Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
   
Rivista bimestrale - Anno V - n.22 - Novembre-dicembre 2009
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.




Una necropoli unica al mondo che va in rovina!!

Alle porte di Cagliari, in Sardegna, su di una collina che guarda il mare, una necropoli di 70 ettaricon migliaia di tombe puniche, sta andando in rovina dinanzi all'indifferenza di autorità competenti e amministratori locali: la necropoli di Tuvixeddu! Da lettrice della vostra rivista, ricordo che in un numero precedente anche voi ne avete parlato e ho apprezzato, ma questo è lo sfogo di una comune cittadina, indignata per tanta colpevole e reiterata indifferenza. Saccheggi, abbandoni dolosi e sviluppo urbanistico selvaggio stanno mandando in completa rovina una zona che 25 secoli fa i Punici avevano scavato per ricavarne migliaia di tombe e che i Romani avevano poi utilizzato, anche come grotte. Ad esempio quella di Caio Rubello, tomba che diventò nei secoli riparo di fortuna per i Romani e di cui oggi restano soltanto dei miseri colombari.
La più grande necropoli del Mediterraneo, tombe ancora inesplorate che si dovrebbero tutelare, restaurare e portare alla conoscenza di tutti, rimangono invece inesplorate o nel massimo degrado, forse rischiano anche la scomparsa definitiva per interessi biechi, economici e urbanistici. Nella zona sono venuti alla luce ceramiche greche, corredi infantili, vasi e “schifoi” provenienti dalla Grecia, mille oggetti che parlano di vita e del quotidiano di millenni fa, come gli specchi in bronzo o i rasoi in bronzo e chissà quanto altro materiale utile alla storia e all'archeologia, se solo si scavasse opportunamente. Questa zona che fu utilizzata da tanti popoli, Fenici, Greci, Etruschi e Romani, e come tale è anche uno splendido esempio di integrazione culturale, costituisce una lezione di tolleranza e di civiltà che viene dal passato, mentre ai nostri giorni si fa tanta fatica a convivere con popolazioni e culture diverse!
Penso che questo allarme-sparizione di un patrimonio archeologico così esclusivo dovrebbe generare disgusto e ribellione in tutti i cittadini benpensanti e desiderosi di tramandare ai posteri i segni di un passato illustre. Ribelliamoci, fermando la speculazione pubblica e privata e uno scempio che mette a repentaglio la cultura da cui proveniamo!

Margherita D. di Cagliari, assieme a cento e più sostenitori!

Un ritrovamento della necropoli di Tuvixeddu





La zona nello stato in cui si trova...


Aumentano i furti di arte sacra!

Vorrei dire la mia indignazione per aver appreso dai giornali che nel 2009 sono aumentati del 43% i furti di opere d'arte sacre da chiese, chiostri, cappelle, etc. Certamente il pericolo è in agguato se si pensa che molto spesso di queste opere nessuno fa una catalogazione e quindi anche quando vengono trafugate non si riesce nè a descriverle e dunque a ritrovarle. Se poi si aggiunge che con internet è molto aumentata la facilità dei ladri a metterle in circolazione e in vendita, si comprende come sia complesso il problema, anche perchè spesso i ladri trasformano questi oggetti in complementi di arredo: ad esempio, da candelabri a lampadari, da inginocchiatoi a comodini, da decorazioni sacre in legno a mobili per le case, e così via. Si capisce, dunque quanto sia difficile ritrovare gli oggetti trafugati. Ma con tanti disoccupati che ci sono, perché le Soprintendenze non fanno catalogare dai giovani diplomati in Beni Culturali gli oggetti d'arte delle chiese?? Ma tanto che c'importa, teniamoci i disoccupati e perdiamo un patrimonio di cultura insostituibile: del resto abbiamo tante di quelle opere!!!!!!

Stefano F. da Lucca

Calice liberty

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