Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VII - n.27 - Gennaio-febbraio 2011
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Scriveteci: proporremo le vostre lettere in tempo reale.



 

Il Colosseo, la gallina dalle uova d'oro!

Siamo tutti felici che si sia aperto il terzo anello del Colosseo, il monumento più visitato d'Italia, ma ci terremmo, noi che amiamo il nostro straordinario patrimonio artistico, che venisse anche ripensata la possibilità di sopportazione del monumento, che già deve sobbarcarsi alle incursioni di milioni e milioni di visitatori al giorno, peraltro non sempre rispettosi del Bene che visitano. Ho letto a questo proposito una lungimirante opinione di Vittorio Sgarbi, che dalle pagine di Oggi metteva in guardia le autorità competenti ad aprire con troppa leggerezza e velocità monumenti come il Colosseo, molto fragili, perchè non "conservati" a dovere. Il critico, infatti, faceva l'esempio del Centre Pompidou di Parigi che dopo solo 20 anni dall'apertura ha subito un consistente restauro a causa del degrado subito. Dunque, va bene per le riaperture di luoghi così speciali, ma che non siano forzate e decise soltanto per far affluire maggior pubblico ( e quindi maggiori profitti alle casse dello Stato), poiché se non si pensa prima ad un'efficace azione di salvaguardia e conservazione del monumento, l'aumento dei visitatori porterà solo danni e nuove problematiche. Teniamocelo caro questo esemplare preziosissimo di storia e di architettura, e solo in un secondo tempo si pensi ai guadagni che se ne possono trarre!

Massimiliano F. da Rieti

 

I "rimedi" ci sarebbero, ma...

Sono un lettore attento ai problemi della conservazione del Patrimonio artistico italiano e della sua valorizzazione e trasmissione ai posteri. Dopo il grave crollo a Pompei e le ripetute disgrazie accorse ad altre testimonianze preziose della nostra cultura (cito ad esempio il portale della chiesa di Gela), voglio associarmi ad una proposta intelligente lanciata dal Sunday Telegraph, che pochi giorni fa recitava quanto segue: il patrimonio culturale dichiarato dall'Unesco patrimonio "universale" dell'umanità deve essere tutelato dal mondo intero che ne gode e ne usufruisce; pertanto tutte le nazioni dovrebbero contribuire al restauro di Beni particolarmente significativi, come Pompei, per l'intera collettività umana. Fermo restando, s'intende, da parte mia, il rifiuto dell'esecranda consuetudine dei governi di "non fare manutenzione ordinaria" di capolavori tanto unici, e ciò non avviene soltanto in Italia, ma anche all'estero, un esempio, a Machu Pichu in Perù, che sta morendo fra il disinteresse generale!

Patrizio R. da Siena

 

La cultura é un valore o NON PIU'?

E' vergognoso che si chiuda a Roma un cinema, come Il Metropolitan, situato in pieno Centro, per far posto agli ennesimi negozi! I lavoratori del settore giustamente protestano, ma non solo loro esprimono il loro sdegno, perché questo fatto é indicativo dello stato della cultura nel nostro Paese. Possibile che per colpa dei tagli del Governo alla Cultura, si debba lasciare perire luoghi destinati allo svago e all'acculturazione, grazie ai quali gli abitanti della Città potrebbero impiegare più proficuamente il proprio tempo, che non fare un inutile e futile schopping?

Luigina D. da Roma

 

NESSUNO pensa al deperimento del nostro patrimonio ambientale...

Sono un viaggiatore indefesso, amante della natura e dei luoghi esclusivi d'Italia. Ho visitato, dopo alcuni anni di assenza, le coste tirreniche della Calabria, e ho trovato il disastro.. Le spiagge della provincia di Vibo Valentia, un tempo veri paradisi ambientali, sono oggi sporche, il mare é pieno di rifiuti, l'acqua cristallina di una volta é diventata opaca e infestata da alghe e meduse; inoltre pochissime sono le spiagge libere, poiché abitazioni e costruzioni alberghiere abusive le hanno ridotte tanto da rendere impossibile al pubblico l'accesso al mare. Faccio alcuni nomi di luoghi: la baia di Riaci, un tempo meravigliosa e pulitissima, S.ta Maria di Ricadi, dove una speculazione selvaggia ha letteralmente mangiato la spiaggia lasciando una stretta e sporca striscia di ciottoli; la stessa rinomata Tropea, colma zeppa di stabilimenti balneari fatiscenti e arrangiati alla meno peggio, la Baia di Formicoli, etc. etc. Mi chiedo quando si provvederà a salvare questa costa un tempo incontaminata, meta di turisti, ora malconcia e sporca come tante altre dei nostri litorali mediterranei. Eppure per una regione come la Calabria il mare e la costa avrebbero dovuto costituire la risorsa principale turistica ed economica! Così vanno le cose in questo EX Bel Paese!

Federico S. da Livorno

 






E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright