Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Giugno/agosto 2008, n.15
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali ed ambientali.





Sempre il solito fallo!

Ancora esistono artisti che pensano di stupire o di trasgredire scolpendo “falli”!! A parte che queste raffigurazioni sono antiche come l'uomo, dato che, come si sa, venivano portati su enormi carri durante le feste dionisiache, dedicate alla vendemmia, nell'antichità greca; inoltre nella storia delle creazioni artistiche spesso e volentieri si è usata questa forma, anche resa simbolicamente, come l'obelisco egizio o la tour Eiffel. L'ultima “provocazione” è l'opera dell'artista inglese Damien Hirst, realizzata in oro con oltre 8000 diamanti ed una grossa pietra all'apice! A mio parere non è un'opera d'arte, ma solo una trovata d'effetto in un'epoca in cui questi “oggetti” non colpiscono più nessuno. A proposito: chissà quanto costa il fallico gioiello!!?

Nicoletta V. da Como





Se l'Italia piange, la Francia non ride..

Lo sapete che l’artista Daniel Buren, autore di un’installazione nel cortile di Palais Royale a Parigi, sede della Comèdie Francaise, ha richiesto polemicamente la distruzione della sua grande opera pur di non vederla nello stato di abbandono attuale, chiamando lo Stato francese in tribunale per negligenza ?! L’installazione, creata nel ’86, (vedi foto) è fatta di 260 colonne di diversa altezza, disposte nel grande cortile all’aperto, e prevedeva una zona sotterranea per lo scorrimento di canali d’acqua, che debitamente illuminati, avrebbero riflesso le colonne soprastanti con un effetto particolarmente suggestivo. Invece i canali sotterranei da sette anni sono privi dell’acqua ed in più sono diventati ricettacolo di immondizie di ogni genere! Per mettere a posto il sito artistico nel gennaio scorso sono stati stanziati dall’amministrazione comunale ben 4 milioni di euro: era giusto arrivare a ciò e non vigilare per tempo evitando un degrado ora così oneroso per il Comune??

Un turista attento







L'installazione di Daniel Buren, Palais Royale . Paris




Paladino nelle polemiche



La Ghirlandina ricoperta dall'opera di Paladino. Modena

 


Chi vada a Modena a visitare la Cattedrale, troverà che il famoso campanile, detto La Ghirlandina, è ricoperto per restauri. Ma fin qui, tutto normale; il punto è che a ricoprirla c' è un rivestimento “firmato” da un artista contemporaneo, noto a molti: Mimmo Paladino. Io voglio aggiungere la mia alle polemiche ed alle critiche sorte attorno a questa installazione, che dovrebbe costituire “un'opera d'arte” transitoria, ma che, secondo me, non è molto diversa dalle ricoperture che di solito si vedono attorno ai monumenti da restaurare. Dicono: è colorata, si ispira all'opera di Wiligelmo, autore delle sculture sulla facciata, è un valore aggiunto, è un tocco di contemporaneità accanto all'antico, etc. Ma io mi chiedo: quanto è costata quest'operazione destinata inevitabilmente a sparire? Era così necessaria? E' vero che il Comune di Modena è ricco, ma forse altri importanti interventi si sarebbero potuti realizzare al posto di questo progetto. Penso sinceramente che Paladino sia un bravissimo artista, ma che non gli manchino occasioni per mostrare le sue doti e la sua fama!

Rosetta C. da Milano




Civilissima Bologna…. o no?!


Anche le città del Nord stanno purtroppo subendo un forte degrado e lo dimostrano queste foto, scattate un giorno a caso da un visitatore (io stesso) del bellissimo Palazzo d'Accursio, nella piazza Grande di S. Petronio a Bologna. Nel cortile del Palazzo, oggi sede del Comune e del Museo “Giorgio Morandi”, è esposta un'installazione di un artista che sinceramente non ricordo, ma molto gradevole, che sembra proprio un accogliente salotto, ma di pietra! Bene: sul “tavolo” di questa ideale artistica sala d'attesa vi erano rifiuti alimentari di “barbari” anonimi, che avevano scambiato, evidentemente, quell'installazione per la loro (lurida) casa!

Pierpaolo S. da Pescara








Rifiuti sopra un'installazione in pietra a Palazzo d'Accursio, Bologna



Esiste l’arte sacra nel 2000?

La Curia Pontificia si chiede come mai non si realizzino più opere sacre nel nostro secolo. Vogliamo rispondere a questa domanda che forse si dimentica che uno dei maggiori committenti dell'arte sacra è stato da sempre il Vaticano! Forse non è vero che non ci sono artisti ispirati dai temi della fede, poichè io personalmente ne conosco alcuni e molto validi. Forse è più vero che la Chiesa non ha voglia di “investire” nell'arte vera, come facevano i grandi Papi del ‘500 e del ‘600, affascinati dall'arte di quanti i problemi della fede li vivevano anche fra dubbi ed incertezze. Si farebbe meglio a guardare, cercare, stimolare i giovani artisti a creare opere che riflettono sugli eterni temi della vita e della morte, del significato dell'esistenza, del bene e del male, che sono comunque temi “sacri”. Questi contenuti filosofici e spirituali non sono estranei ad una parte dell'arte contemporanea: forse basterebbe saperli cogliere e dare a questi artisti, giovani o meno, l'opportunità di essere visti e di essere conosciuti!

Maurizio G. da Roma






Correggio: Il Ratto di Ganimede (part.)

Mostra del Correggio: sbagliata la sede!

Ottima l’iniziativa di dedicare una mostra al Correggio, artista raffinato, e poco conosciuto, del Rinascimento emiliano. Tuttavia volevo esprimere il mio dissenso sulla scelta di esporre le belle opere dell’artista in un luogo che, benché prestigioso ed unico, come la Galleria Borghese a Roma, non permette al visitatore di apprezzarle, sparpagliate come sono tra i numerosissimi quadri di grandi artisti, altrettanto belli ed importanti. L’allestimento, secondo me, non fa emergere le tele del Correggio, e forse soltanto gli occhi più esperti sono in grado di individuarle (ma siamo poi sicuri??!). Si crea insomma per il pubblico una vera e propria congestione visiva, una difficoltà di lettura e quindi di godimento delle opere esposte.
Peccato, un’occasione mancata!

Nicoletta B. da Trani


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