LA POSTA
Inauguriamo qui uno spazio che, attraverso le segnalazioni dei lettori, vuole tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà ed il pressapochismo.
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Al posto dell'acqua ... rifiuti
Nuovo arredo urbano
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CHE BELLA PIAZZA ! Roma: Il Mausoleo di Augusto e la piazza circostante
Posteggio con .. vista |
Sentieri selvaggi
Strada senza uscita
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moderne scenografie
 Il manifesto delle opinioni |
MA CHE BEL MUSEO!
Roma: Il nuovo museo dell'Ara Pacis
Pubblicità e ... armonia
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Nuove prospettive...
... e S.Carlo guarda!
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Le foto sono state inviate da Fabio Marcari.
La “Bellezza” è di tutti!
Ho sentito parlare del Comitato per la Bellezza: oltre a sapere che si propone di difendere il territorio, non so altro. Potreste dirmi di più?
Grazie e complimenti per l'iniziativa di un periodico d'arte gratuito ed aperto al dibattito.
Giacomo S., da Castrovillari
Gratissimi per i complimenti, ti rispondiamo con grande piacere.
Il Comitato per la Bellezza, sorto nel '98 per iniziativa di Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Vincenzo Consolo e Viviane Lamarque, si è costituito a difesa del patrimonio storico-artistico e paesaggistico italiano, minacciato, com'è noto, da incuria, degrado, noncuranza, maleducazione, abusivismo ….Molti uomini di cultura, storici dell'arte, architetti e poeti hanno sottoscritto il manifesto sulla salvaguardia di questo immenso bene culturale che ogni giorno è sopraffatto ed abbruttito dai mercatini e dalle bancarelle abusivi, dai rifiuti lasciati dalle comitive dei gitanti, dai cartelloni pubblicitari giganteschi ed imperversanti su palazzi e monumenti, dagli inquinatori delle acque, novelli monatti del XXI secolo, dal graffitismo selvaggio ed insensato, senza parlare degli stravolgimenti architettonici ed urbanistici, approvati dalle autorità competenti. I luoghi più belli ed artistici del nostro Paese sono infestati da orde barbariche che ne deturpano la bellezza originaria: Piazza Navona, le sponde del Garda, le mura antiche di Verona, i centri storici di Noto e di Urbino, sono alcuni dei luoghi oggetto di convegni e campagne promosse appunto dal Comitato, in difesa della loro conservazione e quindi della loro sopravvivenza. Riusciremo a vincere la battaglia contro chi minaccia il democratico diritto di “ognuno” di godere della Bellezza lasciataci in eredità dai nostri avi?
Documentarsi meglio, prima di informare!
Il giorno 2 giugno scorso, durante la trasmissione televisiva Uno mattina, in una rubrica dedicata ai viaggi, il conduttore, parlando di una cittadina dell'Alto Lazio, Monterano, dove ha lavorato il Bernini, ha detto che i ruderi di una fontana del luogo richiamano la Fontana di Trevi, “anch'essa del Bernini”! Pur non essendo un esperto d'arte, ho avuto un pugno nello stomaco, sapendo bene che la celebre fontana romana è settecentesca e non seicentesca, come invece sembrava suggerire il conduttore.
Stefano, da Pesaro
Caro Stefano, non posso che condividere il tuo fastidio, dal momento che fare informazione e proporre cultura è un impegno serio e pieno di responsabilità, che se non pretende la scienza infusa, richiede assolutamente la documentazione più rigorosa. La Fontana di Trevi, sebbene fosse stata inizialmente progettata dal Bernini, fu ripensata ex novo da Nicola Salvi nel 1732 e conclusa ben 30 anni più tardi, sotto la direzione di Giuseppe Pannini. Pur emulando la Fontana dei Fiumi, i dinamici gruppi scultorei che la decorano sono stati scolpiti da Pietro Bacci e Filippo Della Valle, alla metà del XVIII secolo: dunque Gian Lorenzo Bernini, morto nel 1680, c'entra, ma relativamente all'ispirazione dell'opera, nella quale è l'acqua la protagonista assoluta.
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