Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
FULMINI e SAETTE  


LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali ed ambientali.





Deo gratias!


Finalmente, dopo anni, è stata recuperata e pulita una fontana divenuta cestino di immondizie in pieno centro di Roma, a piazza Augusto Imperatore, dopo le continue lamentele dei cittadini. Ci voleva la frenesia del restyling veltroniano per arrivare ad un'operazione tanto normale quanto dovuta?!!! Ma dal momento che “nessuno” vigila, quanto durerà? Allego una foto che può essere messa a confronto con la situazione precedente, da voi documentata alcuni numeri fa. Grazie, un romano disgustato.

Piero F.

 prima e dopo .... la cura 




A Roma, anche il Centro è in degrado.



 



Chi scrive è una turista piemontese, allibita per aver visto e fotografato in un angolo, a due passi da “Campo dei fiori” ovvero Piazzetta del Biscione, un palazzotto nobiliare seicentesco, con tanto di targa commemorativa, ridotto in uno stato veramente pietoso, pieno di scritte e di evidenti segni di cedimento strutturale e decorativo. Lo stato della Capitale è in impressionante degrado artistico se non c'è bisogno di spostarsi dal Centro Storico per vedere questi scempi!

Nunzia da Torino




La moda degli eventi, a tutti i costi ed a quali costi!


Sono una docente di storia dell’arte della Sicilia che ha visitato la mostra di Paul Gauguin al Vittoriano di Roma; pur amando molto il pittore, di cui ricordo una rassegna meravigliosa a lui dedicata anni or sono al Gran Palais di Parigi, sono uscita delusa dalla visita perché la maggior parte dei quadri esposti, a mio parere, sono le opere meno felici dell’artista, sia dal punto di vista tecnico-coloristico, sia da quello dell’ispirazione poetica. Mancano, infatti, le opere ritenute unanimemente come capolavori e la quantità dei pezzi non gioca a favore della qualità dell’esposizione. Spesso la mania di organizzare mostre ad ogni costo fa sì che si allestiscano esposizioni poco significative, a volte operazioni di puro marketing ,che poco hanno a che vedere con un desiderio disinteressato di fare cultura per le masse. E lo dimostrano anche i prezzi dei biglietti (10 euro!) davvero proibitivi, soprattutto per gli universitari e per i giovani disoccupati. A volte è più soddisfacente un buon libro d’arte!

Rosetta L. da Catania








Il manifesto della mostra


E' proprio un mostro questa mostra?

A proposito della famigerata mostra sull'omosessualità, curata da Vittorio Sgarbi, "Vade retro. Arte e omosessualità", inauguratasi a Firenze, dopo tante vicissitudini e peregrinazioni per l'Italia, grazie al patrocinio concesso da un illuminato Assessore (alle Tradizioni, se non erro, e non alla Cultura, come sarebbe stato ovvio), vorrei fare due osservazioni. Non è la prima volta che opere d'arte creano scandalo nella critica e nel pubblico, come dimostra ampiamente la storia dell'arte figurativa, dai nudi michelangioleschi del Giudizio Universale della Sistina, al ritratto senza veli della Paolina Borghese, ai nudi erotici di Klimt e di Schiele, per nominare solo alcuni casi arcinoti. Il tempo ha mostrato che proprio quelle opere tanto denigrate sono diventate per tutti degne di grande apprezzamento artistico. Dunque, perché mai in un'epoca così disinibita come la nostra, esistono queste strane pruderie ed una censura di sapore medioevale, che vorrebbe impedire alla gente la visione di opere ritenute anticonformiste o provocatrici? Si lasci che sia il pubblico a decidere , ma soprattutto saranno i posteri a decretare la qualità o meno di queste opere, come è sempre avvenuto nella storia. Oppure bisogna pensare che il tutto sia frutto di una scaltra e machiavellica pubblicità?

Roberto G. da Lecce




Eleonora Ciroli,
Medoro e Tristano, 2003
 



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