Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.40 - Aprile - giugno 2014
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.






A Roma l'ennesimo esempio di colpevole incuria dei Beni artistico-culturali!

Palazzo Nardini, nel cuore di Roma, lungo la via del Governo Vecchio, a un passo da Piazza Navona! E’ incredibile, se non fosse vero, trovare nel completo e più ignobile degrado un palazzo quattrocentesco, dimora cardinalizia, ridotto così come le foto lo ritraggono! ancora peggiore l’interno, o meglio quello che sono riuscito a fotografare dalla fessura del bellissimo portale rinascimentale semidistrutto e chiuso con una catena: un cortile ad arcate che versa nel più impressionante degrado, mentre le finestre dei due piani sulla strada sono senza vetri e senza imposte, alle intemperie, decrepite e pericolose, dato che la stretta via è sempre pienissima di gente che si reca passeggiando verso il famoso Pasquino alla volta della piazza più bella del mondo! Vergogna tutta romana: antica sede della Pretura, fino ad alcuni decenni fa il palazzo è stato anche luogo storico dei movimenti femministi; poi il lento abbandono, da quando è passato alla Regione Lazio….Tutto questo fra l’indifferenza delle autorità competenti, malgrado le continue petizioni dei cittadini di Roma! Bellezza stuprata da una classe dirigente insulsa e criminale.

Palazzo Nardini
Palazzo Nardini


Palazzo Nardini (part.)


Carlo V. di Roma


"Green new deal per l'Italia": un movimento al di sopra dei partiti e dei loro specifici interessi. Dobbiamo crederci?!

Oggi, 1 marzo, a Roma, al Teatro Quirinetta lavori in corso per “Green Italia”, un movimento politico ecologista, come chiariscono i promotori, per «mettere l’ecologia nel cuore della politica, offrire agli elettori italiani un’altra scelta da quelle oggi disponibili: la scelta di un progetto politico fondato sull’idea di un “green new deal” per l’Italia». Il parlamentare Roberto della Seta, tra i fondatori del movimento, ha detto che un’idea come questa non serve soltanto a conservare l’ambiente e la salute, ma “serve a creare lavoro, a combattere ingiustizie, a guarire l'Italia dalla sua "depressione". Finalmente un’idea utile, necessaria ed etica per tutelare l’interesse comune e il bene pubblico, la salute dei cittadini, la bellezza dell’ambiente e del territorio in cui viviamo: in una parola la preservazione del nostro Paese per il futuro. Mi auguro che il movimento mantenga le promesse!

Giuseppina T. da Fano


L'ennesimo sconcio del Patrimonio culturale italiano!

Mi è capitato di vedere in un programma televisivo uno spettacolo orrendo: una villa medicea, Cascine di Tavola, tra Firenze e Prato, che versa in un abbandono mostruoso e che soltanto otto anni fa era ancora un sito visitabile e tenuto in stato soddisfacente. Si tratta di un’antica fabbrica agricola, fatta costruire da Lorenzo il Magnifico, una costruzione avveniristica a scopo sperimentale per produrre miele, conserve e prodotti alimentari della zona, persino allevamento di pesci, circondata da un bosco meraviglioso, adibito alla caccia, e abitato da animali tipici, ma anche rari, come i pavoni. Una società privata, che intendeva trasformarlo in palazzine e residence, aveva acquistato l’immobile, che era stato in seguito sequestrato dalla Magistratura: perciò da allora versa in un degrado totale, poiché il tetto era stato già scoperchiato e tutti gli ambienti, dopo essere stati depredati, si sono trasformati in ruderi! La Soprintendenza, per mancanza di fondi, dice, non ha messo rimedio, mentre il Comune, fortunatamente, ha acquistato il parco, che nel 1800 era stato anche rimaneggiato. Dunque: per 600 anni le istituzioni hanno mantenuto questo fulgido esempio di ottima utilizzazione del territorio, dovuto alla lungimiranza di una famiglia, i Medici, grandi mecenati amanti del Bello. Ora, in solo otto anni, si è mandato in rovina un patrimonio di cultura inestimabile! Le Cascine di Tavola, un complesso architettonico molto bello, attribuito a Giuliano da Sangallo, si trovano a metà strada tra la splendida villa medicea di Poggio a Caiano, luogo intellettuale per eccellenza, e Firenze: quasi un binomio culturale dalle due facce, la realtà filosofica e la realtà produttiva. Se andate su Google troverete le vecchie foto delle Cascine, ma adesso non è così: ora è tutto in rovina! Chi metterà mani all’ennesimo sconcio, all’abbandono del Nostro Patrimonio che il mondo ci ha sempre invidiato e che i nostri politici considerano invece meno di niente?!!!

Ludovico S. da Siena






Anche la Chiesa mostra il lato più abbietto!

Il caso del Monsignor Scarano, a Salerno, ci lascia sconvolti! Mentre il nostro grande Papa Francesco predica e perora l’immagine di una Chiesa di povertà, siamo allibiti nell’apprendere le notizie che la stampa ci comunica: il tesoro immenso di opere d’arte e di beni materiali posseduto dal monsignore non è in linea con un’idea di Chiesa cristiana che dovrebbe pensare ai poveri!! E’ un caso eclatante , forse isolato (lo speriamo!), ma esecrabile, che non ha niente a che fare con le centinaia di religiosi che s’impegnano ogni giorno per il bene del prossimo più bisognoso. Ma ciò non toglie che le nostre coscienze rimangano fortemente turbate da uno scandalo così vergognoso. E’ forse lo specchio della corruzione che dilaga nel nostro tempo e che non risparmia nessuno?


Giosetta F. da Pozzuoli





Perché inviare le nostre opere all'estero?

Dissento fortemente dalle decisioni di inviare opere d’arte del nostro patrimonio culturale all’estero, con tutti i pericoli che si determinano per le opere stesse e per le eventualità negative che possono accadere . Dopo il Satiro di Mazzara e Il David-Apollo di Michelangelo, ecco che anche il Galata morente, conservato nei Musei Capitolini, è andato a Washington a chiudere l’anno di cultura italiana negli Stati Uniti. Una statua splendida, a grandezza naturale, copia romana di un originale greco d’età ellenistica, ritrovata all’inizio del ‘600 e ritenuta giustamente un esemplare straordinario di scultura, aveva lasciato l’Italia più di 200 anni fa, trafugata da Napoleone assieme a moltissimi altri capolavori, com’è noto. Ora da più di un mese si è inviata la statua del Galata alla National Gallery of Art , con il rischio di un incidente aereo, dello sfregio di un pazzo, o di un qualsiasi altro evento negativo che potrebbe capitare e farci perdere questo capolavoro. Esprimo tutta la mia contrarietà per queste operazioni che, secondo me, non sono neanche necessarie per alimentare la nostra fama di Paese dell’arte. Prendiamo esempio dalla Francia che molto raramente (per La Gioconda mai) permette ai suoi capolavori di oltrepassare le patrie frontiere! Diventiamo custodi più severi del nostro passato: Vengano da noi i turisti a vedere le nostre testimonianze artistiche!!!


Mimma D. da Milano


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright