Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.37 - Luglio - settembre 2013
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.









Opere d’arte italiane “in affitto”!

Invece di preoccuparsi di valorizzare il nostro patrimonio culturale, petrolio italiano, con apposite leggi di tutela e progetti di salvaguardia, lo Stato ha previsto (decreto semplificazioni del 20 giugno 2013) di lucrare sui Beni comuni, concedendo in affitto per una durata da 10 A 20 ANNI LE OPERE D’ARTE CUSTODITE NEI DEPOSITI dei 370 MUSEI ITALIANI! Dunque “sfruttamento” delle opere inopinatamente “parcheggiate” nei magazzini dei musei, che invece di essere restaurate ed esposte in Italia per la pubblica fruizione, dando così lavoro a tanti giovani disoccupati, restauratori e conservatori diplomati, vengono date in affitto all’estero per lunghissimo tempo, privandoci (per alcuni di noi per sempre!) della loro visione. Complimenti, che bel decreto!!

Rosina F. da Velletri



Ed ecco le archeo-mafie!


Non ci facciamo mancare proprio niente! Ammonta a 200 milioni di euro il giro d'affari delle archeo-mafie che trafficano in Italia, soprattutto nel Lazio, in Lombardia, nella Campania e in Toscana. Zone archeologiche depredate, fondali marini saccheggiati di antichi reperti; e inoltre falsificazioni di opere vendute on line e acquisti illeciti via internet: questi i dati negativi riguardanti il nostro patrimonio culturale, che fin dagli anni '60/70 subisce una continua spoliazione al fine di riciclare denaro sporco, con immenso danno ai Beni comuni! Anche questa l'Italia che non amiamo e per cui invochiamo rimedi adeguati.

Roberto G. da Caserta




Curare l’Alzheimer con l’arte: è possibile!


Dal 4° Convegno Nazionale sull’Alzheimer tenutosi a Pistoia nello scorso maggio, sono usciti risultati sorprendenti per ciò che riguarda le cure necessarie ai malati di demenza senile, e cioè che una overdose di Bellezza (visite a musei e gallerie d’arte) può avere effetti benefici sulle menti malate, rallentando la malattia, a volte anche senza bisogno di farmaci! Sembra sconcertante, ma le sperimentazioni del Prof. Giulio Masotti, Presidente onorario della Società Italiana di Geriatria, lo confermano. Dalla relazione intitolata “La memoria del Bello” della geriatra Luisa Bartorelli, direttrice del Centro Alzheimer della Fondazione Roma e in quella della collega Silvia Ragni, psicologa e musicoterapeuta, che hanno condotto 12 pazienti a visitare la Galleria d’arte Moderna di Roma, coinvolgendoli anche in attività artistiche, è venuto fuori un grande risultato. I malati percepiscono non solo benessere, ma cresce in loro l’autostima, il tono dell’umore e migliorano la qualità di vita. Infatti, dopo un mese da queste visite, la loro memoria è migliorata e le loro reazioni emotive e comportamentali ne hanno tratto grande giovamento. Dunque l’esperienza estetica è risultata per i pazienti sottoposti a questa terapia innovativa un’attività benefica, poiché essa è capace di accentuare il ricordo delle esperienze vissute, aggiungendo vitalità alle menti malate. L’arte si rivela un ricostituente della memoria e un’iniezione di energia, un farmaco nuovo e antico quanto il mondo! La speranza val bene una prova!!

Giuliano R. da Pistoia



Biennale di Venezia: innovazione o delirio?

La 55° Biennale di Venezia ci sta regalando una contaminazione molto discutibile tra arte consolidata e arte “brut”, ovvero linguaggi di pseudoartisti, di anonimi autori, di misconosciuti che operano anche collettivamente, esprimendo approssimazioni artistiche e folli messaggi. L’unione di artisti affermati e non, a parte che non è nuova, non è secondo me accettabile e anche i media europei hanno molto criticato questo progetto che forse allontana i più dall’attenzione al mondo della creatività.

Letizia D. da Verona



La plastica alla Biennale: un nuovo "stato" nato!

Nel Cortile di Ca’ Foscari, una delle sedi della Biennale, si vede un’installazione in plastica creata da un’artista (di cui non rammento il nome e me ne scuso) che ha pensato di esprimere con questa strana ma significativa opera la denuncia di una deriva dell’ecosistema, colpevole l’uomo moderno che butta in mare rifiuti non degradabili. L’idea è quella di individuare l’esistenza di uno “stato invisibile”, che anche l’Unesco ha riconosciuto, cioè quello della plastica negli oceani, che è simbolo dell’immenso degrado del nostro pianeta. Lo “stato” è stato stimato della grandezza di ben 16 milioni di chilometri quadrati e con l’opera esposta alla Biennale l’artista sensibilizza il mondo sul grave problema: tra tante opere inutili e folli, questa mi sembra molto importante e piena di forza polemica!

Giulio T. da Padova




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