Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XI - n.48 - Aprile-giugno 2016
RITRATTI E AUTORITRATTI 



PiCASSO. Da Madrid a Napoli "l'ospite illustre": Arlecchino con specchio!
di Artemisia



In un’epoca in cui si organizzano mostre ipertrofiche, davanti alle quali il pubblico, sommerso dalla quantità di immagini, si trova spesso smarrito, esistono anche splendide esposizioni di “nicchia”, come quella che si svolge a Napoli e contemporaneamente a Madrid, capaci di far riflettere e gustare la bellezza di un solo capolavoro con maggior tempo e più calma. L’esposizione cui mi riferisco rientra nell’iniziativa dal titolo “L’ospite illustre”, ovvero uno scambio culturale tra Italia e Spagna che prevede il prestito vicendevole di un capolavoro nel medesimo arco di tempo. A Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, dal 17 giugno 2016 è esposto “Arlecchino con specchio” (Arlequin au miroir) di Pablo Picasso (Malaga 1881 / 1973), proveniente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, che rimarrà in mostra a Napoli fino al giorno 11 settembre 2016. Contemporaneamente dal 21 giugno al 18 settembre 2016 il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid ospita, all’interno della mostra Caravaggio y los pintores del Norte, il dipinto della collezione Intesa Sanpaolo Il Martirio di sant’Orsola, ultima tela realizzata da Caravaggio a pochi mesi dalla sua morte, abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano.
L"’Arlecchino con specchio" di Picasso, raffigurato seduto come in molte altre tele realizzate nel corso del 1923, è una delle opere che rimanda alla precedente produzione dell’artista, il cosiddetto “periodo blu e rosa”, dove insieme ai personaggi del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – compaiono le maschere di Arlecchino e di Pierrot, simboli della condizione dell’artista.
L’opera di Picasso ora esposta a Napoli risulta emozionante e molto originale, anche perchè la figura è frutto di contaminazioni, dal momento che l’abito indossato da Arlecchino ricorda quello di un trapezista e il volto è simile al viso di un malinconico Pierrot. La tela fa parte di un periodo preciso della poliedrica produzione dell’artista: da quando nel 1917 giunge in Italia assieme all’amico Jean Cocteau, poeta, drammaturgo, sceneggiatore e regista francese, il Maestro andaluso produrrà per alcuni anni opere contrassegnate dall’influenza dell’arte e della cultura italiane. Maschere della commedia dell’arte, nudi e figure dall’impostazione classicheggiante, immagini di anni di fervida creatività iniziati proprio con la visita di Pablo Picasso nel Bel Paese.


Arlecchino con specchio ( copyright), Pablo Picasso by SIAE 2016....



L’attrazione per la maschera veneziana proviene dal fascino suscitato in Picasso da una figura contraddittoria come Arlecchino; esistono, infatti, nella lunghissima e proteiforme carriera picassiana tanti Arlecchino, ognuno dei quali interpretato con uno stile pittorico diverso. Oltre al nostalgico “Arlecchino” del 1917 (Museo Picasso, Barcellona), ritenuto un ritratto dell’amico Léonide Massine, coreografo del balletto “Parade”, dipinto nello stile misurato del periodo blu, citiamo il dolcissimo ritratto del figlioletto Paul con il costume di Arlecchino del ’24 (Musée National Picasso di Parigi), l’ Arlecchino musicista del 1924 (National Gallery of Art, Washington), l’Arlecchino astratto del 1927 (The Metropolitan Museum of Art, New York), la Testa di Arlecchino surrealista, sempre del 1927 (collezione privata). Tante redazioni dello stesso soggetto, create da un artista che ha continuamento rinnovato la propria ispirazione, rivoluzionando l’arte del ‘900 con la sua irrefrenabile genialità.
Dopo il periodo della rivoluzione cubista del 1907, testimoniata dalla celebre opera “Les demoiselles d’Avignon”, esplode in Picasso l’amore per una classicità riscoperta proprio durante il viaggio in Italia, grazie alla quotidianità con i Grandi del passato, Raffaello e Michelangelo soprattutto. Il mito mediterraneo e la bellezza delle città visitate (oltre Roma, Firenze, Napoli e Pompei) creano nell’Artista un’ammirazione sincera che si evidenzia nei colori intensi delle tele, nel vigore plastico delle forme, nella dolcezza imponente e a volte ieratica di alcune figure femminili, mollemente abbandonate o ritratte con gesti antichi, e nelle maschere, come in questo dolcissimo e nostalgico “Arlecchino con specchio” proveniente da Madrid.
Un capolavoro di quegli stessi anni, “Donna che legge” del ’20, desunta da un ritratto della moglie Olga, danzatrice dei Balletti russi, rivela nell’opera picassiana suggestioni pompeiane, oltre ad echi ingresiani, ed esprime una serenità ideale e un'armonia formale che ripropongono la misura classica di un Artista capace di sostituire alla volontà demolitrice di ogni regola pause di rigore meditativo, riflesso di una stagione della vita meno anticonformista, ma ugualmente autentica quanto le intemperanze più sovvertitrici.




Arrivo nel Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid di "Il martirio di Sant'Orsola" di Caravaggio, che sarà esposto dal 21 giugno






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