sofferta spiritualità. Analoga ansia metafisica si ritrova alla base del suggestivo iter pittorico di Angela Pellicanò, che mediante una tecnica sontuosa evoca la cultura mediterranea, i suoi miti,i simboli onirici e i segni criptici che rivivono nella realtà attuale con la prepotenza della vitalità primordiale. Le frantumate ed esplosive figure di Natino Chirico propongono la chiave di un immaginario che, appropriandosi della memoria personale, sa percorrere i meandri segreti della coscienza, inoltrandosi nell'inconscio collettivo per costituire il filtro magico e poetico tra quotidianità, passato e senso visionario. Niccolò De Napoli, il più giovane tra i cinque artisti, conquistato dalle potenzialità espressive della materia, spazia con famelico furore tra le più svariate tecniche, dalla pittura all’installazione alla videoarte, per raccontare le contraddizioni di tutti i Sud del mondo, anche attraverso le immagini della sua terra, rivisitate alla luce della solitudine e dello spaesamento dell’uomo d’oggi.
L’arte dei cinque artisti calabresi, che da tempo ha oltrepassato la risonanza nazionale, si percepisce nel suo complesso come una risposta univoca al degrado estetico di cui è intrisa la società contemporanea, un ponte gettato tra antico, contingenza e futuro. L’interazione di luogo di appartenenza e identità culturale rappresenta il genius loci che consente loro di riconoscersi e reinventare, grazie alla loro fantasia artistica, con sguardo critico -ricostruttivo valori essenziali e primordiali, sempre validi.

 

Adele Ceraudo



Natino Chirico



Niccolò De Napoli


Angela Pellicanò


Mimmo Pesce



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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