Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.42 - Ottobre - dicembre 2014
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.




Tra immondizie, erbacce e massimo degrado, una "povera" torre cinquecentesca a Ostia (RM)!

Nella zona dell'Idroscalo di Ostia (Roma) esiste una torre rinascimentale, Tor san Michele, di scuola michelangiolesca, risalente alla seconda metà del XVI secolo: si tratta di un Maschio facente parte di un antico sistema di difesa fatto costruire dai Papi Pio IV e Pio V. E' una costruzione ottagonale alta 18 metri, circondata anticamente da un fossato e suddivisa in 3 piani: il sotterraneo per custodire le armi, il primo per gli alloggi dei guardiani, con ambienti voltati a crociera e il secondo per le stanze dei comandanti. In alto la piazza d'armi delimitata da un bel cornicione a beccatelli. Restaurata nel 1930, usata poi come faro, durante la seconda guerra mondiale fu occupata dagli eserciti tedeschi e americani; da venti anni è sotto la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma. Catalogata come immobile di valore storico-artistico, oggi giace in uno stato deplorevole: le foto da me scattate mostrano non soltanto il degrado della torre, le erbacce nate ovunque e tanto alte da nasconderne la vista, ma soprattutto il luogo attorno che versa in un vergognoso e incivile abbandono. Discarica a cielo aperto, immondizie d'ogni genere, stradina d'accesso dissestata, neanche un cartello esplicativo: insomma un totale degrado che neanche la LIPU, Lega Protezione uccelli di Ostia, è riuscita a frenare, malgrado dieci anni fa si fosse impegnata per un progetto di recupero dell'area dell'Idroscalo, in cui era incluso il riutilizzo della Torre, come centro museale didattico intitolato a Pier Paolo Pasolini. Le parole sono superflue dinanzi alle foto che mostrano il monumento evidenziando il colpevole abbandono del nostro patrimonio artistico, a due passi dalla Capitale!
(Pier Luigi V. da Ostia)





I marmi del Partenone: è possibile la restituzione alla Grecia ?

La nuova signora Clooney (non ricordo il suo nome), avvocato di grido, ha accettato per il suo studio un incarico difficile quanto opinabile: riportare ad Atene i marmi del Partenone. A parte le competenze in materia che non mi pare la signora possieda, il contenzioso data parecchi decenni! In che modo potrà convincere gli inglesi alla restituzione di un bene così prezioso per l’immagine del British Museum? Sappiamo tutti che fu Lord Elgin, nobile inglese amante dell’archeologia, non solo a scavare a proprie spese il sito alla fine del ‘700 e ritrovare i marmi, rimasti sepolti per moltissimi secoli, ma fu sempre lui a portare a Londra i reperti, sulle sue navi, per esporli a Londra come un Bene dell’Umanità. In un periodo in cui questo tipo di “sequestri” non era certamente regolato da norme o da leggi, anzi i potenti rubavano liberamente e portavano via impunemente le opere d’arte (vedi Napoleone), il progetto di Elgin fu davvero encomiabile. Io sono del parere che i marmi stiano bene dove sono, a meno che i Greci non siano in grado di sborsare tanti di quei denari da accontentare gli Inglesi e non ledere la propria economia! Ne dubito!

Celestina L. da Latina





Ruberie di opere d'arte… ma i Carabinieri ne recuperano parecchie!

Vorrei in questo spazio lamentare le innumerevoli ruberie e saccheggiamenti al nostro Patrimonio artistico, che spesso prende la via dell’estero e sparisce nei meandri dell’alto collezionismo dei potenti. Ma ritengo sia anche giusto e doveroso fare un plauso all’azione di recupero dei tanti Beni culturali svolta con grande impegno dal reparto operativo dell’Arma dei Carabinieri, che da molto tempo ha acquisito una risonanza e una credibilità meritatissime, anche se poco pubblicizzate. Centinaia e centinaia di operazioni condotte con successo in Italia, all’estero e sul web ( per quest’ultimo è stata formata una squadra specializzata), hanno permesso di scoprire scavi clandestini e di recuperare opere antiche di enorme valore storico-artistico e dunque economico, tanto che i furti d’arte sono oggi in calo!

Gioacchino P. da Anguillara (RM)






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